11.3010 · Mozione · 2011-02-22
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un sistema d'autorizzazione (obbligo d'autorizzazione o sistema di licenze) per i fornitori di prestazioni nel settore della sicurezza o in quello militare che partendo dalla Svizzera operano in regioni di crisi o di conflitto. L'autorizzazione dovrebbe presupporre per l'offerente l'obbligo di dimostrare di possedere un sistema efficace di controllo interno e di garanzia della qualità, che verta su standard internazionali.
Begründung
Nell'ottobre 2007 il Consiglio federale ha stabilito le condizioni minime in base a cui la Confederazione conferisce compiti di protezione a società di sicurezza private in Svizzera o all'estero. La Svizzera s'impegna inoltre a livello internazionale affinché le società di sicurezza private siano sottoposte ovunque alle stesse norme. Attualmente non esistono tuttavia ancora regole chiare sull'autorizzazione per le società di sicurezza e le società militari private con sede in Svizzera. Nel suo rapporto del 2 dicembre 2005 sulle società di sicurezza e le società militari private, il Consiglio federale si è detto disposto a valutare se assoggettare i fornitori di prestazioni militari e di sicurezza privati, attivi in zone di crisi e di conflitto, a un obbligo d'autorizzazione o di registrazione di diritto federale, analogamente a quanto altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Sudafrica, già fanno o prevedono concretamente di fare. Si tratta ora di mantenere questa promessa, poiché per la Svizzera non è accettabile che partendo dal suo territorio siano attive società di sicurezza e società militari private che offrono le loro prestazioni all'estero, senza impegnarsi a rispettare determinate condizioni minime. In questo contesto la Confederazione può ad esempio basarsi sul codice di condotta dell'IPOA: www.ipoaonline.org/en/standards/code.htm (cfr. Mozione 08.3179).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce la necessità di un disciplinamento delle società di sicurezza private attive in regioni di crisi e di guerra. Sulla scorta di un rapporto dell'Ufficio federale di giustizia (UFG) del 30 dicembre 2010, il 16 febbraio 2011 ha pertanto incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di redigere un disegno di legge entro l'estate 2011.
Tuttavia, a differenza della presente mozione, il Consiglio federale non propone alcun sistema d'autorizzazione (obbligo d'autorizzazione o sistema di licenza). Con decisione del 25 agosto 2010 il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di esaminare la necessità di un disciplinamento e di valutare eventuali opzioni normative. Il 17 settembre 2010, ossia ancora prima che fossero disponibili i risultati di tale verifica, ha accolto la mozione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) 10.3639, che chiedeva un sistema d'autorizzazione e di controllo. Il rapporto dell'UFG del 30 dicembre 2010 ipotizza la soluzione di un sistema d'autorizzazione e/o di registrazione, come il rapporto dell'UFG del 21 maggio 2008 rileva tuttavia lo svantaggio correlato di un considerevole onere amministrativo e finanziario. Un tale sistema richiederebbe in particolare notevoli controlli in loco, ovvero in regioni di crisi e di guerra. Il Consiglio federale predilige un sistema meno complicato, raccomandato nel rapporto del 30 dicembre 2010. Secondo tale sistema, tutte le società di sicurezza private che dalla Svizzera offrono prestazioni di sicurezza all'estero dovrebbero informare la competente autorità federale. Determinate attività sarebbero proibite per legge, altre potrebbero essere vietate dall'autorità se mettono in pericolo la sicurezza nazionale o sono contrarie a interessi nazionali (p. es. politica estera e di sicurezza, principi umanitari, politica di neutralità). Il divieto includerebbe anche le società holding con sede in Svizzera. Il Consiglio federale è convinto che un tale sistema consentirebbe di conseguire in maniera più efficiente l'obiettivo che si prefigge la mozione.
Il Consiglio federale condivide la richiesta espressa nella mozione. Intende tuttavia tenerne conto sotto un'altra forma. Per questo motivo non può accogliere la mozione. Si riserva tuttavia la possibilità di avanzare una proposta di modifica nella seconda Camera qualora la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione andando contro la sua proposta. In tal caso invece di menzionare un sistema d'autorizzazione proporrebbe una formulazione più aperta.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.