Sciopero del personale addetto alle pulizie presso l'aeroporto di Ginevra. Responsabilità politica.
10.3660 · Interpellanza · 2010-09-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Lo sciopero dei collaboratori di ISS Aviation presso l'aeroporto di Ginevra va avanti da oltre due mesi. A prima vista sembrerebbe uno sciopero insignificante, ma l'argomento è scottante sotto il profilo politico: ISS Aviation lavora per conto di un'impresa che detiene il monopolio statale e per svolgere il suo lavoro deve essere titolare di una concessione.
Il contratto collettivo di lavoro (CCL) di ISS Aviation presso l'aeroporto di Ginevra è stato in vigore per oltre quindici anni. Negli ultimi tempi, il CCL non è stato tuttavia rispettato alla lettera e a giugno 2010 è arrivata la disdetta, nonostante l'ISS si sia impegnata con l'Associazione delle imprese svizzere di pulizia (Allpura) a rispettare i CCL. La disdetta del contratto ha avuto come conseguenza la riduzione massiccia dei salari dei dipendenti, colpendo in particolar modo il personale femminile. Secondo il CCL in vigore fino a quest'anno, i dipendenti potevano raggiungere un salario massimo di 4850 franchi. Le nuove condizioni prevedono però al massimo 3550 franchi per i dipendenti fissi e appena 3200 franchi per i dipendenti retribuiti a ore. Va sottolineato che le nuove cifre non permettono nemmeno di garantire il minimo esistenziale sociale stabilito per Ginevra.
Il consigliere di Stato nonché presidente del consiglio di amministrazione dell'aeroporto di Ginevra, François Longchamp, ammette che le imprese titolari di una concessione dovrebbero rispettare i CCL e i salari usuali del settore, ma non prende provvedimenti per integrare tale obbligo nelle concessioni, sostenendo, di conseguenza, il dumping salariale (statale). Con l'adozione delle misure accompagnatorie agli accordi bilaterali, ci si è però impegnati a non tollerare nessuna forma di dumping salariale.
Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Quali criteri devono essere soddisfatti in merito ai contratti collettivi di lavoro sottoposti a una concessione statale (imprese e aziende accessorie)?
2. Come e a quali intervalli viene controllato il rispetto dei criteri e chi è responsabile della verifica?
3. Quali misure sono adottate concretamente, se si accertano deroghe alle disposizioni contrattuali?
4. Come sono obbligati a rispettare gli impegni assunti contrattualmente i cantoni e i comuni, e quali sono le conseguenze di eventuali inosservanze?
5. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per costringere in particolare le imprese titolari di una concessione statale e le relative aziende accessorie a non praticare discriminazioni salariali (dumping salariale) e a stipulare nonché rispettare i CCL?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Secondo l'articolo 36a della legge federale sulla navigazione aerea (RS 748.0), per l'esercizio degli aerodromi che servono alla navigazione pubblica (aeroporti) è necessaria una concessione d'esercizio, rilasciata dal DATEC. La concessione autorizza l'esercizio commerciale di un aeroporto e la riscossione di tasse. Il titolare della concessione si impegna a garantire un esercizio regolare e sicuro e l'infrastruttura necessaria. Ulteriori prescrizioni, come ad esempio le norme in materia di diritto del lavoro, non sono parte integrante della concessione d'esercizio. La concessione d'esercizio dell'aeroporto di Ginevra non è pertanto applicabile all'ISS Aviation. Le imprese che operano in un aeroporto sottostanno alle regolamentazioni generali del Codice delle obbligazioni (CO).
2.-4. Le imprese che sottostanno al CO devono rispettare le prescrizioni in merito al rapporto di lavoro. Con l'introduzione delle misure accompagnatorie, in ogni cantone e a livello federale sono state istituite commissioni tripartite, composte di un numero uguale di rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché di rappresentanti dello Stato. Secondo l'articolo 360b CO, le commissioni tripartite osservano la situazione sul mercato del lavoro nei settori in cui non esistono contratti collettivi di lavoro con carattere obbligatorio generale. Nei settori in cui sono stati stipulati contratti collettivi di lavoro con carattere obbligatorio generale, le parti sociali (commissioni paritetiche) ne controllano il rispetto. Se le commissioni tripartite riscontrano che in un settore o in una professione ripetutamente non sono stati rispettati i salari usuali per il luogo, il ramo e la categoria professionale, di norma ricercano un'intesa diretta con i datori di lavoro interessati. Qualora tale intesa non venga raggiunta entro il termine di due mesi, esse propongono all'autorità competente di stabilire un contratto normale di lavoro che preveda salari minimi per i rami o le professioni interessate. Lo strumento del contratto normale di lavoro con salari minimi vincolanti può essere utilizzato tuttavia soltanto se non è stato stipulato un contratto collettivo di lavoro (CCL) con prescrizioni in merito ai salari minimi con carattere obbligatorio generale. Oltre a questa possibilità, il singolo lavoratore può fare valere eventuali diritti in via giudiziale.
5. Le concessioni d'esercizio di un aeroporto non sanciscono prescrizioni in materia di diritto del lavoro. La stipula di un CCL è una scelta che spetta alle parti sociali. Il Consiglio federale è soddisfatto del fatto che in Svizzera, di regola, le condizioni salariali e di lavoro sono negoziate in modo consensuale dalle parti sociali. Infine, esso è dell'avviso che gli strumenti sanciti dalla legislazione (in particolare nel CO) proteggano in modo soddisfacente i lavoratori dal pericolo del dumping salariale.
Risposta del Consiglio federale.