10.3473 · Mozione · 2010-06-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di interrompere, con effetto al 1° settembre 2010, i negoziati per un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare con l'UE.
Begründung
Un accordo di libero scambio in ambito agricolo con l'UE avrebbe conseguenze disastrose per i redditi dei contadini. L'esistenza di migliaia di aziende agricole sarebbe veramente a repentaglio. I modelli di calcolo dell'Unione svizzera dei contadini, basati su diversi scenari di liberalizzazione dei mercati agricoli, lo confermano chiaramente. Le stime parlano di perdite di reddito superiori a un miliardo di franchi. Una tale situazione sarebbe decisamente insopportabile per l'agricoltura svizzera sottoposta, già oggi, a enorme pressione.
La strategia della qualità promossa dal Consiglio federale a favore dell'agricoltura svizzera in vista dell'apertura al mercato europeo non ha possibilità di riuscita; lo dimostra l'apertura del settore caseario.
Non è pertinente, non è politicamente corretto e non risponde agli interessi del Paese che il Consiglio federale prosegua i negoziati per la conclusione di un accordo di libero scambio in ambito agricolo con l'UE. Affinché l'agricoltura possa godere di una maggiore sicurezza della pianificazione bisogna agire adesso.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
A livello internazionale continua la tendenza a un'ulteriore apertura dei mercati agricoli e pertanto anche l'agricoltura elvetica deve adeguarsi il più presto possibile. La protezione alla frontiera applicata dalla Svizzera risente già ora di una forte pressione; per il nostro Paese il mantenimento dell'isolamento comporta la perdita di quote di mercato, l'aumento del divario con i Paesi limitrofi e una maggiore difficoltà a effettuare adeguamenti che in futuro saranno inevitabili. Contrariamente all'affermazione di cui alla motivazione fornita dall'autore della mozione, nonostante la situazione economica tesa, dal 1° giugno 2007 le esportazioni da parte dei produttori svizzeri di formaggio sono aumentate considerevolmente in termini sia di volume sia di valore.
Onde assicurare a lungo termine posti di lavoro nell'agricoltura e nei settori a monte e a valle, il Consiglio federale ha quindi avviato negoziati su un accordo di libero scambio con l'UE negli ambiti dell'agricoltura, della sicurezza delle derrate alimentari e dei prodotti nonché della sanità pubblica. In tal modo si apriranno nuovi mercati di sbocco per la filiera agroalimentare e aumenterà la competitività dell'intero comparto. La Svizzera potrà trarre beneficio da una collaborazione rafforzata con l'UE anche negli ambiti della sicurezza delle derrate alimentari e dei prodotti, nonché della sanità pubblica.
Il Consiglio federale ha emesso un unico mandato negoziale per i suddetti ambiti, correlati per contenuto, aumentando quindi il margine di manovra della Svizzera nelle trattative. Anche l'UE ha ribadito che i negoziati costituiscono un insieme indissolubile e, di conseguenza, se si interrompessero le trattative nel settore agricolo probabilmente si metterebbero in discussione anche quelle sulla sicurezza delle derrate alimentari e dei prodotti nonché sulla sanità pubblica.
Conformemente all'articolo 152 della legge sul Parlamento, prima di emettere la sua decisione, il Consiglio federale ha sottoposto tale mandato negoziale, per consultazione, alle commissioni parlamentari competenti e ai cantoni. Le commissioni l'hanno approvato. La conduzione dei negoziati è di competenza del Consiglio federale, il quale dovrà tenere in considerazione gli altri sviluppi in relazione all'apertura dei mercati agricoli. Successivamente la bozza d'accordo sarà nuovamente sottoposta al Parlamento per consultazione. Spetterà a quest'ultimo valutare se l'accordo rispecchia gli interessi della Svizzera. Già il 3 dicembre 2009 il Consiglio nazionale ha respinto una mozione, di tenore simile, dell'UDC (09.3888), sostenendo quindi il corso del Consiglio federale.
Un'interruzione dei negoziati in corso sarebbe controproducente. Questi hanno infatti consentito di ottenere dei primi risultati che, in caso di interruzione, andrebbero persi. Se la Svizzera volesse eventualmente riprenderli in un secondo tempo (p. es. dopo la conclusione dei negoziati dell'OMC nel quadro del ciclo di Doha), si ritroverebbe in una posizione negoziale decisamente più sfavorevole e dovrebbe agire in tempi molto ristretti.
La Svizzera e l'UE hanno concordato di perfezionare gli accordi bilaterali e convenuto d'intavolare negoziati su diversi dossier. Quello dell'agricoltura ha una valenza prioritaria per la prosecuzione e lo sviluppo dei rapporti bilaterali con l'UE. Un'interruzione dei negoziati sarebbe un segnale negativo e avrebbe ripercussioni sull'insieme delle relazioni con l'UE. La posizione della Svizzera sarebbe indebolita e diventerebbe ancora più difficile seguire la via bilaterale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.