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10.3430 · Interpellanza · 2010-06-15

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

1. Il Consiglio federale è informato del fatto che nello Yemen, nel corso di un attacco che ha provocato decine di vittime civili fra cui numerosi donne e bambini, sono state utilizzate bombe a grappolo di fabbricazione americana provenienti da un missile di crociera delle forze armate degli Stati Uniti?

2. Il Consiglio federale ha protestato, e se sì in che modo, presso le autorità americane contro questo metodo di attacco irresponsabile, a dir poco illegale e comunque sproporzionato?

3. Il Consiglio federale è disposto a intervenire a livello bilaterale o multilaterale presso il governo statunitense, segnatamente per esigere un'indagine approfondita volta a stabilire le responsabilità dell'attacco contro la popolazione civile e per chiedergli di fornire in tempi brevi un'assistenza logistica alle autorità yemenite per la bonifica della zona bombardata, nella quale si trovano certamente ancora sottomunizioni non esplose?

Begründung

Secondo Amnesty International, che ha pubblicato delle foto sul suo sito Internet, il 17 dicembre scorso, in occasione di un attacco contro un presunto riparo di Al-Qaida nello Yemen, è stato utilizzo un missile di crociera di fabbricazione americana che trasportava bombe a grappolo. Il bombardamento ha ucciso 41 civili, fra cui 14 donne e 21 bambini.

Anche se il governo yemenita si è assunto la piena responsabilità della tragedia, è chiaro, alla luce delle fotografie pubblicate, che gli Stati Uniti sono coinvolti nell'attacco. Da una parte, il missile incriminato è lanciato solitamente da una nave da guerra o da un sottomarino; dall'altra, il tipo di sottomunizioni utilizzate si trova esclusivamente negli arsenali statunitensi ed è poco probabile che l'esercito yemenita sia in grado di impiegare un'arma di questo genere.

In un momento nel quale numerosissimi Stati si stanno impegnando a vietare l'uso delle bombe a grappolo sulla base della Convenzione di Dublino, la cui ratifica - va ricordato - non è ancora stata sottoposta al Parlamento svizzero, è estremamente preoccupante che questo tipo di armamento sia impiegato nello Yemen, Paese che, almeno ufficialmente, non è nemmeno considerato in situazione di conflitto.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Al Consiglio federale non sono sfuggiti gli articoli di stampa, pubblicati da organizzazioni non governative di tutela dei diritti umani, secondo cui nello Yemen sarebbero state lanciate bombe a grappolo a partire da un missile di crociera delle forze armate statunitensi.

2. La Svizzera non ha preso posizione nei confronti né degli Stati Uniti né dello Yemen per quanto riguarda l'impiego, fino ad ora non confermato, di bombe a grappolo.

Ciò non toglie che la Svizzera resti convinta che gli sforzi internazionali per vietare l'utilizzo di armi a grappolo rappresentino un tassello importante nel rafforzamento del diritto internazionale umanitario.

La Convenzione sulle munizioni a grappolo, adottata a Dublino nel maggio del 2008 e in vigore dal 1° agosto 2010, vieta l'impiego di questo tipo di armi per gli Stati che l'hanno ratificata. Ognuno di questi si impegna inoltre a distruggere i propri arsenali di armi a grappolo entro otto anni dall'entrata in vigore dell'accordo. La Svizzera, rappresentata dalla capa del Dipartimento federale degli affari esteri, Micheline Calmy-Rey, ha sottoscritto la convenzione a Oslo il 3 dicembre 2008. Il processo di ratifica è in corso.

Malgrado né gli Stati Uniti né lo Yemen figurino fra i firmatari dell'accordo, la stigmatizzazione di questo tipo di armi produce effetti deterrenti sugli Stati terzi che intendano utilizzarle.

3. Per verificare l'accaduto sarebbe necessaria una procedura riconosciuta a livello internazionale. La Convenzione sulle armi a grappolo prevede una procedura che permette di chiedere agli Stati firmatari chiarimenti circa il rispetto delle disposizioni in essa contenute. In questo caso, però, visto che né gli Stati Uniti né lo Yemen hanno sottoscritto l'accordo, tale procedura non potrebbe essere applicata.

La Svizzera intrattiene un dialogo regolare con rappresentanti dell'amministrazione americana nel quadro del quale sono discusse anche questioni di diritto internazionale. In tale contesto, la Svizzera affronterà la questione nei modi appropriati.

Risposta del Consiglio federale.