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10.3847 · Interpellanza · 2010-10-01

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

1. Quali sono le offerte di formazione, alloggio e lavoro per i giovani disabili di età compresa tra i 15 e i 18 anni che non possono rimanere in una scuola speciale né beneficiare di un provvedimento professionale dell'AI né tanto meno iniziare un tirocinio federale?

2. In che modo il passaggio dal livello secondario I (nella maggior parte dei casi la scuola speciale, in alcuni casi la scuola regolare) al livello secondario II (provvedimenti professionali) è armonizzato a livello nazionale?

Begründung

E necessario intervenire per migliorare l'integrazione professionale delle persone con capacità lavorativa ridotta. L'associazione INSOS e altre organizzazioni constatano con preoccupazione nuove tendenze che peggiorano considerevolmente la situazione dei giovani con disabilità.

Il pertinente concordato prevede di attuare provvedimenti di pedagogia specializzata al termine della scuola dell'obbligo (giusta l'articolo 3, fino al compimento dei 20 anni). In futuro questi provvedimenti saranno però subordinati a condizioni che escludono sempre più gli allievi più deboli. Si tende a incentivare gli allievi di scuole speciali a frequentare il 10° o l'11° anno scolastico solo nella prospettiva di maggiori possibilità d'impiego. Quando il settore dell'istruzione scolastica speciale era disciplinato dalla LAI, ai bambini invalidi venivano praticamente garantiti la frequenza di una scuola speciale e un sostegno adeguato almeno fino all'età di 18 anni. La tendenza attuale, basata su considerazioni prettamente finanziarie, può cagionare una discriminazione dei giovani disabili.

Nel contempo è considerevolmente inasprita la prassi relativa ai provvedimenti professionali per la formazione pratica INSOS e l'avviamento professionale AI, il che porta ancora una volta all'emarginazione degli allievi più deboli. Concretamente la revisione 6b dell'AI prevede di rendere molto più severe le condizioni di diritto a questi provvedimenti, adducendo che soltanto il 15 per cento dei giovani che riescono ad integrarsi nel mercato del lavoro primario non ricevono alcuna rendita. Oltre ad escludere totalmente gli allievi più deboli dal livello secondario II, questa politica punisce e discrimina tutti coloro che, al termine della loro formazione, con l'aiuto di una rendita intera o parziale, trovano un lavoro nel mercato del lavoro primario. Stando a una rilevazione dell'INSOS, questo concerne pur sempre il 30 per cento dei giovani che hanno concluso una formazione pratica INSOS.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Una volta compiuto l'obbligo scolastico (scuola speciale o regolare), i giovani con disabilità hanno la possibilità di scegliere fra: (1) una formazione ai sensi della legge federale sulla formazione professionale (con il conseguimento dell'attestato federale di capacità o del certificato federale di formazione pratica), (2) una formazione transitoria cantonale per colmare eventuali lacune nella preparazione scolastica, (3) una misura breve di avviamento al lavoro dell'assicurazione invalidità (AI) per prepararsi all'attività in un laboratorio protetto, oppure (4) l'avviamento professionale dell'AI.

Per quel che riguarda le due formazioni offerte dall'AI vige il principio della priorità dell'integrazione sulla rendita. L'integrazione professionale è considerata raggiunta quando l'assicurato è in grado di realizzare un reddito da lavoro che copre le spese di sostentamento oppure parte di esse. Ciò significa che alla conclusione della formazione i giovani devono essere in grado di mettere sufficientemente a frutto la propria prestazione lavorativa. Attualmente è richiesto un reddito minimo presumibilmente realizzabile di fr. 352.50 al mese, il che non permette, tuttavia, di raggiungere l'obiettivo di queste misure di per sé molto costose. Per questo motivo, il Consiglio federale intende aumentare i requisiti di qualità per i centri di formazione e alzare la soglia d'entrata a un reddito minimo di 855 franchi al mese, un adeguamento a suo parere ragionevole, poiché finora soltanto il 15 per cento dei circa 600 scolari che al termine della scuola dell'obbligo iniziano una siffatta formazione viene integrato nel mondo del lavoro nel modo sopra esposto.

Se la soglia d'entrata, ossia il reddito minimo richiesto, non è raggiunta, il giovane con disabilità può entrare nel mondo del lavoro direttamente o con una breve misura di avviamento al lavoro che lo prepara all'attività in un laboratorio protetto, senza passare per l'avviamento professionale AI. Per i giovani maggiorenni ciò significa nella maggior parte dei casi un posto di lavoro protetto con rendita completa. In linea di massima, tuttavia, nonostante l'innalzamento della soglia d'entrata, la prassi di ammissione a questi tipi di formazione non cambia: se una persona non è ammessa direttamente a due anni di formazione, dopo il primo anno viene svolta un'analisi della situazione, che permette di valutare se i progressi fatti lasciano presupporre un potenziale di miglioramento negli anni a venire. In caso affermativo, viene autorizzato un altro anno di formazione.

Con una formazione transitoria del cantone i giovani si possono preparare a una formazione professionale di base. In caso di necessità, sono sostenuti dal livello secondario I nell'ambito del case management formazione professionale. Fino all'autunno 2010, 21 cantoni hanno iniziato l'attuazione a livello operativo del case management formazione professionale e circa 2000 giovani con molteplici problemi hanno usufruito del sostegno in quest'ambito. Se ciononostante i giovani non riescono a conseguire un diploma regolamentato a livello federale (attestato federale di capacità o certificato federale di formazione pratica), può essere rilasciata loro un'attestazione delle competenze acquisite.

2. I quattro tipi di formazione offerti contribuiscono all'armonizzazione del passaggio dal livello secondario I al livello secondario II. Nell'ambito del progetto "Transizione sec I - sec II" sono state prese altre misure per ottimizzare la transizione dalla scuola dell'obbligo alla formazione professionale, ad esempio la formazione dei genitori, lo scambio di "esempi di buona prassi" e la determinazione di fattori di successo per la transizione. Il progetto è stato avviato nel 2006 dall'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia, dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione e da organizzazioni del mondo del lavoro.

Risposta del Consiglio federale.