10.4105 · Interpellanza · 2010-12-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
A livello europeo sono in atto gli sforzi più disparati per permettere ulteriori interventi statali contro i fumatori e limitare viepiù il consumo di prodotti del tabacco. Molte normative fanno riferimento alla Convenzione quadro sul controllo del tabacco dell'Organizzazione mondiale della sanità, volta a contenere ulteriormente il tabagismo e a togliere progressivamente il terreno da sotto i piedi all'industria del tabacco.
Si mira a introdurre imballaggi uniformi per i prodotti del tabacco ("plain packaging"), divieti di esporre prodotti del tabacco nei punti di vendita, nonché ulteriori regolamentazioni relative al consumo e alla fabbricazione degli stessi. Si prevede di sottoporre alle pertinenti direttive anche prodotti quali le sigarette elettroniche o le bevande a base di nicotina. Le nuove regolamentazioni menzionate sollevano svariati interrogativi. La prescrizione riguardante gli imballaggi standardizzati incoraggerebbe non solo le contraffazioni, ma anche il contrabbando. Inoltre limiterebbe in maniera rilevante i diritti sui marchi e gli altri diritti di proprietà immateriale. Per quanto concerne il divieto di esposizione, ci si chiede perché in un'economia di mercato non dovrebbe più essere possibile esporre prodotti legali. Introducendo simili restrizioni si rischia di perdere quote di fatturato e posti di lavoro.
Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. A che punto sono i negoziati relativi alla convenzione sulla salute che l'amministrazione intende stipulare con l'UE?
2. E pensabile che questa convenzione contenga nuove prescrizioni rilevanti per la fabbricazione, la distribuzione, la pubblicità o il consumo di prodotti del tabacco?
3. Il Consiglio federale è a conoscenza delle indagini conoscitive in corso nell'UE in merito alla nuova direttiva sui prodotti del tabacco?
4. Condivide l'opinione secondo cui prescrivere in maniera vincolante il "plain packaging" rappresenterebbe un intervento considerevole nei diritti di proprietà immateriale (p. es. diritti sui marchi)?
5. Continua a ritenere che la legge federale concernente la protezione contro il fumo passivo costituisca una normativa sufficiente sul piano federale, ragione per cui altre restrizioni legali sarebbero inutili?
6. Come considera il fatto che, applicando rigorosamente la legge menzionata, sia vietato fumare anche nei negozi specializzati in prodotti del tabacco?
7. Ha riflettuto sulle ripercussioni economiche di tali restrizioni?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Dal novembre 2008, tra la Svizzera e l'Unione europea sono in corso negoziati per un accordo nei settori dell'agricoltura, della sicurezza alimentare e dei prodotti e della sanità pubblica. Svolte su incarico del Consiglio federale, le trattative hanno comportato finora tre cicli negoziali completi, con numerose riunioni tecniche. Il processo ha tuttavia subito un rallentamento, dovuto soprattutto a questioni istituzionali non ancora risolte. Al momento non è ancora possibile prevederne la conclusione. Un eventuale accordo dovrà comunque essere sottoposto alla ratifica delle Camere federali.
2. Il pertinente acquis comunitario rappresenta la base per una più stretta collaborazione con l'UE in tutti i settori negoziali. Secondo la Commissione europea, le disposizioni UE sul tabacco fanno parte dell'acquis in materia di sanità pubblica e sono pertanto oggetto delle trattative in corso. Queste ultime dovranno chiarire in che misura l'acquis dovrà essere recepito nel diritto svizzero. Sul piano dei contenuti, una tale trasposizione potrebbe avere ripercussioni sulla nostra legislazione nel settore della pubblicità del tabacco e anche sulle disposizioni relative alla fabbricazione e ai prodotti.
3. Il Consiglio federale è a conoscenza dei risultati della consultazione, conclusasi nel dicembre 2010, concernente la revisione della direttiva sui prodotti del tabacco e segue molto attentamente gli sviluppi nell'UE.
4. Il "plain packaging" è una misura attualmente discussa in seno all'Unione europea e pertanto deve ancora essere chiarita. Il Consiglio federale ritiene opportuno pronunciarsi in merito solo quando la Svizzera sarà confrontata concretamente con la questione.
5. La legge federale concernente la protezione contro il fumo passivo e la relativa ordinanza sono entrate in vigore il 1° maggio 2010. Di conseguenza, il Consiglio federale non vede perché dovrebbe già sottoporla a una revisione.
6. Con la legge federale concernente la protezione contro il fumo passivo, il Parlamento ha disciplinato il divieto di fumare nei locali chiusi accessibili al pubblico o adibiti a luoghi di lavoro per più persone. I negozi specializzati in prodotti del tabacco sono locali accessibili al pubblico e in alcuni casi vi lavorano più persone.
7. Dalle esperienze fatte all'estero emerge che le ripercussioni finanziarie nel settore della gastronomia sono irrilevanti. E tuttavia possibile che, in una prima fase, la cifra d'affari subisca un leggero calo. Uno studio dell'Università della Svizzera italiana mostra come in Ticino l'introduzione del divieto di fumo nei ristoranti non abbia influito sul fatturato. Nei bar ticinesi le cifre d'affari sono calate del 2,3 per cento durante l'anno dell'introduzione del divieto del fumo, ma sono aumentate del 4,7 per cento l'anno successivo. L'analisi delle ripercussioni sulle discoteche ticinesi risulta molto difficile in ragione delle forti fluttuazioni dei fatturati di tali locali nel periodo precedente l'introduzione del divieto del fumo. Come all'estero, anche nel cantone dei Grigioni i ricoveri ospedalieri per infarto sono diminuiti dopo l'introduzione di tale divieto: nei dodici mesi successivi all'entrata in vigore della misura è stato registrato un calo del 22 per cento. Tuttavia, l'incremento della produttività che ne è risultato non è stato quantificato.
In generale, il fatto che nel 2006 il tabagismo passivo abbia causato 200 decessi precoci è preoccupante. L'Università di Basilea ha calcolato le conseguenze economiche del fumo passivo. Durante il 2006, nei locali accessibili al pubblico e sul posto di lavoro il fumo passivo ha provocato una perdita equivalente di 3000 anni di vita, 70 000 giorni di degenza ospedaliera, 92 milioni di franchi di costi terapeutici e un calo di produttività pari a 157 milioni di franchi.
Risposta del Consiglio federale.