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Per centrare gli obiettivi di Kyoto sono necessarie misure d'emergenza

10.3901 · Interpellanza · 2010-12-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

E poco probabile che la Svizzera riesca a raggiungere l'obiettivo di ridurre, nel quadriennio 2008-2012, le emissioni di gas serra dell'8 per cento rispetto ai livelli del 1990. Ciò a dispetto del fatto che, con la ratifica del Protocollo di Kyoto, il nostro Paese si era impegnato a raggiungere tale obiettivo. E pertanto necessario che il Parlamento discuta delle misure da adottare.

Il mancato raggiungimento degli obiettivi di politica climatica è spiegato con l'inattesa e robusta crescita economica degli ultimi mesi. Si tace tuttavia sul fatto che tale fallimento è dovuto soprattutto al crescente consumo di carburante. Il Consiglio federale deve ora agire se vuole raggiungere gli obiettivi stabiliti dal Protocollo di Kyoto.

Le emissioni di CO2 causate dal traffico continuano ad aumentare e si sviluppano in modo diametralmente opposto al previsto obiettivo di riduzione del 10 per cento rispetto al 1990. Sarà invece centrato di poco l'obiettivo di riduzione del 15 per cento delle emissioni nel settore dei combustibili. La legge sul CO2 prevede l'adeguamento delle misure adottate ai fini del raggiungimento degli obiettivi di politica climatica come pure l'adozione di nuove misure supplementari. Il Consiglio federale deve ora agire immediatamente e adottare le misure necessarie.

Secondo il rapporto dell'UNEP "The Emission Gap Report", pubblicato nel novembre 2010, il contenimento a 2 gradi del riscaldamento globale comporterebbe, rispettando gli impegni di riduzione minimi, emissioni eccessive pari a circa 9 gigatonnellate di CO2 equivalente. Per porre rimedio a tale situazione, i Paesi devono dapprima fissare degli obiettivi climatici più incisivi e poi impegnarsi a realizzarli. La Svizzera non deve limitarsi a raggiungere i propri obiettivi di riduzione, ma deve addirittura superarli. Da un lato, ciò è indispensabile alla protezione del clima, ma, dall'altro, le relative misure di protezione tornano pur sempre a vantaggio della nostra economia e riducono la nostra dipendenza dall'estero per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico.

Chiedo al Consiglio federale se:

1. Condivide il parere che sia ormai tempo di applicare la tassa sul CO2 anche ai carburanti?

2. E disposto a aumentare l'aliquota della tassa sul CO2 applicata ai combustibili per raggiungere finalmente gli obiettivi di riduzione?

3. Considera sufficiente i mezzi finanziari stanziati dalla Fondazione Centesimo per il clima per acquistare all'estero le quote di emissioni pari a 2 milioni di tonnellate di CO2, di cui l'UFAM ritiene indispensabile l'acquisto al fine di migliorare il raggiungimento degli obiettivi?

4. Può elencare quali altre misure non contemplate dalla vigente legge sul CO2 intende adottare per centrare finalmente l'obiettivo di riduzione?

5. E disposto a rivedere l'obiettivo di politica climatica che ha stabilito per il periodo fino al 2012, spingendosi oltre i suoi impegni internazionali?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La vigente legge federale dell'8 ottobre 1999 sulla riduzione delle emissioni di CO2 prevede l'adozione di una tassa d'incentivazione sugli agenti energetici fossili (tassa sul CO2) se si delinea che i provvedimenti volontari non permettono di raggiungere l'obiettivo di riduzione.

Nel marzo 2005, il Consiglio federale aveva deciso di limitare ai soli combustibili l'applicazione della tassa d'incentivazione sul CO2 e di offrire un'opportunità al centesimo per il clima, riscosso dal settore privato. Secondo l'accordo stipulato tra il DATEC e la Fondazione Centesimo per il clima e in base all'atto di fondazione di quest'ultima, l'applicazione del centesimo per il clima ha lo scopo di contribuire a colmare le lacune della Svizzera rispetto agli obiettivi di riduzione stabiliti e di rinunciare quindi a una tassa sul CO2 applicata ai carburanti.

Tenuto conto delle più recenti previsioni in materia di emissioni, si deve presumere che, nonostante i provvedimenti adottati, la Svizzera faccia fatica a rispettare gli impegni sottoscritti nell'ambito del Protocollo di Kyoto e a realizzare l'obiettivo di riduzione stabilito dalla legge sul CO2. Oltre al settore dei carburanti, occorre quindi considerare anche altri fattori.

