Accelerare la revisione dell'accordo di doppia imposizione del 1951 tra la Svizzera e gli Stati Uniti d'America
10.3665 · Mozione · 2010-09-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
I proprietari svizzeri di titoli statunitensi che non sono mai stati negli Stati Uniti e che non hanno nemmeno mai intrattenuto relazioni con banche americane possono però essere assoggettati al fisco negli Stati Uniti, e cioè in caso di morte. A seguito della viepiù rigida applicazione della legge statunitense in materia di imposta sulla massa successoria sorgono svantaggi inaccettabili in particolare per i defunti svizzeri e i loro eredi. Il Consiglio federale è pertanto invitato ad accelerare la revisione della Convenzione del 9 luglio 1951 tra la Confederazione svizzera e gli Stati Uniti d'America intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia di imposte sulla massa successoria e sulle quote ereditarie.
Begründung
In base alla vigente legislazione statunitense, in caso di successione gli eredi non statunitensi di cittadini non statunitensi sono tenuti a compilare e presentare alle autorità fiscali (Internal Revenue Service, IRS) una complessa dichiarazione in inglese in ordine alla complessiva situazione successoria. Se gli eredi non adempiono all'obbligo di dichiarazione, la banca blocca l'accesso ai conti e ai titoli depositati. In questi casi l'IRS è addirittura autorizzato a riscuotere una multa fiscale.
L'obbligo fiscale e di dichiarazione che da qualche tempo l'IRS applica in modo molto rigido è valido a livello mondiale. Particolarmente toccati ne sono defunti svizzeri e loro eredi. La legislazione svizzera in materia di imposte sulla massa successoria non è per nulla paragonabile in quanto a severità. Inoltre nella maggior parte dei cantoni l'imposta sulle successioni tra nonni, genitori e figli è stata completamente abolita. Se un cittadino svizzero detiene titoli statunitensi, al suo decesso viene applicata un'aliquota d'imposta successoria fino al 45 per cento. I cittadini svizzeri proprietari di cartevalori statunitensi sono quindi esposti senza protezione agli elevati oneri fiscali richiesti dagli Stati Uniti. La ragione va ricercata nella Convenzione di doppia imposizione del 1951 tra la Svizzera e gli Stati Uniti. Quest'ultima è priva di una norma che stabilisca che i titoli statunitensi e i valori mobiliari siano tassati nel Paese dove il de cuius ha avuto l'ultimo domicilio. Attualmente siamo quindi svantaggiati rispetto ai Paesi europei che applicano una normativa del genere (Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna). Il Consiglio federale è pertanto invitato a dare la priorità alla revisione della convenzione. Quale modello per i negoziati possono fungere le convenzioni concluse dagli Stati Uniti con i suddetti Paesi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 2009 si sono svolte le trattative con gli Stati Uniti per l'adeguamento della disposizione sull'assistenza amministrativa nella Convenzione del 2 ottobre 1996 tra la Confederazione svizzera e gli Stati Uniti d'America per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito. In quell'occasione è stato convenuto con gli Stati Uniti di avviare, entro due anni dalla firma della modifica della citata convenzione, una revisione della Convenzione del 9 luglio 1951 tra la Confederazione svizzera e gli Stati Uniti d'America intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia di imposte sulla massa successoria e sulle quote ereditarie. Oltre a introdurre una disposizione sullo scambio di informazioni per questo tipo di imposte, i negoziati costituiranno altresì l'occasione per modificare la convenzione in altri punti e adeguarla per quanto possibile alle convenzioni concluse dagli Stati Uniti con altri Paesi europei. Il risultato dei negoziati dipenderà naturalmente anche dalla posizione che gli Stati Uniti assumeranno al riguardo.
La modifica della convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito è stata firmata il 23 settembre 2009. Il Senato statunitense non l'ha ancora approvata ed è presumibile che lo farà solo a inizio 2011. Gli Stati Uniti non saranno disposti a intavolare nuove trattative prima che la nuova convenzione sia stata approvata. È pertanto da attendersi che i nuovi negoziati non inizieranno prima della primavera del 2011.
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.