Eccedenze di latte. Tassa d'incentivazione sul commercio di alimenti concentrati per animali quale strumento per la regolazione dei quantitativi
10.3462 · Interpellanza · 2010-06-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
In relazione alle eccedenze strutturali nel settore lattiero, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande concernenti una tassa d'incentivazione sul commercio di alimenti concentrati per animali:
1a. Una tassa d'incentivazione sul commercio di alimenti concentrati per animali è adatta per regolare l'offerta di latte?
1b. Quali effetti avrebbe una simile tassa sugli altri settori del comparto agricolo?
1c. Potrebbe avere effetti positivi sui redditi agricoli?
2. L'introduzione di una simile tassa d'incentivazione è compatibile con gli impegni assunti sul piano politico-commerciale (OMC, accordi bilaterali)?
3. Esiste una base legale per l'introduzione di una tassa d'incentivazione? Se non è il caso, dove e sotto quale forma dovrebbe venir creata?
Begründung
Il passaggio dal contingentamento lattiero alla produzione di latte sulla base di contratti stipulati tra produttori e addetti alla trasformazione ha comportato un aumento del 10-15 per cento del volume di latte commerciale. Non vi è equilibrio tra offerta e domanda. Il prezzo alla produzione è sceso a un livello che non consente più a gran parte delle aziende produttrici di latte di coprire i costi.
L'Interprofessione del latte svizzero (IP Latte) è alla ricerca, finora senza successo, di misure volte a regolare i quantitativi. A lungo termine i provvedimenti di sgombero del mercato e le esportazioni di burro, cofinanziati indirettamente dalla Confederazione attraverso l'erogazione di pagamenti diretti alle aziende contadine produttrici di latte, non possono rappresentare una strategia soddisfacente. Ciò vale anche per i modelli di regolazione dei quantitativi che equivalgono a un contingentamento lattiero di diritto privato.
Conformemente al rapporto agricolo 2009, parallelamente ai volumi di produzione di latte è cresciuto il commercio di alimenti concentrati per animali. Si segnala soprattutto l'aumento delle importazioni di alimenti per animali del 25 per cento circa negli anni 2007 e 2008. Queste importazioni, in particolare di soia e cereali, vanno valutate con senso critico non soltanto in relazione al mercato lattiero, ma anche dal profilo ecologico ed etico. Alla luce delle considerazioni espresse dal Consiglio federale nel rapporto sulle risorse è lecito chiedersi se nel settore degli alimenti per animali la dipendenza dall'estero superi il livello ammissibile.
Stellungnahme des Bundesrates
1a. Considerato che la quota di latte prodotta in Svizzera tramite la valorizzazione del foraggio grezzo è superiore all'80 per cento, una tassa d'incentivazione genererebbe una riduzione solo minima della produzione svizzera di latte. L'attuale rapporto tra il prezzo del latte e quello degli alimenti concentrati per animali fa già sì che dal profilo economico sia più interessante utilizzare meno alimenti concentrati acquistati. Inoltre, l'efficacia di una tale tassa potrebbe essere ulteriormente attenuata da ottimizzazioni aziendali quali ad esempio la cessione del bestiame giovane affinché sia allevato presso altre aziende. Il provvedimento, pertanto, non è conforme agli obiettivi, ha un effetto regolante solo esiguo sulla produzione lattiera e genererebbe costi di gestione e amministrazione particolarmente elevati.
1b. Circa il 65 per cento degli acquisti di alimenti concentrati per animali è utilizzato nella produzione di pollame e di suini. Una tassa d'incentivazione aumenterebbe significativamente i costi di produzione di questi settori poiché i costi di foraggiamento costituiscono il 50-70 per cento di quelli diretti e sono pochi gli alimenti per animali di propria produzione o alternativi che possono essere utilizzati. Di conseguenza si avrebbe un calo di competitività con relative perdite di quote di mercato, che sarebbero compensate con importazioni supplementari di carne e maggiori acquisti della stessa all'estero. Inoltre, si metterebbe in discussione quanto finora intrapreso dal Consiglio federale al fine di ridurre i prezzi soglia degli alimenti per animali.
1c. Nel complesso, una tassa d'incentivazione genererebbe soprattutto una diminuzione della produzione di carne indigena. Si deve prevedere una sostanziale erosione dei redditi nella produzione indigena di pollame e di suini. Ad approfittarne sarebbero le aziende che utilizzano molto foraggio grezzo. Anche se fosse previsto un rimborso integrale della tassa d'incentivazione, vi sarebbe una diminuzione del reddito settoriale dell'agricoltura, soprattutto a causa del calo della produzione di pollame e di suini.
2. La tassa d'incentivazione sugli alimenti per animali sarebbe conforme agli impegni assunti sul piano internazionale, se fosse riscossa a livello nazionale sul commercio di tutti gli alimenti concentrati per animali e se le merci indigene e d'importazione venissero trattate allo stesso modo.
3. Conformemente all'articolo 164 capoverso 1 lettera d della Costituzione federale della Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 (RS 101), tutte le disposizioni importanti che contengono norme di diritto devono essere emanate sotto forma di legge federale. Vi rientrano in particolare le disposizioni fondamentali in materia di cerchia dei contribuenti, oggetto e calcolo dei tributi. Siccome la legge federale sull'agricoltura del 29 aprile 1998 (RS 910.1) non contiene una base legale per una tassa d'incentivazione sul commercio di alimenti concentrati per animali, questa dovrebbe essere creata nell'ambito della stessa.
Risposta del Consiglio federale.