10.3782 · Postulato · 2010-09-30
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è chiamato a valutare la possibilità di fare pressione sugli operatori di telefonia mobile attraverso interlocutori mirati, affinché gli abbonati mobili svizzeri che utilizzano il proprio cellulare all'estero non corrano più il rischio di ricevere fatture shock. Analogamente al freno introdotto a livello dell'Unione europea, anche in Svizzera occorrerebbe ridurre i prezzi esorbitanti del roaming. Il Consiglio federale ha un anno di tempo per informare il Parlamento sulle attività intraprese e i risultati ottenuti.
Begründung
In Svizzera il numero dei cellulari che permettono di navigare in Internet (smartphone) è in costante crescita. Al rientro da un viaggio all'estero, le elevate tariffe per il roaming dati tra un Paese e l'altro riservano una spiacevole sorpresa al cittadino: una fattura salatissima che può raggiungere le migliaia di franchi.
Contrariamente a quanto avviene nell'UE, gli Svizzeri non beneficiano di una protezione adeguata contro le fatture shock. Per il momento, una volta passata la frontiera viene inviato un semplice SMS che mette in guardia contro i costi elevati. Nell'UE, invece, è stato introdotto un efficace sistema che consente di limitare i costi a un importo fisso. Il cliente resta però libero di decidere, in piena coscienza, di stabilire un limite di spesa più elevato.
La soluzione consiste nell'inviare un messaggio all'utente per informarlo che il tetto massimo previsto è stato raggiunto o, proprio come avviene per le carte di credito, bloccare l'utilizzo del cellulare una volta superato il limite liberamente stabilito.
La procedura di revisione della legge, destinata a ridurre le tariffe del roaming, è estremamente lenta e laboriosa. E nel frattempo gli Svizzeri si recheranno ancora parecchie volte all'estero. Il Consiglio federale dovrebbe pertanto rivolgersi agli organi competenti (Comcom, sorvegliante dei prezzi) ed esercitare una certa pressione sugli operatori di telefonia mobile, ad esempio in occasione di una tavola rotonda, chiedendo da una parte l'introduzione di un tetto di spesa massimo e di altre misure volte a migliorare la trasparenza e dall'altra la riduzione delle tariffe di roaming in Svizzera.
Così facendo si potrebbero risolvere molti problemi e ottenere risultati migliori più rapidamente che non attraverso una revisione di legge o la conclusione di uno specifico accordo con altri Paesi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'ultima revisione dell'ordinanza sulle telecomunicazioni datata 4 novembre 2009, il Consiglio federale ha rafforzato la tutela dei consumatori contro gli elevati costi indesiderati delle comunicazioni mobili. Nel caso del cosiddetto roaming, gli operatori svizzeri sono ora obbligati ad informare immediatamente i propri clienti che si recano all'estero sui costi del traffico mobile voce e dati. Diversamente dalla corrispondente normativa UE, valida unicamente entro i confini della stessa Unione (o della SEE), il provvedimento svizzero ha valore in qualsiasi nazione del mondo.
Nel frattempo l'UE ha introdotto ulteriori norme che fissano un limite di spesa o di consumo per il traffico dati mobile effettuato dal cliente di un operatore in un Paese UE diverso dal proprio. Se il cliente non sceglie diversamente, a partire dal 1° luglio 2010 in tutta l'UE vige un limite del traffico dati pari ad una spesa di 50 euro.
Come indicato dal Consiglio federale nel paragrafo 3.3.9 del suo rapporto in adempimento al postulato del CTT-S 09.3002 del 13 gennaio 2009, bisogna ancora attendere i primi risultati delle nuove disposizioni svizzere sulla trasparenza - anch'esse in vigore dal 1° luglio di quest'anno - e la loro valutazione. In questo contesto occorre menzionare che a partire dal 1° dicembre 2010 Swisscom ha annunciato una riduzione significativa delle sue tariffe concernenti il roaming di dati. Qualora si riscontrasse il bisogno di ulteriori interventi, il Consiglio federale potrebbe procedere per tempo ad una modifica dell'ordinanza per introdurre misure supplementari volte a garantire la protezione da inaspettate fatture elevate per i servizi dati mobili. Se necessario, e sempre nel rispetto delle procedure legislative previste, possono pertanto essere fissate per tempo nuove disposizioni.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.