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10.3597 · Mozione · 2010-06-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di cambiare la propria strategia di lotta al fuoco batterico. La direttiva numero 3 deve essere modificata come segue: L'obiettivo della lotta al fuoco batterico deve essere la protezione delle colture intensive e la conservazione del popolamento attuale di alberi da frutto ad alto fusto nei campi.

Begründung

L'attuale strategia di eliminazione e contenimento nel quadro della lotta al fuoco batterico, più che disciplinare il trattamento della malattia, causa ulteriori problemi. Pertanto la direttiva numero 3 dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) deve essere modificata. Occorre urgentemente rivedere gli oggetti protetti, comprese le rispettive "zone protette" (= aree adiacenti agli oggetti protetti in un raggio di 500 metri). I provvedimenti idonei devono essere adottati in collaborazione con i frutticoltori interessati (per piante ad alto e basso fusto). La scelta delle misure da attuare in caso i propri alberi vengano colpiti da fuoco batterico deve rientrare nelle competenze del frutticoltore. Il modello del cantone Turgovia può essere preso da esempio per una procedura idonea nella pratica.

L'attuale strategia di eliminazione e contenimento nel quadro della lotta al fuoco batterico è inefficace, estremamente costosa e annienta quel che resta dei nostri pregiati frutteti ad alto fusto. Il canton Zugo, ad esempio, è stato il cantone che più di ogni altro ha seguito questa strategia di lotta al fuoco batterico in maniera sistematica a livello nazionale per oltre un decennio. Il risultato: nel 2007 ha fatto registrare la contaminazione più grave e onerosa che si sia mai verificata in Svizzera. Nella frutticoltura nei campi occorre rinunciare in maniera generalizzata a una strategia di eliminazione nei comuni con focolai isolati e a una strategia incentrata sull'oggetto protetto. L'obiettivo principale dovrebbe essere la salvaguardia di quel che resta dei frutteti ad alto fusto nei campi che forgiano il nostro paesaggio e sono pregiati dal profilo ecologico. Se si mantiene l'attuale strategia di lotta al fuoco batterico, a breve spariranno tutti i frutteti ad alto fusto e gran parte degli alberi da frutto ad alto fusto nei campi. Non si può e non si deve arrivare a tanto. Nel quadro della lotta al fuoco batterico le limitate risorse umane e finanziarie vanno impiegate in maniera sensata, imparando soprattutto a convivere con la malattia. Se anche in futuro si ricorrerà alla figura del controllore, questo dovrà seguire protocolli che forniscono informazioni su importanti osservazioni effettuate nella pratica. Tra queste rientrano, ad esempio, la registrazione sistematica dell'età delle piante, i sintomi di contaminazione delle varietà colpite e altri dati rilevanti per lo studio della malattia.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il fuoco batterico è un organismo nocivo particolarmente pericoloso e con elevato potenziale infettivo. Le misure di lotta sono volte a proteggere le piante sane e a preservare la frutticoltura.

La strategia di lotta descritta nella direttiva numero 3 dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) è stata elaborata con le competenti autorità cantonali. Queste sono responsabili dell'esecuzione. Una procedura differenziata, adeguata alla situazione locale e commisurata all'entità della contaminazione in una zona specifica è possibile e auspicabile. Anche la procedura seguita dal canton Turgovia è conforme ai principi della direttiva numero 3. A seconda del quadro clinico vengono perseguiti gli obiettivi riportati di seguito:

- Zone non contaminate: evitare l'introduzione dell'agente patogeno tramite

a) un divieto d'importazione per le piante ospiti o condizioni fitosanitarie particolari che devono essere adempiute dalle piante ospiti importate e

b) la sorveglianza della zona (prova di non contaminazione).

- Zone con singoli focolai: sradicare l'agente patogeno (strategia di eliminazione).

- Zona contaminata: evitare l'ulteriore diffusione della malattia (strategia di contenimento). Riducendo il potenziale infettivo le zone limitrofe sono protette dal contagio attraverso l'agente patogeno. Per garantire condizioni quadro accettabili per una frutticoltura redditizia, per la produzione di piantimi di alberi da frutto o per la conservazione sostenibile di pregiati popolamenti di alberi da frutto (vecchie varietà, frutteti con alberi da frutto ad alto fusto) è possibile definire oggetti protetti (sovranità cantonale).

In seguito agli ingenti danni causati dal fuoco batterico nel 2007, i cantoni hanno rivalutato la situazione e adeguato l'esecuzione dei provvedimenti. La classificazione di frutteti con alberi da frutto ad alto fusto come oggetti protetti - ad esempio in quanto popolamenti di vegetali pregiati dal punto di vista paesaggistico ed ecologico o per la conservazione di vecchie varietà - deve essere ben motivata e concordata a livello locale. Le misure di risanamento per tali oggetti protetti richiedono una procedura su misura, tenendo conto di aspetti economici, ecologici e di protezione del paesaggio. Questa procedura differenziata ha fatto sì, ad esempio, che nel canton San Gallo, nella zona contaminata vi siano anche zone di maggiori dimensioni in cui non sono stati definiti oggetti protetti, dove, in virtù della direttiva numero 3, non sono più necessarie misure di lotta e i contadini possono decidere quali provvedimenti adottare in caso di contaminazione da fuoco batterico sulla base delle proprie competenze. La rilevazione di diversi parametri da parte di controllori del fuoco batterico proposta dall'autrice della mozione implicherebbe un notevole dispendio di risorse umane e finanziarie e non comporterebbe alcun vantaggio supplementare ravvisabile.

Sull'evoluzione della contaminazione da fuoco batterico di alberi da frutto ad alto fusto nei campi sono in corso lavori di ricerca transfrontalieri nell'ambito del progetto UE Interreg IV "Uniti contro il fuoco batterico", ai quali partecipano attivamente la stazione di ricerca Agroscope Changins-Wädenswil ACW e i cantoni San Gallo, Turgovia e Zurigo. Nell'ambito di questo progetto vengono analizzati anche i popolamenti fortemente infestati nel 2007 nei confronti dei quali non sono stati attuati provvedimenti di risanamento o sono stati effettuati soltanto interventi minimi come la cimatura. Dai primi risultati emerge che meli e peri possono essere portatori del fuoco batterico benché non presentino sintomi visibili. La formazione di cancri che garantiscono la sopravvivenza del batterio in inverno o in situazioni di penuria d'acqua costituisce una fonte d'infezione e rappresenta un enorme pericolo per le piante ospiti ancora sane presenti nelle vicinanze. Tra queste si annoverano, ad esempio, frutteti, vivai o popolamenti sani, piantati da poco, di alberi da frutta a granelli ad alto fusto. L'UFAG segue attentamente i lavori di ricerca in corso, anche in vista della protezione di frutteti con alberi ad alto fusto pregiati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.