10.3278 · Interpellanza · 2010-03-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
La migrazione è un fenomeno internazionale. I flussi migratori non interessano soltanto il nostro Paese, ma anche il resto dell'Europa occidentale. Per questa ragione occorrerebbe adottare misure a livello europeo. Un possibile provvedimento potrebbe essere il seguente: i migranti dovrebbero essere fermati e sistemati già nel momento in cui entrano in Europa. Tutti gli accertamenti relativi al loro ingresso e intesi a chiarire se siano degni di ottenere asilo dovrebbero essere fatti in quella sede. Soltanto i richiedenti l'asilo in possesso di una decisione positiva di prima istanza dovrebbero ricevere il permesso di entrata. Anche l'esecuzione dovrebbe avvenire tramite lo stesso servizio. Sulla base di quanto esposto, chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Come giudica il Consiglio federale l'dea di erigere infrastrutture nella regione d'entrata?
2. Per la loro costruzione dovremmo impegnarci nel contesto europeo. Quale via il Consiglio federale reputa essere realistica?
3. Cosa intraprende il Consiglio federale in generale per formulare una politica europea in materia di migrazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si esprime come segue in merito alle domande poste dall'autore dell'interpellanza.
1./2. Il Consiglio federale è consapevole del carattere internazionale e transfrontaliero della migrazione e condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza, secondo cui tali sfide richiedono anche risposte su scala europea. Per questo motivo, nel quadro degli accordi bilaterali, la Svizzera ha firmato già nel 2004 gli accordi di associazione alla normativa di Schengen/Dublino. L'accordo di associazione a Dublino, entrato formalmente in vigore il 1° marzo 2008, disciplina la competenza di un determinato Paese per lo svolgimento della procedura d'asilo. Grazie alla procedura di Dublino la Svizzera ha la possibilità di trasferire i richiedenti l'asilo in un altro Stato Dublino se quest'ultimo è competente per l'esame della domanda. La proposta dell'autore della mozione tesa ad istituire strutture nella regione d'entrata va oltre quanto previsto dalla procedura di Dublino e soprattutto presupporrebbe la disponibilità dei Paesi alle frontiere esterne particolarmente toccati (p. es. Italia e Grecia). Tuttavia, le iniziative dell'UE nel settore dell'asilo puntano piuttosto a ripartire gli oneri tra i singoli Stati Dublino e i Paesi membri dell'UE. Ad esempio, la Commissione UE ha infatti proposto di modificare integralmente l'acquis di Dublino. Pertanto, al Consiglio federale riesce difficile immaginarsi che i Paesi alle frontiere esterne, già ora considerevolmente sollecitati dalla pressione migratoria, acconsentano ad istituire strutture nella regione d'entrata. Nonostante determinati tentativi profusi dall'UE per armonizzare il settore dell'asilo, l'esecuzione delle procedure d'asilo continua a competere agli Stati membri, ragion per cui è poco realistico immaginare strutture comuni come quelle proposte nella mozione.
Per i motivi esposti, il Consiglio federale ritiene che l'idea dell'autore dell'interpellanza sia irrealizzabile.
3. In generale la Svizzera cerca di trovare, insieme ai partner europei, risposte su scala europea alle sfide in materia di politica migratoria. Sebbene in qualità di Stato non membro possa strutturare solo in misura limitata la politica europea in materia di migrazione, con l'accordo di associazione a Schengen/Dublino la Svizzera partecipa attivamente a uno dei pilastri della politica UE in materia di asilo e di migrazione, contribuendo in seno ai comitati misti al costante sviluppo di questi strumenti specifici alla migrazione. Dall'altro lato, la Svizzera si impegna in diversi organi e forum - sia europei che internazionali - attivi nell'ambito della cooperazione internazionale in materia di migrazione. Infatti, la Svizzera partecipa, ad esempio, al progetto lanciato dalla Repubblica ceca teso ad istituire partenariati ad ampio raggio in materia di migrazione con gli Stati confinanti ad est con l'UE.
Risposta del Consiglio federale.