11.3057 · Mozione · 2011-03-07
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare il quadro legale della Banca nazionale svizzera (BNS) in modo che le venga concessa l'indipendenza necessaria in relazione al suo mandato principale (stabilità dei prezzi, approvvigionamento monetario), ma che per quanto riguarda altre attività - in particolare gli acquisti di valuta - vengano emanate norme precise e disciplinanti in materia di vigilanza.
Begründung
Il fatto che nel 2010 la BNS abbia subito una perdita di 26 miliardi di franchi a seguito di un acquisto irragionevole di valuta estera pari a 200 miliardi di franchi e - dopo una rivalutazione delle riserve auree - una perdita complessiva di 21 miliardi di franchi dimostra che le attuali norme in materia di vigilanza sulla BNS sono insufficienti. Con queste transazioni la BNS ha perso un terzo del suo capitale proprio nel solo anno 2010. Permane incontestato che nel quadro del mandato principale l'indipendenza della BNS deve essere garantita, ma per altri compiti - in particolare per quanto riguarda gli acquisti speculativi di valuta - è necessario emanare adeguate norme legali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La Costituzione federale e la legge federale sulla Banca nazionale definiscono il mandato della Banca nazionale svizzera (BNS). Essa svolge la politica monetaria nell'interesse generale del Paese e garantisce la stabilità dei prezzi. A tale scopo tiene conto dell'evoluzione congiunturale. Per raggiungere questo obiettivo la Banca nazionale dispone di una serie di strumenti di politica monetaria. Quello più importante consiste nella gestione dei tassi d'interesse attraverso appositi strumenti del mercato monetario (repo, SNB Bills). All'occorrenza la Banca nazionale può intervenire anche sul mercato valutario.
Pur tenendo conto dei recenti interventi sul mercato dei cambi non si impone una limitazione di tali strumenti. Gli interventi sono stati effettuati in virtù del primato della politica monetaria. Dopo aver ridotto il tasso d'interesse praticamente a zero, senza che tuttavia questo strumento d'intervento classico le consentisse di allentare ulteriormente la politica monetaria, la Banca nazionale è intervenuta sul mercato valutario contrastando un indesiderato inasprimento delle condizioni quadro della politica monetaria attraverso i tassi di cambio. A tale riguardo si rammenta che nel 2009 in Svizzera si è avuta una fase prolungata di rincaro negativo, in cui la ripresa congiunturale non si è delineata in modo chiaro. Gli interventi effettuati dovrebbero aver contenuto il pericolo di una deflazione e contribuito a superare con celerità la recessione del 2009. In Svizzera il prodotto interno lordo è infatti tornato prima di altri Paesi industrializzati al livello precrisi. Nel 2010 la crescita economica si è attestata al 2,6 per cento e la stabilità dei prezzi - indicatore principale del successo di una politica monetaria - è stata rispettata.
Non è quindi opportuno procedere a una modifica di legge per limitare gli strumenti della BNS.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.