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Chi abusa di alcol o droghe deve pagare di tasca propria la permanenza in una cella "anti-sbornia" o il ricovero in ospedale

10.431 · Iniziativa parlamentare · 2010-03-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Ausgangslage

In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:

Occorre modificare la LAMal e le altre leggi affinché le cure mediche prestate d'urgenza al paziente che ha abusato di alcol o droghe siano completamente a suo carico o a carico del rappresentante legale. L'addebitamento di tali costi all'assicurazione malattie, fondata sul principio della solidarietà, non è ammissibile. Chi abusa di alcol o droghe, oppure il rappresentante legale, dovrà anche accollarsi il costo della permanenza in una cella "anti-sbornia".

Wortlaut

In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:

Occorre modificare la LAMal e le altre leggi affinché le cure mediche prestate d'urgenza al paziente che ha abusato di alcol o droghe siano completamente a suo carico o a carico del rappresentante legale. L'addebitamento di tali costi all'assicurazione malattie, fondata sul principio della solidarietà, non è ammissibile. Chi abusa di alcol o droghe, oppure il rappresentante legale, dovrà anche accollarsi il costo della permanenza in una cella "anti-sbornia".

Begründung

Da anni il numero dei pazienti trattati d'urgenza per abuso di alcol o droghe aumenta in modo esponenziale. Crescono, in altre parole, i costi che la collettività deve sostenere per finanziare le conseguenze della smodatezza o della dipendenza di alcuni cittadini, poiché in virtù del principio della solidarietà, tali costi sono a carico dell'assicurazione malattie. Si tratta di un abuso massiccio di tale principio che va contrastato senza indugio. Spetta a ogni cittadino, e al suo senso di responsabilità, decidere di non consumare alcol a dismisura e di non abusare di droghe. L'inverso è un affronto per la collettività che deve farsi carico di costi elevati. Solo obbligando la persona che ha abusato di alcol o droghe o il suo rappresentante legale ad assumersi i costi che ne conseguono, sarà possibile aumentare il grado di responsabilità individuale e ridurre tali casi a un livello sostenibile. A tal fine occorre disporre altresì che la permanenza in una cella nella quale smaltire la sbornia sia pagata dai diretti interessati.

Verhandlungen

Dibattito al Consiglio nazionale, 17.12.2015

CN: sbornia del "sabato sera" a carico dell'assicurazione di base

(ats) I costi di ricovero all'ospedale o di permanenza in una cellula anti-sbornia in caso di arresto non devono essere accollati a chi ha bevuto qualche bicchiere di troppo. Anche se con soli 12 voti di scarto (97 a 85 e ben 11 astenuti), il Consiglio nazionale ha archiviato un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale zurighese UDC, Toni Bortoluzzi. Per quest'ultimo, non è giusto che l'assicurazione malattia debba pagare per gli intemperanti.

Nella cronistoria di questa iniziativa non mancano le capriole, ha ricordato la relatrice Marina Carobbio Guscetti (PS/TI): dopo averla approvata una prima volta nell'aprile 2015 sfidando l'opinione dei cantoni, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale (CSSS-N) è tornata in ottobre sui propri passi basandosi anche su un rapporto del Consiglio federale, secondo cui l'attuazione dell'iniziativa era praticamente impossibile.

Il Motivo? Per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie la colpa non è un criterio per decidere se assumere o meno i costi di questi trattamenti. Introdurre un'eccezione per il consumo eccessivo di alcol equivarrebbe a cambiare il sistema; ciò sarebbe inconciliabile con il principio costituzionale dell'uguaglianza giuridica, ha argomentato la consigliera nazionale ticinese spalleggiata dal ministro della sanità Alain Berset.

Non va poi sottovalutato un potenziale pericolo: qualcuno potrebbe anche rinunciare a farsi ricoverare per timore di dover metter mano al portafoglio, hanno sostenuto Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE) e Philipp Hadorn (PS/SO).

Diversi esponenti democentristi hanno stigmatizzato il voltafaccia della Commissione, che prima ha detto di "sì" e poi si è rimangiata la parola. Thomas de Courten (UDC/BL) ha difeso la proposta di Bortoluzzi, ricordando il costante aumento dei costi nel settore sanitario e stigmatizzando quegli irresponsabili che bevono fino a perdere conoscenza.

Bruno Pezzati (PLR/ZG) ha proposto di realizzare l'idea contenuta nell'iniziativa Bortoluzzi mediante un progetto pilota di cinque anni che preveda anche un accompagnamento medico. Al termine si sarebbe potuto stilare un bilancio dell'esperimento e decidere con cognizione di causa se proseguire o meno.

In consultazione, il progetto è stato criticato sia dalla sinistra sia dagli ambienti attivi nella prevenzione e della salute. A loro parere, l'iniziativa se la prende con le persone sbagliate, dal momento che i giovani sono meno interessati da un fenomeno che tocca soprattutto le persone oltre i 45 anni, perlopiù alcolizzate, all'origine della maggior parte dei ricoveri.

Il Consiglio federale ha fatto notare che la misura auspicata da Bortoluzzi non è in vigore in alcun Paese europeo. Efficacia e conseguenze finanziarie rimangono oscure. Il principio costituzionale dell'uguaglianza viene inoltre strapazzato, poiché l'iniziativa non tiene conto di altri comportamenti potenzialmente nocivi per la salute, come il tabagismo, l'alimentazione eccessiva o la pratica di sport estremi.

Stando al rapporto del Governo pubblicato nell'aprile scorso, i cantoni hanno un approccio eterogeneo al problema delle "sbornie del sabato sera", sia per quanto riguarda la presa a carico di persone finite in coma etilico, sia per quanto attiene agli emolumenti percepiti, che possono variare da poche decine di franchi a 1500 franchi per persona.

Vi sono 17 cantoni, come il Ticino, che non dispongono di celle anti-sbornia specifiche. Nei cantoni che, come i Grigioni, possono invece contare su soluzioni simili, la percezione degli emolumenti non copre in genere i costi causati dal soggiorno in queste strutture. Alcuni cantoni stanno attualmente riflettendo se non sia il caso di cambiare la prassi.