Tassa sul CO2 applicata ai carburanti. Conseguenze sulle finanze federali
11.3130 · Postulato · 2011-03-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In seguito al voto di una maggioranza del Consiglio degli Stati volta a consentire al Consiglio federale l'introduzione di una tassa sul CO2 applicata ai carburanti pari a quasi 30 centesimi al litro di benzina o di diesel, chiedo al Consiglio federale di elaborare un rapporto sulle conseguenze di una simile tassa sulle finanze federali in generale e sul finanziamento speciale della circolazione stradale in particolare.
Oltre ad aggiornare le previsioni di perdite fiscali dovute alla fine del turismo del pieno degli automobilisti stranieri in Svizzera (perdite stimate in passato a 600 milioni di franchi all'anno), detto rapporto dovrà modellizzare un eventuale turismo inverso del pieno (benzina e diesel) causato dal fatto che automobilisti svizzeri residenti nelle regioni di frontiera con la Francia, la Germania, l'Austria e l'Italia andrebbero a fare il pieno in questi Paesi dove il costo del carburante alla pompa di benzina sarebbe inferiore al prezzo in Svizzera maggiorato dell'applicazione unilatelare di una tassa sul CO2.
Begründung
- Una tassa sul CO2 sui carburanti implica un aumento supplementare di circa 28 centesimi del prezzo del litro di benzina (senza piombo 95) o di diesel, ossia fr. 2.02 per litro di senza piombo 95 e fr. 2.15 per litro di diesel sulla base delle statistiche sul prezzo dei carburanti pubblicate il 2 marzo 2011 dal TCS. Notabene: questa statistica è aggiornata periodicamente.
- L'aumento renderebbe il prezzo della benzina in Svizzera (fr. 2.02/l) più caro rispetto a quello applicato in Germania (fr. 1.97/l), Francia (fr. 1.96/l), Italia (fr. 1.93/l) e, soprattutto, Austria (fr. 1.67/l).
- L'aumento renderebbe il prezzo del diesel in Svizzera (fr. 2.15/l) più caro rispetto a quello applicato in Germania (fr. 1.82/l), Francia (fr. 1.82/l), Italia (fr. 1.78/l) e, soprattutto, Austria (fr. 1.65/l).
- Prima conseguenza: perdita di circa 600 milioni di franchi all'anno dovuta alla fine del "turismo del pieno" (automobilisti stranieri che acquistano la benzina a buon mercato in Svizzera).
- Seconda conseguenza: perdita supplementare pari a x milioni di franchi all'anno a causa di un possibile turismo del pieno (benzina e diesel) degli Svizzeri residenti nelle zone di frontiera (ginevrini, basilesi, sciaffusani, ticinesi e sangallesi) che acquistano il carburante a buon mercato in Francia, Germania, Italia e, soprattutto, Austria.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La questione delle ripercussioni di un aumento del prezzo dei carburanti sul turismo del pieno non si pone soltanto in relazione con la possibile introduzione di una tassa sul CO2 applicata ai carburanti, bensì anche in merito al necessario aumento a medio termine dell'imposta sugli oli minerali per il finanziamento delle infrastrutture per il trasporto. Inoltre, la tematica verrà affrontata dal Consiglio federale anche nel quadro del rapporto sul postulato presentato dal gruppo liberale-radicale 07.3583, "Riduzione delle emissioni di CO2. Imporre il consumo anziché i veicoli".
Il fenomeno del turismo del pieno in Svizzera, è stato oggetto nel biennio 2009/10 di un ampio studio commissionato dall'Ufficio federale dell'energia e dall'Unione petroliera. Detto studio è fondato su dati di base consistenti e analizza l'evoluzione delle vendite di una parte considerevole dei distributori di benzina svizzeri nel periodo 2001-2008. E per contro praticamente impossibile effettuare delle stime plausibili su un potenziale turismo del pieno all'estero. A tal fine, occorrerebbe infatti disporre di dati dettagliati sui distributori all'estero. Inoltre, mancano valori empirici storici riferiti alla benzina, in quanto negli ultimi anni i prezzi in Svizzera sono sempre stati inferiori a quelli delle zone situate oltreconfine. Per il diesel, una modellizzazione del comportamento alla pompa si rivelerebbe di difficile realizzazione a causa delle diverse specificità dell'industria di trasporto (ad es. pompe di benzina aziendali, limitazioni del pieno applicate a chi varca la frontiera ecc.).
Il Consiglio federale è dell'avviso che i dati di base disponibili sul turismo del pieno siano sufficienti e che le domande sollevate nel postulato sono già esaminate nel quadro del progetto menzionato in precedenza.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.