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11.3054 · Mozione · 2011-03-07

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Si incarica il Consiglio federale:

1. di informare la popolazione sui trasporti pericolosi, in particolare sui trasporti di materiale radioattivo;

2. di istituire un gruppo di accompagnamento con rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste per elaborare misure di protezione e possibili scenari di catastrofe;

3. di proibire tutte le esportazioni di scorie radioattive e di trasformare l'attuale moratoria in un divieto.

Begründung

L'esportazione di scorie radioattive dalla Svizzera è vietata fino al 2016. Fino ad allora è in vigore la moratoria decisa con la revisione della legge sull'energia nucleare del 2006. Il materiale radioattivo esportato prima della moratoria ritorna a poco a poco in Svizzera. I gestori delle centrali nucleari svizzere e la popolazione devono assumersi la responsabilità dei loro rifiuti nucleari e non trasferirli all'estero. È quindi giusto riportarli in Svizzera. Sia l'invio all'estero che la reimportazione in Svizzera di scorie trattate, per lo stoccaggio finale o per la loro riutilizzazione, comporta grandi rischi. Neanche le misure di sicurezza più rigorose possono escludere del tutto un incidente. Il trasporto di materiale radioattivo, in Svizzera come all'estero, avviene attraverso quartieri residenziali densamente abitati, vicino a luoghi dove lavorano decine di migliaia di persone. In particolare nella zona di Basilea, il rischio di un incidente per questo genere di trasporti è particolarmente elevato, per la situazione a "collo di bottiglia" e perché il traffico ferroviario è molto intenso. In altri Paesi, come la Francia o la Germania, la popolazione è informata in merito a questi trasporti pericolosi. La Svizzera mantiene tutto sotto silenzio. La popolazione non viene informata né sui trasporti di materiale radioattivo, né sul comportamento da tenere in caso di un incidente con fuoriuscita di radiazioni.

Finché tutte le scorie nucleari prodotte in Svizzera ed esportate non saranno ritornate nel nostro Paese, occorre una politica di informazione trasparente e un piano di sicurezza e di emergenza adeguato, affinché la popolazione possa reagire correttamente in caso di incidente. Il ritrattamento degli elementi di combustibile esausti è l'operazione più pericolosa della tecnologia nucleare, oltre all'estrazione dell'uranio. Essa comporta il trasporto di materiale pericoloso in tutta l'Europa e produce una gran quantità di scorie mediamente e debolmente radioattive.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale risponde come segue alle singole richieste:

1. I trasporti di materiali nucleari e di scorie radioattive in Svizzera sono soggetti ad autorizzazione. Il rilascio di tali autorizzazioni è di competenza dell'Ufficio federale dell'energia. I trasporti in questione impongono misure e criteri di sicurezza severi. I contenitori sono costruiti appositamente per il trasporto di materiali nucleari e sono particolarmente robusti. Sono in grado di sopportare sollecitazioni estreme e sono considerati imballaggi sicuri anche in caso di incidente conformemente ai requisiti fissati dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA).

Sulla base della Convenzione sulla protezione fisica delle materie nucleari e degli impianti nucleari, delle relative raccomandazioni dell'AIEA e delle corrispondenti prescrizioni svizzere della legislazione sull'energia nucleare, le autorità non informano il pubblico in merito ai trasporti previsti. L'informazione viene data solo a trasporto avvenuto. La segretezza viene mantenuta anche e soprattutto per ragioni di protezione contro possibili atti terroristici. Per il Consiglio federale non vi sono ragioni per modificare questa prassi.

2. Durante i trasporti in territorio svizzero, la Centrale nazionale d'allarme (CENAL), con il coinvolgimento di tutti i servizi e le autorità interessate, coordina attivamente una rete integrata per la sicurezza e valuta ed effettua un monitoraggio costante della situazione. LA CENAL è quindi informata immediatamente su eventuali perturbazioni o incidenti in relazione al trasporto di sostanze radioattive.

Anche in caso di incidente grave, un danneggiamento del contenitore di trasporto è improbabile. Nel caso in cui, nonostante tutto, si verificasse un danneggiamento, le autorità competenti dovrebbero valutare il pericolo concreto e ordinare, se del caso, evacuazioni su scala ridotta per proteggere la popolazione.

Esistono piani di emergenza che tengono conto del caso, improbabile, di una liberazione di sostanze radioattive. Per queste ragioni, l'istituzione di un gruppo di accompagnamento per elaborare misure di protezione e possibili scenari di catastrofe è un provvedimento anacronistico.

3. La moratoria esistente ai sensi dell'articolo 106 capoverso 4 della legge sull'energia nucleare (RS 732.1) riguarda gli elementi di combustibile esausti che, per dieci anni a decorrere dal 1° luglio 2006, non possono essere esportati a scopo di ritrattamento. L'Assemblea federale può prorogare di dieci anni al massimo il termine decennale.

La proroga della moratoria o una sua trasformazione in un divieto definitivo dipendono essenzialmente dagli sviluppi della politica energetica svizzera. Al momento attuale sarebbe prematuro occuparsi di questa singola questione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.