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10.3537 · Mozione · 2010-06-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adottare i provvedimenti che s'impongono per:

1. garantire che i crediti di pagamento siano versati nelle tranche annuali previste dal messaggio ERI 2012-2016;

2. escludere il settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) dai tagli lineari alle dotazioni di bilancio;

3. prevedere un aumento annuo delle risorse per il medesimo periodo, al fine di permettere la realizzazione degli obiettivi strategici elaborati dalla Conferenza dei rettori delle università svizzere e di aiutare le scuole universitarie a migliorare la loro posizione nello spazio internazionale della ricerca.

Begründung

Negli ultimi anni, la Svizzera ha attuato solo timidamente i suoi piani di sviluppo per le scuole universitarie. Le nostre scuole universitarie professionali e le nostre università necessitano tuttavia di un aumento sostanziale delle risorse se vogliamo garantire la qualità dell'insegnamento e della ricerca e mantenere così immutata la loro competitività internazionale.

Da un'analisi dell'ultimo decennio emerge come l'incremento annuo dei sussidi ERI previsti nei messaggi 2004-2007 e 2008-2011 sia stato, fino al 2008, nettamente inferiore rispetto a quanto previsto inizialmente dai due messaggi. Nel 2009 l'aumento previsto c'è effettivamente stato, ma partendo da un livello molto basso. Tale evoluzione risulta discutibile per due aspetti. Da un lato la Svizzera ha investito troppo poco nelle sue scuole universitarie e dall'altro questo modo di procedere a singhiozzo ostacola lo sviluppo a lungo termine del settore. La concorrenza internazionale nel settore universitario è accanita e dunque bisogna consolidare e rafforzare il sistema delle scuole universitarie professionali, che hanno conosciuto un forte sviluppo nel corso degli ultimi dieci anni.

L'esempio dei due cantoni basilesi è emblematico: per il periodo 2010-2013 è stato previsto un aumento del contributo versato all'Università di Basilea da 267 milioni di franchi (nel 2009) a 314 milioni di franchi (nel 2013). Questo incremento del 18 per cento (con una media del 4,4 per cento) diventa del tutto relativo se deve compensare la diminuzione dei contributi federali. Particolarmente interessati sono i politecnici federali, che dipendono in toto dai fondi federali. La situazione diventa allarmante per tutte le università che vedranno diminuire i sussidi cantonali e federali. Con una politica di questo tipo, la Svizzera rischia di mettere a repentaglio le sue capacità future. Considerate le ripercussioni della crisi finanziaria sulle entrate pubbliche dal 2012, c'è da attendersi sin d'ora che le decisioni errate prese in passato possano ripetersi anche per il periodo ERI 2012-2016. Occorre evitare a ogni costo una stagnazione o addirittura una diminuzione degli investimenti nei settori della formazione e della ricerca per un secondo decennio.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore della mozione, secondo cui lo sviluppo del settore ERI, e dunque delle nostre scuole universitarie, è di fondamentale importanza per garantire la qualità dell'insegnamento e della ricerca e mantenere così immutata la loro competitività internazionale. Tiene però a precisare che la formazione professionale rappresenta un elemento altrettanto importante per la competitività economica del nostro Paese. La concorrenzialità svizzera segue le dinamiche degli sviluppi internazionali nel settore ERI. La Confederazione e i cantoni sono chiamati a collaborare per difenderla e, a tal fine, è necessario uno sforzo continuo e congiunto. Un fattore importante, ma non decisivo di per sé, è costituito dal finanziamento del sistema delle scuole universitarie. Per quanto attiene alle università cantonali e alle scuole universitarie professionali, occorre ricordare che i singoli cantoni interessati sono i principali responsabili del loro finanziamento.

In merito ai diversi punti sollevati dalla mozione, il Consiglio federale si esprime come segue:

1./2. L'intero settore ERI è gestito sulla base di limiti di spesa e crediti d'impegno. Con i singoli messaggi sul finanziamento, il Parlamento fissa un massimale vincolante per il settore ERI durante un determinato periodo di tempo. Per diventare effettive, tali spese devono essere approvate di nuovo dal Parlamento al momento in cui quest'ultimo, su proposta del Consiglio federale, è chiamato a votare i crediti annuali iscritti a preventivo. Questi strumenti, previsti dalla legge sulle finanze della Confederazione, attribuiscono già ora all'Assemblea federale la piena facoltà di determinare a lungo termine il finanziamento del settore ERI. L'attuale legislazione in materia di finanze federali non prevede per contro strumenti come il preventivo pluriennale vincolante. Del resto, esso non garantirebbe alcuna sicurezza pianificatoria assoluta, dato che l'Assemblea federale potrebbe decidere di modificarlo in qualsiasi momento.

Il disegno di legge federale sull'aiuto alle scuole universitarie e sul coordinamento nel settore universitario svizzero (LASU), trasmesso dal Consiglio federale al Parlamento, prevede che d'ora in poi la Confederazione versi un'aliquota fissa dell'importo globale dei costi di riferimento per le università cantonali e per le scuole universitarie professionali. In questo modo aumenta la sicurezza del finanziamento federale di base delle scuole universitarie. I costi di riferimento costituiscono un elemento essenziale delle direttive in materia di pianificazione finanziaria che la Conferenza svizzera delle scuole universitarie fissa per un periodo determinato, tenendo conto della pianificazione finanziaria della Confederazione e dei cantoni. Lo stanziamento finale dei limiti di spesa e dei crediti d'impegno pluriennali, nonché dei sussidi federali annuali versati alle scuole universitarie, rientra nelle competenze del Parlamento.

3. Le prospettive economiche e motivi sovraordinati di politica finanziaria, come il rispetto del freno all'indebitamento, possono rendere necessarie misure di risparmio. Non vi è dubbio che al settore ERI debba essere attribuita la massima priorità. Per questo, negli ultimi anni, il settore ERI è stato uno dei principali campi di crescita della Confederazione e uno dei pochi settori di compiti che ha registrato un incremento in termini reali. Il forte impegno della Confederazione e dei cantoni ha già dato i suoi frutti: come emerge dal rapporto sul sistema educativo svizzero 2010, oltre il 50 per cento degli studenti svizzeri frequentano un'università che rientra nel top 200 della Shanghai Ranking, contro appena il 20 per cento di quelli americani e tedeschi (cfr. CSRE: rapporto sul sistema educativo svizzero 2010, errata corrige, grafico 143, pag. 191). Nella determinazione del tasso di crescita si deve tuttavia considerare l'evoluzione dello stato delle finanze pubbliche e mantenere l'equilibrio politico nelle misure di risparmio.

Il Consiglio federale ribadisce la notevole importanza attribuita al settore ERI e a quello delle scuole universitarie del nostro Paese. Tuttavia, secondo il governo, la responsabilità sovraordinata in materia di politica finanziaria deve prevalere su altre considerazioni e la diminuzione del margine di manovra finanziario che potrebbe derivare dall'istituzione di nuove uscite vincolate è un inconveniente preponderante rispetto al vantaggio di una crescita costante delle risorse nel settore ERI e dei sussidi federali alle scuole universitarie.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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