11.3035 · Postulato · 2011-03-02
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto diversi modelli per la riorganizzazione dei servizi medici d'urgenza.
Begründung
Negli ultimi anni, in diverse regioni della Svizzera sono stati creati nuovi modelli per i servizi medici d'urgenza, tra cui quelli del cantone del Vallese, di Baden o dell'ospedale di Turgovia. Questi modelli hanno permesso di risolvere contemporaneamente diversi problemi, come la carenza di medici disposti a fornire prestazioni mediche d'urgenza o l'eccessivo ricorso ai servizi di pronto soccorso ospedalieri per casi di poco conto.
Il rapporto deve fornire una panoramica sui modelli di organizzazione dei servizi medici d'urgenza, sia in Svizzera che all'estero, al fine di agevolare ai responsabili cantonali la ristrutturazione dei propri servizi di pronto soccorso. Per limitare oneri e costi inutili, tali modelli dovranno essere il più possibile concreti. Si auspica una collaborazione con la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità, la FMH, l'associazione Medici di famiglia svizzeri, l'associazione degli ospedali svizzeri H+ e le assicurazioni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
L'organizzazione dei servizi medici d'urgenza rientra nella competenza dei cantoni, che normalmente delegano tale compito alle società mediche cantonali. Il Consiglio federale constata che negli ultimi anni l'organizzazione di tali servizi si è evoluta positivamente. In molti cantoni (o distretti dei servizi d'urgenza), il pronto soccorso è stato completamente riorganizzato. Alla ristrutturazione hanno partecipato numerosi gruppi di lavoro comuni della Confederazione e della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS), che, su incarico del Dialogo sulla politica nazionale della sanità, affrontano dal 2005 numerosi problemi legati all'assistenza medica di base e hanno elaborato rapporti e raccomandazioni coinvolgendo le cerchie interessate.
a) Nell'ottobre 2006, un gruppo di lavoro comune istituito ad hoc dalla CDS e dall'Ufficio federale della sanità pubblica ha pubblicato un rapporto sulle misure e le raccomandazioni concernenti il servizio medico d'urgenza, riferendosi alle conoscenze disponibili sull'argomento nella letteratura nazionale e internazionale. Il rapporto (in tedesco e francese) è consultabile al seguente indirizzo Internet: http://www.gdk-cds.ch/fileadmin/pdf/Themen/Gesundheitsversorgung/Medizinische_Grundversorgung/Bericht_NFD-f__Schlussbericht_publiziert26.10.06_.pdf.
b) Nel 2008, lo stesso gruppo di lavoro ha approfondito questi lavori in un secondo rapporto sulla valutazione delle misure specifiche, relative alla riorganizzazione dei servizi medici d'urgenza. Tale rapporto contiene una descrizione completa di diversi modelli organizzativi, come ad esempio quello degli studi medici d'urgenza associati agli ospedali (modello di Baden) o quello che prevede la presa a carico, da parte dell'ospedale, del servizio d'emergenza durante la notte o il fine settimana. I vantaggi e gli svantaggi dei diversi modelli sono elencati in modo chiaro e comprensibile. Lo studio presenta inoltre una serie di progetti di riorganizzazione in corso di svolgimento in tutti i cantoni. Il rapporto (in tedesco e francese) è disponibile al seguente indirizzo Internet: http://www.gdk-cds.ch/fileadmin/pdf/Themen/Gesundheitsversorgung/Medizinische_Grundversorgung/BT_Massnahmen__def__20081023-f.pdf.
c) La CDS ha infine attivato in Internet una piattaforma d'informazione sul servizio medico d'urgenza, nella quale sono descritti diversi progetti cantonali, con i dati di riferimento e i nominativi delle persone di contatto.
Le informazioni e i lavori summenzionati contribuiscono a creare una dinamica importante nel settore dei servizi medici d'urgenza. Anche se non tutti i problemi sono stati risolti, perlomeno sono note le possibili soluzioni. Con questi rapporti, la CDS e i cantoni dispongono già oggi di mezzi sufficienti per informarsi e operare in rete. Il Consiglio federale ritiene pertanto che un nuovo rapporto non porterà fondamentalmente a nuove conoscenze e non ravvisa quindi alcuna necessità d'intervenire in materia.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.