10.3317 · Mozione · 2010-03-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato, conformemente gli articoli 69, 70 e 93 della Costituzione federale e agli articoli 24 e 25 della legge federale del 24 marzo 2004 sulla radiotelevisione (LRTV), di invitare la SRG SSR a dotarsi di un canale televisivo nazionale per consolidare gli scambi interculturali e promuovere la comprensione tra le regioni linguistiche.
Begründung
In Svizzera, negli ultimi, anni le forze centrifughe si sono vieppiù accentuate riducendo la consapevolezza di quanto accade oltre le frontiere linguistiche. Da alcuni studi emerge che la televisione non sfrutta abbastanza le opportunità di cui dispone. Ciò porta a minacciare l'esistenza della nostra "Willensnation" (nazione fondata sul consenso) e complica inevitabilmente la convivenza nelle regioni bilingui, si pensi a Vallese, Friburgo, Bienne e ai Grigioni.
Malgrado il mandato legale teso a promuovere "la comprensione, la coesione e lo scambio fra le regioni del Paese, le comunità linguistiche, le culture" (art. 24 cpv. 1 lett. b LRTV), le offerte dei diversi canali della SRG SSR si concentrano prevalentemente sulle rispettive regioni linguistiche. Anche i vari programmi diffusi in tutta la Svizzera non si rivolgono tanto al pubblico delle altre regioni linguistiche ma piuttosto ai membri del proprio gruppo linguistico che vivono in altre regioni del Paese. Manca un canale televisivo nazionale concepito in base a criteri linguistici e tematici atti a rivolgersi a un determinato pubblico.
Nei suoi programmi di regione linguistica, la SRG SSR propone un gran numero di contenuti e offerte televisive interessanti che possono suscitare l'interesse delle altre parti del Paese. Si tratta di contributi alla cultura svizzera che ciascuno dei quattro canali della SRG SSR potrebbe riprendere, sottotitolare o sincronizzare e diffondere su un canale nazionale appositamente previsto, evitando così di dover creare un proprio programma dal contenuto analogo. Con oneri e costi relativamente modesti si potrebbero utilizzare più volte contenuti televisivi di buona qualità realizzati a caro prezzo e fornire un contributo sostanziale per migliorare la reciproca conoscenza tra le diverse parti del Paese, promuovendo e incentivando gli scambi interculturali.
È nell'interesse della Svizzera plurilingue sfruttare in modo ottimale il potenziale d'intesa tra le comunità linguistiche, servendosi in misura maggiore delle prestazioni della SRG SSR, istituzione pubblica finanziata mediante canone, per promuovere il compito statale volto a rafforzare la coesione nazionale. Per realizzare questa importante esigenza sarebbe pertanto opportuno approfittare dell'imminente decisione sul fabbisogno finanziario della SRG SSR negli anni 2011-2014.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'autore della mozione deplora il crescente divario tra le varie regioni linguistiche ed avanza la proposta di colmarlo tramite un nuovo canale televisivo, soluzione analoga a quella presentata nell'interpellanza Widmer 09.3416 del 30 aprile 2009 che avanzava l'idea di creare un canale televisivo culturale plurilingue.
Come già esposto dal Consiglio federale nella sua risposta alla succitata interpellanza 09.3416, esso è principalmente favorevole alle misure tese allo scambio tra le varie culture svizzere e alla comprensione reciproca. In questo contesto la SSR svolge un ruolo particolare: in base alla legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (RS 784.40) e alla sua concessione del 28 novembre 2007 (FF 2007 7709) deve tra le altre cose fornire un contributo alla coesione tra le regioni linguistiche.
Il mandato della SSR, volto all'integrazione e alla creazione di un'identità, va visto in senso lato. Il suo adempimento è previsto nell'insieme dei programmi e deve essere attuato in primo luogo nelle offerte che hanno un elevato grado di accettazione da parte dell'opinione pubblica e sono dunque in grado di agire su vasta scala. Si tratta dei programmi televisivi principali SF 1 e 2, TSR 1 e 2 nonché RSI LA 1 e LA 2.
Tuttavia, l'autore della mozione critica il fatto che nei programmi sopra menzionati e già esistenti, la SSR adempie questo mandato in modo insufficiente. Nell'ambito dell'analisi continua dei programmi in Svizzera, si è effettivamente osservato che i programmi televisivi della SSR di una determinata regione dedicano nettamente meno spazio alle altre regioni linguistiche. Di conseguenza, è necessario che la SSR agisca per adempiere meglio il proprio mandato di prestazioni. L'emittente pubblica dovrà rendere conto di ciò all'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) e illustrerà in un rapporto come e con quali strumenti intenda rispettare più adeguatamente gli obblighi previsti nella concessione. L'UFCOM, in veste di organo di sorveglianza, accompagnerà attivamente questi sviluppi e introdurrà le misure necessarie.
La necessità di ottimizzazione negli attuali programmi non deve tuttavia portare a credere che un ulteriore programma possa adempiere meglio il mandato teso all'integrazione e alla creazione di un'identità. Le esperienze fatte in passato con il programma trilingue Svizzera 4, hanno dimostrato piuttosto che i canali con offerte culturali plurilingui faticano a trovare riscontro tra il pubblico e non raggiungono l'auspicata portata ai sensi del servizio pubblico. Essi corrono invece il rischio di ghettizzare contributi preziosi e favorevoli all'integrazione.
Oltre a ciò, un tale canale non sarebbe finanziabile con gli attuali mezzi a disposizione della SSR e potrebbe essere realizzato unicamente attraverso un aumento dei canoni di ricezione, ovvero un onere finanziario supplementare a carico dei contribuenti.
Di conseguenza, i costi ingenti legati alla realizzazione di un tale programma sarebbero sproporzionati rispetto alla prevista utilità ridotta o al prevedibile scarso riscontro tra il pubblico di un programma televisivo trilingue. Stando a quanto precede, il Consiglio federale non ritiene opportuno obbligare la SSR a proporre un programma supplementare che andrebbe finanziato tramite un aumento dei canoni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.