10.3658 · Interpellanza · 2010-09-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nella sua interpellanza 10.3121 del marzo 2010, il nostro collega Guy Parmelin chiedeva se il Consiglio federale avesse preso conoscenza dello studio della società Weinmann énergie SA concernente l'approvvigionamento energetico in Svizzera.
Nel momento in cui il Consiglio federale riafferma la sua volontà di rinnovare le centrali nucleari, ci sembra che uno dei principali elementi del dibattito, anche se non l'unico, sia la questione del costo dei chilowattora prodotti da queste centrali.
Lo studio Weinmann rimette in questione i calcoli che l'UFE aveva illustrato nel suo parere sul postulato Ory 06.3714. Tali calcoli si baserebbero sulla potenza teorica e non sulla produzione reale delle centrali esistenti o future. D'altra parte, si constata che i costi delle centrali EPR finlandesi e francesi in costruzione superano di gran lunga quelli previsti inizialmente. Chiedo quindi al Consiglio federale di fare chiarezza su questi elementi: sebbene lo studio Weinmann sia stato realizzato da una società privata, le cifre in esso indicate meritano attenzione. Qual è dunque il costo reale dell'elettricità prodotta nelle nostre centrali nucleari? Qual è il costo attualizzato di una nuova centrale nucleare?
Lo studio Weinmann mostra che il risparmio energetico presenta potenzialità maggiori di una nuova centrale nucleare, e a costi nettamente inferiori. Per la nostra economia non sarebbe preferibile intraprendere una vera politica volta all'uso parsimonioso dell'energia elettrica?
Il Consiglio federale ritiene corretto investire solamente qualche decina di milioni di franchi nel risparmio energetico e miliardi nell'energia nucleare? Non sarebbe meglio fare il contrario?
Uno dei grandi interrogativi riguardo le centrali nucleari è il loro costo di smantellamento. Le esperienze tedesche, in particolare, dimostrano che questo costo è stato sistematicamente sottostimato. Il Consiglio federale riesamina regolarmente questi costi? Che cosa succederà se non vi sarà denaro a sufficienza nel fondo previsto a questo scopo? Chi pagherà?
Stellungnahme des Bundesrates
Le domande dell'autore della presente interpellanza riguardano tre ambiti tematici:
a. domande relative ai costi dello sfruttamento dell'energia nucleare;
b. raffronto fra potenzialità del risparmio energetico e nuove centrali nucleari;
c. domande sui costi di disattivazione e smaltimento delle vecchie centrali nucleari.
a. In linea di massima, la responsabilità di garantire la sicurezza di approvvigionamento è del settore elettrico, cui spetta quindi anche l'onere di costruire e finanziare le nuove capacità produttive. Nel caso di progetti di costruzione di nuove centrali, è perciò nel suo interesse determinare con precisione i costi aziendali e trovare le fonti di finanziamento. Per contro, l'analisi dei costi economici generali dell'approvvigionamento elettrico svizzero è un importante compito della Confederazione. Esso comprende anche il confronto dei costi di nuove centrali nucleari rispetto ad altre tecnologie di produzione e a misure di incentivazione dell'efficienza energetica.
Nel maggio 2008 la società di consulenza Prognos, su mandato dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), ha analizzato in modo approfondito i costi delle nuove centrali alla luce delle oscillazioni del prezzo dell'uranio, dei ritardi nella costruzione di un reattore europeo ad acqua pressurizzata (EPR) in Finlandia, dell'aumento del prezzo dell'acciaio e delle generali difficoltà nella costruzione di centrali elettriche, illustrando i possibili fattori di incertezza e le bande di oscillazione dei diversi parametri (http://www.bfe.admin.ch/themen/00526/00538/index.html?lang=de&dossier-id=02208). Il modello utilizzato e le ipotesi formulate corrispondono a quelli delle prospettive energetiche e sono considerati generalmente riconosciuti. Sulla base dei calcoli effettuati, i costi di produzione dell'energia elettrica attinenti all'economia generale, senza i costi esterni, ammontano a circa 48 franchi per megatattora (2007). Altri costi attinenti all'economia generale, come i costi della ricerca nucleare e i costi a carico delle autorità, non sono contenuti in questo calcolo.
Per quanto riguarda i costi di produzione delle attuali centrali nucleari svizzere, per le due centrali di Gösgen e Leibstadt, per esempio, i relativi valori sono pubblicati nei rapporti di gestione annuali (Leibstadt: fr. 55.7 per megawattora, Gösgen: fr. 46.4 per megawattora).
b. La strategia energetica del Consiglio federale si basa sulle prospettive energetiche 2035 elaborate dall'UFE. Da esse emerge che, per ora, non è possibile rinunciare alle grandi centrali elettriche e quindi alla sostituzione delle centrali nucleari esistenti. Le potenzialità delle energie rinnovabili e del risparmio energetico attraverso l'incremento dell'efficienza sono riconosciute, ma non sono sufficienti a garantire il pieno approvvigionamento elettrico del Paese. Nel 2007, il Consiglio federale ha confermato che le colonne portanti essenziali della politica energetica sono sia l'efficienza energetica e le energie rinnovabili che le centrali di grande potenza e la politica estera in ambito energetico.
c. Esiste un fondo di disattivazione delle centrali nucleari e un fondo di smaltimento. I costi vengono ridefiniti ogni cinque anni dal competente comitato per i costi, composto da rappresentanti del settore elettrico, della Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive, dell'amministrazione federale e delle associazioni dei consumatori. Sulla base dei costi così rilevati vengono fissati, e se necessario adeguati, i contributi che le singole centrali nucleari devono versare affinché al momento della disattivazione e dello smaltimento siano disponibili le necessarie risorse finanziarie.
Risposta del Consiglio federale.