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11.3087 · Mozione · 2011-03-10

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Sulla base della proposta del gruppo di lavoro del DFE concernente il sistema d'importazione della carne, il Consiglio federale è incaricato, nel quadro della PA 2014-2017, di reintrodurre la prestazione all'interno del Paese quale criterio per la ripartizione di una parte di contingenti per l'importazione di carne, in particolare per quella rossa. A tal riguardo va garantito che la reintroduzione del criterio della prestazione all'interno del Paese e il calo dei ricavi delle vendite all'asta a essa correlato non comportino alcuna conseguenza negativa sul piano finanziario per l'agricoltura.

Begründung

A seguito dei dibattiti in seno al Consiglio degli Stati sulla mozione Büttiker 09.3547, "Nuovo sistema d'importazione per la carne", il DFE ha istituito il gruppo di lavoro "Sistema d'importazione della carne". Quest'ultimo è giunto unanimemente alla conclusione che la prestazione all'interno del Paese dovrebbe essere reintrodotta quale criterio per la ripartizione di una parte di contingenti per l'importazione di carne.

Il gruppo di lavoro è giunto a questa proposta poiché l'introduzione della vendita all'asta per la carne ha comportato problemi in determinati segmenti di mercato. In alcuni casi gli animali indigeni non hanno più smercio. Date le strutture di mercato i problemi interessano soprattutto la carne rossa. La situazione è critica per gli animali delle specie ovina, caprina ed equina come pure, in parte, per il bestiame grosso da banco della specie bovina. Per questo motivo la componente della prestazione all'interno del Paese va reintrodotta principalmente per la carne rossa.

Stando alla proposta del gruppo di lavoro, soltanto una parte dei contingenti per l'importazione di carne va ripartita in base alla prestazione all'interno del Paese e pertanto le aziende commerciali continuano ad avere accesso all'importazione di carne. La concorrenza sul mercato d'importazione resta intatta senza discriminare alcun attore.

In sintonia con le richieste della mozione Büttiker 09.3547, la reintroduzione della componente della prestazione all'interno del Paese va attuata in modo che il calo dei ricavi della vendita all'asta non comporti conseguenze negative sul piano finanziario per l'agricoltura. Ciò può essere garantito se la prestazione all'interno del Paese viene reintrodotta per la carne rossa come proposto. I ricavi della vendita all'asta scenderebbero di circa 25 milioni a 160 milioni di franchi. Questi fondi bastano per finanziare i contributi di smaltimento con un importo pari a 50 milioni di franchi e il contributo al freno all'indebitamento con 100 milioni di franchi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dalla consultazione sulla "Politica agricola 2014-2017. Evoluzione della politica agricola negli anni 2014-2017" è sì emerso un notevole sostegno delle cerchie direttamente interessate alla proposta principale del gruppo di lavoro "Sistema d'importazione per la carne" (nuove quote aggiuntive di prestazione all'interno del Paese del 50 per cento per la carne di manzo, vitello e pecora e del 33 per cento per la carne di pollame, cavallo e capra, oltre che per i muscoli di manzo), ma molto spesso con riserva per il caso in cui si dovesse, conseguentemente, ridurre il credito agricolo.

Secondo il Consiglio federale, reintroducendo una prestazione all'interno del Paese aggiuntiva, le minori entrate nella cassa federale a causa dei ricavi più bassi provenienti dalle vendite all'asta dovranno essere compensate nell'ambito delle uscite. Questa è una conseguenza coerente delle decisioni di politica finanziaria (rinuncia ai tagli delle spese agricole e nuovi contributi d'eliminazione), prese con l'introduzione della vendita all'asta nella Politica agricola 2007. In caso di reintroduzione della prestazione all'interno del Paese, il Consiglio federale comincerebbe col ridurre innanzitutto i contributi d'eliminazione in favore dei macelli e dei detentori di bovini e, in secondo luogo, altre uscite a beneficio della produzione animale.

Una parziale reintroduzione della prestazione all'interno del Paese quale criterio di ripartizione dei contingenti doganali limiterebbe in misura considerevole la competitività e genererebbe sul mercato indesiderate rendite d'importazione, che vanno a scapito dei produttori e dei consumatori. Considerato che la maggior parte degli animali, come per esempio il pollame o i bovini, viene macellata in poche aziende di grandi dimensioni, la conseguenza sarebbe una forte concentrazione delle importazioni in dette aziende. Questo, partendo dal presupposto che il numero di macellazioni venga considerato come criterio per la prestazione all'interno del Paese.

Come esposto nel suo messaggio concernente l'evoluzione della politica agricola (Politica agricola 2014-2017), il Consiglio federale ritiene che, per motivi concorrenziali ed economici, l'attuale vendita all'asta sia tuttora il miglior tipo di ripartizione dei contingenti doganali della carne.

Per la carne di manzo e di pecora, tuttavia, il 10 per cento del contingente dovrebbe essere ripartito, come finora, in base alla prestazione all'interno del Paese con il criterio "numero degli animali acquistati all'asta sui mercati pubblici".

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.