10.3273 · Interpellanza · 2010-03-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Esaminando le domande di naturalizzazione in alcuni comuni e parlamenti cantonali risulta che i dati sulla cittadinanza figuranti nelle domande di naturalizzazione sono in parte errati. Ad esempio, in diverse domande è indicata la nazionalità "Serbia e Montenegro", nonostante, come è noto, lo Stato "Serbia e Montenegro" non esista più dal 3 giugno 2006. Interpellando gli uffici competenti è emerso che i candidati sono naturalizzati in base ai dati riportati nel libretto per stranieri. Per questi dati i cantoni si fondano a loro volta sulle indicazioni dell'Ufficio federale della migrazione. Per questo motivo invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Il Consiglio federale ritiene corretta l'affermazione secondo cui nelle domande di naturalizzazione sarebbero indicate cittadinanze errate?
2. In caso affermativo, non ritiene che ciò costituisca un problema in relazione al principio dell'espressione fedele del voto nelle commissioni di naturalizzazione, nelle assemblee comunali e nei parlamenti cantonali?
3. Se sì, che provvedimenti intende adottare il Consiglio federale per ovviare senza indugio a tale problema?
4. Come garantisce che i cantoni e i comuni vengano sensibilizzati a tale proposito?
5. Non sarebbe opportuno effettuare sempre una verifica della nazionalità prima della naturalizzazione, in modo che nelle domande di naturalizzazione indirizzate alle autorità, alle assemblee comunali e ai parlamenti cantonali non figurino più dati errati? Se no, perché?
6. Non sarebbe opportuno adeguare la legge federale introducendo per i richiedenti la naturalizzazione l'obbligo di notifica di eventuali cambiamenti della loro nazionalità, pena il respingimento della domanda? Se no, perché?
Stellungnahme des Bundesrates
Riassumendo si può rispondere come segue:
La naturalizzazione non può dipendere dalla nazione da cui proviene il richiedente: sarebbe discriminante. La questione dell'espressione fedele del voto non risulta quindi rilevante in questo contesto, ragione per cui non sussiste nemmeno un'irregolarità che richieda di essere corretta da parte del Consiglio federale.
Il Consiglio federale non può impedire totalmente che nelle domande di naturalizzazione vengano indicate nazionalità errate, sebbene ciò succeda solo molto di rado. Altresì è possibile che una cittadinanza cambi nel corso della procedura di naturalizzazione, ad esempio quando la domanda è stata presentata in un momento in cui lo Stato ancora esisteva, ma è poi stato dissolto e il richiedente è diventato cittadino di un altro Stato (esempio: la "Serbia e Montenegro" è stata dissolta il 3 giugno 2006 per formare due Stati distinti, la "Serbia" e il "Montenegro").
In occasione della verifica formale delle domande, le autorità competenti possono correggere i dati sulla nazionalità e, se necessario, sostituirli con la denominazione corretta. La verifica formale delle domande di naturalizzazione ordinaria spetta di norma alle autorità cantonali o comunali a seconda del diritto cantonale. Generalmente tale verifica si basa sui dati riportati nel libretto per stranieri. Attualmente, però, non esiste uno scambio elettronico di informazioni tra le autorità della migrazione e le autorità competenti per la naturalizzazione, che permetterebbe di mantenere costantemente aggiornati tali dati. L'eventuale introduzione di una tale procedura richiederebbe tempi lunghi a causa della sua complessità. La correzione della nazionalità, modificata dopo la presentazione della domanda di naturalizzazione, deve quindi avvenire in modo da rispettare il principio dell'economicità della procedura ed essere ragionevolmente proporzionata al dispendio richiesto. Questo vale per tutte le autorità coinvolte. Le nazionalità errate costituiscono di norma un problema di carente aggiornamento e non sono da ricondurre al fatto che il richiedente voglia o possa ottenere un vantaggio nella procedura di naturalizzazione attraverso la dichiarazione di una falsa nazionalità.
I cantoni possono organizzare la loro procedura di naturalizzazione in maniera autonoma. Sussistono anche differenze cronologiche tra le decisioni di concessione della cittadinanza da parte del cantone o del comune e il rilascio dell'autorizzazione federale di naturalizzazione. Ogni cantone dovrebbe quindi trovare autonomamente una soluzione ragionevole; questo compito non spetta alla Confederazione. Di regola i cantoni optano per una verifica formale delle domande di naturalizzazione ordinaria (per esempio da parte dell'ufficio cantonale preposto alla cittadinanza), prima che siano sottoposte alle commissioni di naturalizzazione, alle assemblee comunali e ai parlamenti cantonali, in modo da garantire la correttezza delle denominazioni delle nazionalità.
Per la procedura di nazionalizzazione è più importante che siano aggiornati i dati riguardanti il cognome, il nome e la data di nascita del richiedente, piuttosto che la denominazione della cittadinanza. Tali dati sono infatti essenziali per verificare il rispetto dell'ordinamento giuridico e della sicurezza interna ed esterna della Svizzera. Sulla base di tali considerazioni sarebbe sproporzionato inserire nella legge sulla cittadinanza una disposizione che obbligherebbe i candidati alla naturalizzazione a comunicare ogni modifica della loro nazionalità. D'altro canto le persone con doppia o multipla cittadinanza non sono obbligate a indicare tutte le loro nazionalità.
Risposta del Consiglio federale.