10.3940 · Interpellanza · 2010-12-09
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nel 2001, a Copenaghen, 12 Stati europei, tra cui la Svizzera, hanno firmato la dichiarazione "Organic Food and Farming - Towards Partnership and Action in Europe". Su di essa è basato il piano d'azione per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici, che dal giugno 2004 viene applicato nell'UE. Alla fine del 2009 i piani d'azione erano 16 a livello nazionale e 10 a livello regionale. Di norma si punta a raggiungere, per un anno prestabilito, una determinata quota di superficie biologica. Le misure non sono indirizzate solo alla produzione, bensì, in particolare, anche alla domanda di prodotti biologici e, di conseguenza, a tutta la filiera alimentare.
La Svizzera lavora a più strategie che interessano l'agricoltura e la filiera alimentare.
- Il documento strategico dell'UFAG, datato agosto 2010, "Agricoltura sostenibile e alimentazione 2025" affronta il tema del futuro orientamento della politica agricola svizzera, questa volta prendendo in considerazione l'intero settore agricolo e gli alimenti biologici. Non viene menzionato alcun piano d'azione.
- La strategia della qualità, attualmente in fase di discussione, è incentrata su tre pilastri: solida leadership qualitativa, partnership qualitativa incisiva e offensiva di mercato comune, con l'obiettivo di commercializzare il pregio dei prodotti svizzeri dal profilo dell'ecologia e del benessere degli animali. La strategia, tuttavia, non fa riferimento al tema del biologico e a un piano d'azione, contrariamente, ad esempio, alle strategie perseguite da Austria e altri Paesi europei, dove il legame con il settore biologico è esplicito.
- Il rapporto del Consiglio federale sull'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti del maggio 2009 tratta solo marginalmente il ruolo dell'agricoltura biologica, tanto che la Commissione dell'economia e dei tributi ha depositato una mozione chiedendo di concretizzare le proposte per quanto concerne le "forme di produzione particolarmente rispettose dell'ambiente e degli animali". Tuttavia, a oggi, nel processo di preparazione per la Politica agricola 2014-2017 non è stato effettuato alcun confronto concreto con i piani d'azione europei.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. È disposto a integrare nella strategia per l'agricoltura e la filiera alimentare svizzere un piano d'azione analogo al piano d'azione europeo per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici?
2. Come dovrebbe essere correlato detto piano con gli altri processi strategici, segnatamente: strategia agricoltura e alimentazione 2025, PA 2014-2017, strategia della qualità, accordi di libero scambio con l'UE?
3. Quali alternative strategiche intravede per tutelare e incentivare l'agricoltura e la filiera alimentare biologiche in Svizzera, se i Paesi dell'UE avanzano in questo segmento, talvolta in maniera aggressiva, scalzando la Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La Svizzera non ha un piano d'azione comparabile a quello europeo. Tuttavia, nei diversi settori oggetto del piano d'azione dell'UE, ha applicato misure concrete ed efficaci. A titolo d'esempio si possono citare i pagamenti diretti, i provvedimenti per la promozione della qualità e dello smercio e quelli a favore di ricerca e consulenza. Il Consiglio federale non ritiene necessario elaborare un piano d'azione analogo a quello dell'UE. Provvederà tuttavia anche in futuro a esaminare a cadenza periodica le misure di promozione esistenti e, se necessario, ad adeguarle, come peraltro ha sempre fatto in passato. Per il resto rinvia alla risposta dettagliata alla domanda 1 dell'interpellanza Hassler 10.3935.
2. Conformemente alla risposta alla domanda 1 il Consiglio federale è contrario a un proprio piano d'azione per l'agricoltura biologica. I problemi principali del mercato biologico svizzero sono generati da un valore aggiunto in parte inferiore per le singole aziende nonostante i prezzi relativamente elevati nel commercio al dettaglio e da direttive complesse, mentre in molti settori la domanda di prodotti biologici è superiore all'offerta.
Le aziende biologiche ottengono mediamente un maggiore profitto del lavoro rispetto alle aziende comparabili e la Svizzera, assieme alla Danimarca, guida la classifica della spesa pro capite dei consumatori per prodotti biologici. Ciononostante l'offerta stagna. Il Consiglio federale si attende che le associazioni di produttori e la categoria si assumano la responsabilità a riguardo e che sfruttino al meglio le opportunità del mercato dei prodotti biologici.
Nell'ambito delle misure vigenti nel settore della promozione della qualità e dello smercio, il Consiglio federale continuerà a sostenere in via sussidiaria il settore dell'agricoltura biologica, in vista di aumentare il valore aggiunto.
3. Il comparto biologico svizzero gode di una buona posizione nel contesto internazionale caratterizzato da una concorrenza sempre maggiore sul piano qualitativo. La legislazione è equivalente a quella dell'UE e il sistema di promozione è ben strutturato. L'agricoltura biologica svolgerà probabilmente anche un ruolo chiave nell'applicazione della strategia della qualità per l'agricoltura svizzera. Attraverso l'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti saranno mantenuti contributi speciali per l'agricoltura biologica (contributi per i sistemi di produzione). Il Consiglio federale ritiene pertanto che attualmente non siano necessarie misure supplementari. Provvederà tuttavia anche in futuro ad esaminare a cadenza periodica le misure e, se necessario, ad adeguarle, come peraltro ha sempre fatto in passato, vegliando affinché non vengano intaccati gli equilibri di mercato, come già accaduto, in alcuni casi, all'estero.
Risposta del Consiglio federale.