Obbligo di dichiarazione delle radiazioni dei campi elettromagnetici generati dalle lampadine a basso consumo energetico
10.3485 · Mozione · 2010-06-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un obbligo di dichiarazione delle radiazioni dei campi elettromagnetici generati dalle lampadine a basso consumo energetico.
Begründung
Da fine agosto 2012 le lampadine a incandescenza non saranno più disponibili sul mercato. Saranno vendute soltanto le lampadine delle classi d'efficienza A (opache) e C (trasparenti). In tal modo si contribuisce ad accrescere notevolmente l'efficienza energetica, dato che le lampadine a incandescenza tradizionali rientrano nella classe E.
Tuttavia, da uno studio condotto dall'Ufficio federale della sanità pubblica e dall'Ufficio federale dell'energia è emerso che le cosiddette lampadine a basso consumo energetico generano campi elettromagnetici. Nello studio, pubblicato nel marzo 2010, si giunge alla conclusione che i valori registrati a 30 centimetri di distanza da tutte le lampadine testate erano inferiori ai valori limite raccomandati a livello internazionale. I due uffici federali raccomandano comunque di mantenere una distanza minima di 30 centimetri dalle lampadine a basso consumo energetico.
Non tutti i consumatori sono ugualmente sensibili ai campi elettromagnetici. Inoltre, le intensità delle radiazioni generate dalle diverse lampadine a basso consumo energetico differiscono tra loro. Il fatto che fra due anni sul mercato si troverà unicamente questo tipo di lampadine ha creato insicurezza presso numerosi consumatori.
Una dichiarazione dei campi elettromagnetici, già obbligatoria nel caso dei telefoni cellulari, costituirebbe un'importante informazione per la decisione d'acquisto. Inoltre spingerebbe i fabbricanti a conseguire rapidamente dei progressi per ridurre le radiazioni.
La trasparenza è importante pure dal punto di vista della politica energetica: rispetto alle lampadine a incandescenza tradizionali, quelle a basso consumo energetico assorbono circa l'80 per cento in meno di corrente. Il divieto progressivo delle lampadine a incandescenza, deciso dall'UE e dal governo svizzero, consentirà al nostro Paese di conseguire in futuro importanti risparmi in termini energetici ed economici: il 15 per cento del consumo elettrico totale va ricondotto all'illuminazione. Annualmente, ciò corrisponde a circa 8 miliardi di chilowattora di corrente, ossia a 1,2 miliardi di franchi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In un futuro prossimo, in commercio si potranno trovare unicamente sistemi d'illuminazione a miglior rendimento energetico quali le lampadine a risparmio energetico, i diodi luminosi, le lampade fluorescenti e le lampadine alogene a efficienza energetica. Alcune di queste lampadine, in particolare quelle a risparmio energetico, generano campi elettromagnetici (CEM) più potenti rispetto alle tradizionali lampadine a incandescenza. Il Consiglio federale comprende che questa nuova situazione possa destare preoccupazione.
In virtù dell'ordinanza sui prodotti elettrici a bassa tensione (RS 734.26), per poter essere offerte e immesse in commercio le lampadine a risparmio energetico devono rispettare le norme internazionali in materia di sicurezza dei prodotti. A tutela della salute dei consumatori, la pertinente norma europea (EN SN 62493: 2010) fissa valori limite per i CEM, senza però prevedere alcun obbligo di dichiarazione delle relative emissioni.
Questa norma è piuttosto recente e soltanto nel marzo del 2010, grazie allo sviluppo di un nuovo metodo di misurazione, è stato possibile determinare esattamente i CEM generati dalle lampadine a risparmio energetico e confrontarli con i valori limite. Lo studio, commissionato dall'Ufficio federale della sanità pubblica e dall'Ufficio federale dell'energia, mostra che i valori limite sono rispettati anche a distanza molto ravvicinata dalle sorgenti luminose. Quale misura di precauzione, gli uffici federali raccomandano tuttavia al loro personale di mantenere una distanza minima di 30 centimetri dalle lampadine a risparmio energetico, soprattutto in caso di esposizione prolungata. Lo studio e in particolare il nuovo metodo di misurazione sono attualmente analizzati da specialisti internazionali.
Date queste premesse, il Consiglio federale giudica prematuro introdurre un obbligo di dichiarazione dell'esposizione ai CEM per le lampadine a risparmio energetico e ritiene che una tale misura debba essere concertata a livello internazionale. La sua introduzione unilaterale da parte della Svizzera violerebbe le disposizioni della revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC; RS 946.51), entrata in vigore il 1° luglio 2010. Una deroga al principio "Cassis de Dijon" è ammessa unicamente se sono adempiuti i criteri di cui all'articolo 4 capoversi 3 e 4 LOTC, il che non è attualmente il caso per queste lampadine.
Il Consiglio federale sarebbe per principio favorevole a una dichiarazione internazionale che informasse in modo più chiaro e trasparente i consumatori riguardo ai CEM generati dalle lampadine a risparmio energetico. Dato però che l'impatto sulla salute è determinato anche dalla luce (p. es. la luce blu incide sul sonno e sul grado di concentrazione) e non solo dalle emissioni dei CEM, l'eventuale dichiarazione dovrebbe includere anche le caratteristiche luminose. Tuttavia, le ricerche in questo campo sono appena iniziate.
Va inoltre segnalato che sul piano giuridico il legislatore federale non ha spazi di manovra, se non nel quadro delle normative sulla sicurezza dei prodotti concordate a livello internazionale, per legiferare in materia di radiazioni non ionizzanti al fine di tutelare la salute dei consumatori dalle emissioni degli apparecchi. L'opportunità di istituire le relative condizioni quadro legislative è attualmente al vaglio.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.