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10.3963 · Interpellanza · 2010-12-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. Il Consiglio federale come giudica l'attuale situazione nel settore dei media? Non è forse dell'avviso che il pluralismo dei media costituisce un presupposto importante per garantire una democrazia effettiva?

2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la conclusione di accordi (cartelli) tra attori del mercato potrebbe pregiudicare la concorrenza e quindi ripercuotersi negativamente sul pluralismo dei media?

3. Secondo il Consiglio federale quali strumenti permetterebbero di contrastare la nascita di tali accordi di ripartizione?

4. Quali possibilità vede per sollecitare l'intervento della Commissione della concorrenza anche nei casi che rischiano di compromettere il pluralismo del paesaggio mediatico?

5. Le necessarie basi legali sono già state adottate?

Begründung

Il pluralismo del paesaggio mediatico è indispensabile per promuovere la democrazia diretta. Negli ultimi anni, il predominio di alcuni grandi gruppi editoriali e il graduale mutamento delle abitudini di consumo hanno portato a fusioni e/o all'intensificarsi della collaborazione tra varie aziende mediatiche e case editrici. Molti prodotti si differenziano oramai solo per il nome o il logo e nel settore della carta stampata molte testate dipendono da grandi quotidiani. La tendenza alla concentrazione non riguarda più unicamente i singoli prodotti e mercati, cosicché sempre più mezzi d'informazione (stampa, radio, tv, web) vengono assorbiti dalle poche grandi case editrici. Questi processi presuppongono espliciti accordi tra i vari gruppi mediatici, che limitano o addirittura annullano ogni forma di concorrenza. Recentemente, ad esempio, "Tamedia" e la "NZZ" hanno proceduto allo "scambio" di quote di partecipazione in seno a varie testate zurighesi e della Svizzera orientale. "Tamedia" ha dal canto suo acquisito diversi quotidiani romandi rilevando il gruppo Edipresse. Un'evoluzione di questo tipo mette a repentaglio la libera formazione dell'opinione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è consapevole del ruolo centrale che svolgono i mezzi di comunicazione e in particolare il pluralismo dei media in una società democratica. D'altronde, ha espresso quest'opinione a più riprese, ad esempio nel quadro delle mozioni Barthassat 09.3302 e Fehr Jacqueline 10.3505 nonché dell'interpellanza Widmer 09.3235. Nella sua risposta al postulato Fehr Hans-Jürg 09.3629, il Consiglio federale ha altresì sostenuto che l'attuale situazione della stampa in Svizzera necessita di un esame approfondito. Gli studi commissionati a seguito dell'inoltro del suddetto postulato al Consiglio federale sono conclusi e si trovano attualmente in fase di analisi. Sulla base di tali studi il Consiglio federale procederà già quest'anno a una valutazione approfondita della situazione e redigerà un rapporto in merito.

2. Il Consiglio federale è dell'avviso che per adempiere la loro funzione di politica statale i media devono evolvere in un ambiente concorrenziale funzionante. A tale scopo è però necessaria una base economica solida, quindi la tendenza alla concentrazione dei media e alle cooperazioni non va a priori considerata negativa. La valutazione di questi processi compete alla Commissione della concorrenza (COMCO) in applicazione del diritto dei cartelli: in questo caso le questioni centrali sono di natura economica e non di politica dei media (cfr. risposta alle domande 3 a 5).

3.-5. Ai sensi dell'articolo 93 della Costituzione federale (RS 101), la Confederazione dispone della competenza legislativa solo nel settore dei media audiovisivi; manca invece qualsiasi riferimento alla stampa. La Costituzione si limita a sancire la protezione della libertà di stampa come elemento della libertà dei media (art. 17). In tale contesto, non bisogna dimenticare che nel 2005 il Parlamento ha deciso di non entrare nel merito dell'iniziativa parlamentare 03.448, "Media e democrazia", con la quale si proponeva di introdurre nella Costituzione federale un nuovo articolo che attribuisse alla Confederazione la competenza di promuovere il pluralismo dei media, e quindi della stampa. Di conseguenza, non sono possibili misure dirette di politica dei media né un intervento delle autorità per proteggere e salvaguardare l'odierna pluralità dei media e delle opinioni nel settore della stampa.

In presenza di accordi in materia di concorrenza, reali o presunti, è tuttavia compito della COMCO valutare eventuali rilevamenti o fusioni dal punto di vista della legislazione sulla concorrenza. Questa verifica si basa sul diritto dei cartelli (RS 251), che dal 1° aprile 2004 non prevede più un obbligo di notifica più severo per le fusioni tra imprese mediatiche.

Risposta del Consiglio federale.