Contro la discriminazione nelle forniture di servizi transfrontalieri nell'ambito dell'accordo sulla libera circolazione delle persone
10.3279 · Mozione · 2010-03-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di intensificare i suoi sforzi intesi a eliminare le discriminazioni esistenti nell'accesso dei fornitori di servizi svizzeri ai mercati europei. In particolare esso deve trovare con gli Stati interessati, in seno al comitato misto dell'accordo sulla libera circolazione delle persone e a livello bilaterale, una soluzione ai seguenti problemi:
- in merito all'obbligo per i fornitori di prestazioni nel settore edilizio, richiesto dalla Francia, di presentare un'assicurazione che serva quale garanzia contro i difetti di costruzione durante un periodo di dici anni;
- in merito all'obbligo di versare contributi nelle casse ferie tedesche o italiane in caso di forniture di servizi transfrontalieri, sebbene siano già stati versati contributi in Svizzera;
- in merito alla cauzione IVA in caso di esportazione temporanea di macchine edili in Italia;
- in merito alla procedura di notifica tedesca per impieghi di breve durata di installatori in Germania.
Begründung
Da un sondaggio pubblicato dall'Ufficio dell'integrazione all'inizio di febbraio 2010 concernente l'applicazione degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'Unione europea risulta che esiste un potenziale di discriminazione, in particolare nel settore delle forniture di prestazioni transfrontaliere, poiché le prestazioni di servizi transfrontalieri, ad esempio, possono essere in conflitto con le regolamentazioni nazionali in materia di protezione dei lavoratori o degli interessi finanziari nello Stato destinatario. Si tratta di problemi che in parte sono noti già da diversi anni: di conseguenza il Consiglio federale è invitato a impegnarsi maggiormente, rivolgendosi agli Stati europei confinanti, a favore dell'eliminazione delle discriminazioni esistenti nell'accesso dei fornitori di servizi svizzeri ai mercati europei nell'ambito dell'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è al corrente dei problemi menzionati nel settore delle forniture di servizi transfrontalieri e ritiene che occorra procedere con decisione contro le regolamentazioni in questione, che sono in parte discriminanti. Per questo motivo esso è intervenuto a varie riprese durante gli anni scorsi, sia in seno a diversi comitati misti sia rivolgendosi ai governi interessati.
A tale proposito occorre rammentare che i casi citati sono in parte decisamente complessi dal punto di vista giuridico e tra l'altro sono dovuti al fatto che la Svizzera, con l'accordo sulla libera circolazione delle persone, ha adottato una determinata parte della libera prestazione di servizi in vigore all'interno dell'Unione europea, ma non la totalità delle disposizioni corrispondenti, e che il nostro Paese non fa parte dell'Unione doganale europea. Inoltre la ricerca di soluzioni si rivela impegnativa, poiché l'amministrazione praticamente non dispone di casi problematici concreti. Negli ultimi due anni il Consiglio federale ha intensificato, nel senso di un modo di procedere pragmatico, i propri sforzi per trovare una soluzione al problema a livello di esperti tra i diversi Stati.
In certi settori vengono proposti alcuni abbozzi di soluzioni: in occasione di una tavola rotonda svoltasi a Parigi il 19 marzo, dedicata all'assicurazione decennale nel settore edile, sono stati presentati prodotti di assicurazione - in fase di sviluppo - destinati alle aziende svizzere che lavorano in Francia allo scopo di permettere loro di sottoscrivere in futuro una tale garanzia. È attualmente valutata la possibilità di trovare un accordo bilaterale con la Germania nell'ambito delle casse ferie. Tuttavia i vari sistemi sono molto differenti. Nel contesto delle casse italiane vi sono stati alcuni contatti tra le autorità federali e quelle ticinesi e italiane. In tale occasione i partner sociali italiani si sono dichiarati disposti a negoziare un accordo con i partner svizzeri. Per quanto concerne la cauzione IVA da versare per le macchine edili e la procedura di notifica per gli installatori, occorre rammentare che questi problemi sono stati rilevati anche dalla Svizzera, rispettivamente nei comitati misti Svizzera-UE competenti in materia e in occasione di discussioni bilaterali. Da allora non ci sono stati comunicati nuovi casi in questi due settori.
Le pratiche effettuate finora corrispondono alle richieste quanzate nella mozione. Il Consiglio federale rappresenterà anche in futuro questa posizione. In tal senso esso propone di accogliere la mozione.
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.