Il Consiglio federale rinuncia tuttavia a sottoporre al Parlamento l'adozione di una tassa sul CO2 in virtù della legge sul CO2 attualmente in vigore. Visti i tempi stretti sarebbe infatti poco probabile che la tassa applicata ai carburanti possa ancora fornire un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi. Tuttavia, nel messaggio del 26 agosto 2009 concernente la revisione della legge sul CO2 il Consiglio federale ha proposto al Parlamento di mantenere nella legge sul CO2 la tassa sui carburanti quale misura sussidiaria per il periodo successivo al 2012.

2. In virtù del meccanismo deciso dal Parlamento, la tassa sul CO2 applicata ai combustibili pari a 12 franchi per tonnellata di CO2 è stata introdotta a decorrere dal 1° gennaio 2008. Detta aliquota è triplicata a decorrere dal 1° gennaio 2010 passando quindi a 36 franchi per tonnellata di CO2. Un ulteriore aumento dovrebbe essere nuovamente approvato dalle Camere federali e giungerebbe quindi troppo tardi per dare ancora un contributo significativo alla realizzazione degli obiettivi stabiliti dal Protocollo di Kyoto.

L'articolo 7 capoverso 3 della legge sul CO2 sancisce che le aliquote devono essere stabilite in funzione del raggiungimento degli obiettivi di riduzione. Considerato l'andamento delle emissioni, un ulteriore aumento dell'aliquota sui combustibili sarebbe difficile da giustificare. Rispetto ai carburanti, che nel 2009 hanno fatto registrare un incremento delle emissioni di CO2 di quasi il 13 per cento rispetto al 1990, nonostante l'obiettivo di riduzione prevedesse un calo delle emissioni dell'8 per cento, le emissioni di CO2 causate dai combustibili durante lo stesso periodo hanno fatto registrare un calo del 12,1 per cento e dovrebbero avvicinarsi di molto all'obiettivo parziale di una riduzione del 15 per cento rispetto al 1990.

3. In un accordo stipulato con la Confederazione, la Fondazione Centesimo per il clima si è impegnata ad attuare progetti in Svizzera e all'estero volti a conseguire una riduzione delle emissioni pari ad almeno 2,4 milioni di tonnellate di CO2, di cui almeno 0,4 milioni di tonnellate in Svizzera. E probabile che la Fondazione Centesimo per il clima riuscirà a cogliere l'obiettivo applicando gli strumenti disponibili. Rimane tuttavia da chiarire se la Fondazione Centesimo per il clima ha già acquistato quote di emissioni superiori agli obiettivi fissati o se dispone di riserve finanziarie.

4. Alla realizzazione degli obiettivi contribuiscono anche provvedimenti di politica energetica, dei trasporti e finanziaria, come ad esempio il trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia, il programma Svizzera Energia e il programma di risanamento degli edifici. Secondo la decisione dell'11 giugno 2010 del Consiglio federale, il programma Svizzera Energia continuerà a fornire un importante contributo sia alla politica energetica e climatica della Svizzera che alla realizzazione degli obiettivi. Svizzera Energia completa e rafforza le prescrizioni legali, i programmi di promozione e gli strumenti di mercato. Il programma realizza progetti innovativi con i partner nei cantoni, nei comuni, nell'economia, nella ricerca e nella società e promuove l'introduzione nel mercato di tecnologie energetiche efficienti e rinnovabili sia mediante attività di informazione che incentivando la formazione e l'aggiornamento professionale.

5. Il Consiglio federale ritiene che non vi sia motivo per aumentare l'obiettivo di riduzione sottoscritto dalla Svizzera per il primo periodo di adempimento (2008-2012). I negoziati attualmente in corso a livello internazionale mirano a fissare impegni di riduzione più ambiziosi per il periodo successivo al 2012. In Svizzera è in atto la discussione parlamentare sulla futura politica climatica per il periodo 2013-2020. Con la revisione della legge sul CO2, il Consiglio federale propone di raggiungere entro il 2020 un obiettivo di riduzione del 20 per cento rispetto al 1990. Il Consiglio federale ha proposto che nell'ambito dei negoziati internazionali la Svizzera possa innalzare il suo obiettivo di riduzione fino al 30 per cento rispetto al 1990.

Risposta del Consiglio federale.