10.4118 · Mozione · 2010-12-17
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Con riferimento al piano finanziario 2013-2015, il Consiglio federale è incaricato di esaminare e attuare misure di consolidamento e di rinuncia di ampia portata. In concreto, secondo l'articolo 143 capoverso 3 della legge sul Parlamento, nel piano finanziario di legislatura 2013-2015 il governo deve presentare un piano per sgravare di almeno il 10 per cento le spese per il personale durante la prossima legislatura. Le riduzioni dovranno essere mirate e accompagnate da rinunce a compiti o da misure per migliorare l'efficienza.
Begründung
Per impedire che la situazione finanziaria della Svizzera continui a peggiorare, il Consiglio federale deve trattare il bilancio pubblico con la massima prudenza. La politica dell'indebitamento adottata negli ultimi anni è fatale e rappresenta una grave ipoteca per le future generazioni. Il piano finanziario per gli anni 2013-2015 prevede ancora enormi oneri supplementari. Al fine di garantire anche in futuro il benessere sociale della Svizzera e delle sue istituzioni, il Consiglio federale è tenuto ad operare riforme e rinunce dei suoi compiti che vadano oltre a quelle previste nel programma di consolidamento. Occorre effettuare ulteriori sgravi soprattutto nel settore dell'amministrazione federale. Non solo si impone una nuova riduzione degli effettivi, ma occorre anche analizzare in modo critico l'attuale sviluppo dei salari e mirare a una riduzione degli oneri finanziari. I numerosi privilegi come diritti speciali e prestazioni accessorie generose a favore del personale della Confederazione (ad es. assegni familiari, congedo paternità, assicurazione maternità, custodia dei bambini) devono essere ridotti drasticamente. E necessaria una pertinente modifica della legge sul personale federale. Gli argomenti del Consiglio federale, ossia che questa misura indebolirebbe l'amministrazione federale sul mercato, non è pertinente. Inoltre, qualsiasi sorpasso delle uscite definite in base alle prescrizioni del freno all'indebitamento non è ammesso e deve essere impedito con ogni mezzo. Il freno all'indebitamento deve in aggiunta essere esteso a tutti i settori sinora non toccati da tale strumento. Occorre anche esaminare il margine di manovra dei singoli settori amministrativi. In generale la crescita di tutte le uscite deve essere limitata alla crescita del PIL.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Con l'introduzione del freno all'indebitamento nel 2003, la crescita media delle uscite relativa al periodo 2003-2009 corrisponde al 2,6 per cento, ovvero un valore inferiore alla crescita economica nominale media del 3,4 per cento. Anche nell'ambito dell'attuale pianificazione relativa al preventivo 2012 e al piano finanziario di legislatura 2013-2015 si prevede che le uscite non cresceranno più rapidamente dell'economia. Da diversi anni il Consiglio federale persegue l'obiettivo di stabilizzare la quota d'incidenza della spesa pubblica. A tale scopo nel quadro della verifica dei compiti ha definito un profilo delle priorità e obiettivi di crescita per 18 settori di compiti. Nell'ambito della pianificazione finanziaria presenterà un rapporto approfondito su tali priorità e sull'evoluzione della quota d'incidenza della spesa pubblica.
Rispetto alla crescita media delle uscite complessive (2,6 per cento), con l'1,5 per cento l'aumento delle spese per il personale negli anni 2003-2009 è stato relativamente contenuto. Detraendo dall'aumento la compensazione del rincaro concessa al personale, nel periodo 2003-2009 le spese per il personale in media sono aumentate annualmente solo dello 0,5 per cento. Negli ultimi anni, queste ultime non sono quindi cresciute in modo superiore alla media né rispetto alle uscite complessive della Confederazione né all'andamento economico. A seguito dei programmi di sgravio 2003 e 2004, fino al 2006 il numero di posti della Confederazione è andato diminuendo. Dal 2008 è tornato a salire, in correlazione con la creazione di nuovi compiti e l'intensificazione di altri già esistenti ad opera del Parlamento. Il Consiglio federale ha preso atto di quest'evoluzione e ha inserito nel programma di consolidamento 2012-2013 misure relative ai posti di lavoro e alle retribuzioni volte a ridurre la crescita dei costi del personale di 75-90 milioni di franchi all'anno. Il Parlamento ha deciso queste misure già nell'ambito del preventivo 2011. Il Consiglio federale darà loro seguito indipendentemente dalle decisioni delle Camere federali in merito al programma di consolidamento. Esso ha dunque già preso misure di contenimento della crescita delle uscite. Contestualmente, con la messa a punto della nuova strategia per il personale federale (2011-2015) ha creato uno strumento importante di gestione della politica del personale dal punto di vista sia quantitativo sia qualitativo. L'obiettivo prioritario costituisce nel potenziare l'efficienza dell'amministrazione federale, in particolare migliorando la flessibilità, l'orientamento alle prestazioni, la pianificazione di lungo termine, le prospettive professionali e il rafforzamento della gestione del personale.
Il Consiglio federale non ritiene attuabile la richiesta degli autori della mozione di ridurre del 10 per cento le spese per il personale. Una simile misura comporterebbe lo smantellamento di circa 3400 posti e/o tagli considerevoli dei salari. Vale inoltre rammentare che efficienza e affidabilità fanno dell'amministrazione pubblica un'istituzione prossima al cittadino, che contribuisce al buon funzionamento del nostro sistema federale e, non da ultimo, al successo durevole della Svizzera a livello internazionale. Ciò non dipende soltanto dalla quantità, bensì soprattutto dalla qualità del personale. I tagli richiesti ridurrebbero considerevolmente l'attrattiva dell'amministrazione federale sul mercato del lavoro, ostacolandone di conseguenza l'adempimento dei compiti.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.