Sospendere i negoziati con l'UE per un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare
10.3818 · Mozione · 2010-10-01
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sospendere immediatamente i negoziati con l'Unione europea (UE) per un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare. Il Consiglio federale non deve condurre ulteriori trattative fino alla conclusione del ciclo di Doha dell'OMC.
Begründung
Nella prospettiva di concludere il ciclo di Doha dell'OMC, nell'autunno 2008 il Consiglio federale ha avviato i negoziati con l'UE per un accordo globale di libero scambio nel settore agroalimentare. Nel frattempo, le trattative sono entrate in una fase di stallo. Se il ciclo di Doha non viene portato a termine, non sussiste più la necessità di un accordo di libero scambio con l'UE (ALSA), che eliminerebbe la protezione alla frontiera vigente e costituirebbe motivo di pressione per i prezzi alla produzione, con conseguenze sul reddito dei nostri contadini. Anche la maggior parte degli agricoltori, infatti, si esprime contro l'ALSA.
I negoziati in corso con l'UE per un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare devono pertanto essere immediatamente sospesi. Nuove trattative potranno essere avviate soltanto dopo l'effettiva conclusione del ciclo di Doha, con il coinvolgimento dell'agricoltura.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nelle trattative OMC nel quadro del ciclo di Doha, attualmente, si registrano pochi progressi. In ambito agricolo, comunque, i membri dell'OMC hanno trovato, a grandi linee, un accordo e i risultati da attendersi sono noti. Se giungesse un impulso dal fronte politico le trattative potrebbero subire un'accelerazione, quindi non si può escludere la possibilità che si concludano nel 2011. A causa dei ritardi nella conclusione del ciclo negoziale di Doha, a livello internazionale si sono fatti strada, invece, accordi di libero scambio bilaterali e regionali. L'UE, ad esempio, nel maggio 2010 ha ripreso i negoziati relativi a un accordo di libero scambio con gli Stati del Mercosur. Onde restare competitiva nei mercati d'esportazione per lei importanti, anche la Svizzera ha un notevole interesse nel concludere altri accordi bilaterali e saranno inevitabili concessioni in ambito agricolo. Altri aspetti (p. es. turismo degli acquisti in crescita dati i corsi monetari, maggior ricorso al traffico di perfezionamento attivo) generano un'ulteriore pressione sull'elevata protezione doganale nel settore agricolo.
Indipendentemente dal momento della conclusione del ciclo di Doha, il Consiglio federale ha avviato negoziati con l'UE su un accordo nei settori dell'agricoltura, della sicurezza alimentare e dei prodotti e della sanità pubblica (ALSA&ASP), che consentirà di aprire nuovi mercati di sbocco per l'industria agroalimentare, di aumentare la competitività dell'intero settore e di assicurare a lungo termine posti di lavoro nel primario come pure nei settori a monte e a valle. La Svizzera potrà trarre beneficio da una più intensa collaborazione con l'UE anche negli altri tre settori. Il Consiglio federale ha approvato un unico mandato negoziale congiunto per tutti i quattro settori. Anche l'UE ha ribadito che i negoziati costituiscono un tutt'uno.
Con una sospensione dei negoziati la Svizzera darebbe un segnale estremamente negativo all'UE. Non si può, inoltre, sapere se l'UE farebbe una distinzione tra sospensione e interruzione dei negoziati. I risultati finora raggiunti, positivi per la Svizzera, sarebbero pertanto compromessi. Se si decidesse di attendere la conclusione del ciclo di Doha prima di riprendere i negoziati, si rischierebbe di pregiudicare in maniera duratura la posizione negoziale della Svizzera. Primo, una volta riprese, le trattative con l'UE dovrebbero procedere a ritmi serrati. Secondo, a seguito della conclusione del ciclo di Doha potrebbe calare l'interesse dell'UE a negoziare un accordo del genere con la Svizzera. Terzo, l'apertura rispetto all'UE che, a differenza di quanto v'è da attendersi dal ciclo di Doha, offrirebbe nuove e importanti opportunità di esportazione, arriverebbe troppo tardi per poter ammortizzare tempestivamente gli effetti del ciclo di Doha. Per la filiera agroalimentare svizzera diventa più arduo riacquisire le quote di mercato all'estero, una volta che sono state occupate da concorrenti.
Effettivamente, i negoziati con l'UE avanzano più lentamente di quanto previsto. Ciò è dovuto, da un lato, al fatto che i mandati negoziali di Svizzera e UE non sono identici. Dall'altro, vi sono questioni aperte relative all'impostazione istituzionale dei futuri accordi. I colloqui in corso con l'UE serviranno a chiarire tali aspetti. Una sospensione delle trattative non è opportuna perché non si può assolutamente stimare quanto durerà ancora il processo negoziale. Stando alla situazione attuale, il Consiglio federale presenterà l'accordo al Parlamento non prima del 2012. Non è da escludere che le trattative si protrarranno ancora più a lungo.
Il Consiglio federale ha già illustrato in dettaglio le conseguenze di un'interruzione dei negoziati nel settore agroalimentare sugli altri ambiti negoziali, e a livello bilaterale in generale, nella risposta alla mozione Joder 10.3473 (Interruzione dei negoziati per un accordo di libero scambio in ambito agricolo con l'UE).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.