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10.3515 · Mozione · 2010-06-17

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 50 capoverso 2 della legge sugli stranieri (LStr), tenendo conto della giurisprudenza, affinché la violenza coniugale venga riconosciuta come motivo sufficiente per autorizzare le vittime a restare in Svizzera dopo lo scioglimento della comunità familiare.

Begründung

L'articolo 50 LStr contiene disposizioni sul rilascio o la proroga di un permesso di dimora in caso di scioglimento della comunità familiare. Il capoverso 2 prevede il diritto di proseguire il soggiorno in Svizzera se la persona è vittima di violenza coniugale e se il reinserimento sociale nel Paese di provenienza risulta fortemente compromesso.

Nelle sue raccomandazioni del 14 maggio 2010 indirizzate alla Svizzera, il comitato contro la tortura suggerisce di modificare l'articolo 50 LStr per permettere alle migranti vittime di violenza di cercare protezione senza perdere il titolo di soggiorno, ispirandosi alla decisione del 4 novembre 2009 del Tribunale federale (DTF 136 II 1), secondo cui la violenza coniugale o il reinserimento fortemente compromesso nel Paese d'origine possono ... bastare, in casi isolati, ad ammettere motivi personali gravi.

In Svizzera vivono cittadini di Paesi non membri dell'UE che subiscono violenze in silenzio, non osando lasciare il loro coniuge prima che siano trascorsi tre anni di comunione domestica per paura di perdere il diritto di soggiorno. La protezione prevista dalla legge è limitata, poiché presuppone sia la prova della violenza coniugale sia il reinserimento fortemente compromesso. L'autorizzazione a restare in Svizzera è quindi a completa discrezione delle autorità. Lo Stato svizzero deve assicurare in modo uniforme il suo dovere di protezione, uniformità che può essere garantita soltanto con una modifica della legge.

In mancanza di autorizzazioni di soggiorno indipendenti dallo stato civile, una formulazione non cumulativa dell'articolo 50 capoverso 2 permetterebbe di garantire la protezione delle vittime di violenza coniugale. Occorrerebbe anche inserire nella legge un diritto identico per i coniugi di titolari di permessi B.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dopo lo scioglimento del matrimonio o della comunità familiare, il diritto del coniuge e dei figli al rilascio e alla proroga del permesso di dimora in virtù degli articoli 42 e 43 della legge federale sugli stranieri (LStr) sussiste se l'unione coniugale è durata almeno tre anni e l'integrazione è avvenuta con successo oppure se gravi motivi personali rendono necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera (art. 50 cpv. 1 LStr). Può segnatamente essere un grave motivo personale il fatto che il coniuge è stato vittima di violenza nel matrimonio e il reinserimento sociale nel Paese d'origine risulta fortemente compromesso (art. 50 cpv. 2 LStr).

Nella citata decisione (DTF 136 II 1) il Tribunale federale ha stabilito che, a seconda della loro gravità, la violenza coniugale e il reinserimento sociale nel Paese d'origine fortemente compromesso possono costituire di per sé "gravi motivi personali" che rendono necessaria la permanenza in Svizzera e danno diritto alla proroga del permesso di dimora rilasciato nell'ambito del ricongiungimento familiare. Le autorità incaricate di applicare il diritto sono tenute a osservare tale interpretazione fornita dal Tribunale federale.

Il Consiglio federale prende sul serio il problema degli stranieri vittime di violenza. La violenza coniugale è stata tematizzata con l'entrata in vigore della LStr, che ha introdotto il diritto alla proroga del permesso di dimora. In parte si deplora tuttavia che LStr non abbia contribuito a migliorare la situazione delle vittime di violenza coniugale. In tale contesto, il postulato Goll 10.3459, "Diritto di soggiorno per le vittime di violenza coniugale", che il Consiglio federale raccomanda di accogliere, chiede di stilare un rapporto che valuti se le modifiche di legge garantiscano una protezione sufficiente agli stranieri interessati.

Attualmente il Consiglio federale reputa sufficienti le norme legali vigenti, ma ritiene che andrebbero verificate eventuali misure se il rapporto stilato in adempimento del postulato Goll dovesse accertare una necessità d'intervento.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.