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10.3599 · Mozione · 2010-06-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre le modifiche della legge sulle lingue (RS 441.1) necessarie per riconoscere i principali dialetti svizzero-tedeschi come lingue regionali e per inserirli come tali nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 1992.

Begründung

Nella realtà linguistica della Svizzera, i dialetti svizzero-tedeschi rappresentano la prima lingua madre degli svizzeri. Nelle differenti varianti regionali, lo svizzero-tedesco è utilizzato tutti i giorni, negli scambi pubblici e privati, dalla maggioranza dei parlanti germanofoni del Paese. Anche se non gode di un riconoscimento ufficiale, la Confederazione ne finanzia direttamente e indirettamente la diffusione, il che è contraddittorio.

È venuto il momento per la Confederazione di riconoscere ufficialmente i principali dialetti svizzero-tedeschi come lingue regionali orali della Svizzera, vettori d'identità e di cultura locale. Così la Svizzera tedesca beneficerà del giusto riconoscimento della sua particolarità, alla stregua della regione italofona e di quella romancia del Paese (tuttavia senza che i suoi dialetti abbiano lo statuto di lingua nazionale).

Un riconoscimento dei dialetti svizzero-tedeschi permetterebbe d'inserirli nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 1992, alla quale la Svizzera ha aderito, dichiarando tuttavia come tali solo l'italiano, il romancio e lo jenisch. Inoltre, il sostegno attuale della Confederazione (in particolare mediante le tasse radiotelevisive) potrà essere così legittimato.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'articolo 4 della Costituzione federale enumera quattro lingue nazionali, ma non specifica che cosa s'intenda per "tedesco". Nella pratica si è concordi tuttavia nel ritenere che il concetto di lingue nazionali contemplato nella Costituzione sia da intendersi in termini generali e globali: tutte le forme scritte e orali delle quattro lingue citate, inclusi i differenti idiomi e dialetti (cfr. M. Borghi, Langues nationales et langues officielles, in D. Thürer, J.-F. Aubert, J.P. Müllert, Verfassungsrecht der Schweiz, Zurigo 2001, pag. 594).

Indubbiamente, i dialetti svizzero-tedeschi sono varianti della lingua tedesca e di conseguenza sono riconosciuti e protetti dal diritto costituzionale. Inoltre sono sottintesi nella legge sulle lingue del 5 ottobre 2007 ogni volta che si fa riferimento al tedesco, tranne se la legge lo esclude esplicitamente, per esempio all'articolo 5 capoverso 2 ("Le autorità federali usano le lingue ufficiali nella loro forma standard").

L'autore della mozione chiede che i dialetti svizzero-tedeschi siano inseriti nelle liste della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 5 novembre 1992 quali lingue regionali o minoritarie. L'articolo 1 lettera a della Carta definisce il concetto di lingue regionali o minoritarie ritenendo tali le lingue diverse dalla o dalle lingue ufficiali di un determinato Stato, purché non siano dialetti della o delle lingue ufficiali. I dialetti svizzero-tedeschi non possono essere considerati lingue regionali o minoritarie ai sensi della Carta, poiché sono varianti della lingua tedesca e dialetti di un idioma riconosciuto come lingua nazionale e ufficiale.

Il riconoscimento dello jenisch quale "lingua non territoriale" si fonda sull'articolo 1 lettera c della Carta.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.