11.3137 · Mozione · 2011-03-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di garantire che la competenza per la raccolta e il riciclaggio di rifiuti industriali prodotti dalle piccole e medie imprese rimanga a cantoni e a comuni.
Begründung
Con la mozione Schmid 06.3085, "Nessun monopolio nel trasporto e nello smaltimento dei rifiuti industriali", si chiede l'allentamento del monopolio dello smaltimento conferito alle grandi aziende e lo sfruttamento di sinergie fra il trasporto di rifiuti aziendali specifici e quello dei materiali potenzialmente riciclabili puri o di facile separazione.
Le più recenti proposte di attuazione dell'UFAM vanno tuttavia ben oltre la richiesta illustrata. L'ufficio intende ora definire il termine "rifiuti urbani" in modo tale da limitarlo esclusivamente ai rifiuti domestici. L'intento è quello di sottrarre al monopolio pubblico la raccolta dei rifiuti di composizione simile provenienti da industria e commercio e i rifiuti aziendali delle piccole e medie imprese.
Le nuove prescrizioni non comporterebbero pressoché alcun plusvalore aggiuntivo per le aziende di smaltimento, dato che oltre il 90 per cento dei comuni già affidano la raccolta dei rifiuti a ditte private. Va infine sottolineato che, già oggi, il rapporto costi-benefici del settore della gestione dei rifiuti in Svizzera è molto buono.
La nuova definizione implicherebbe inoltre un trasferimento di costi alle economie domestiche, oneri amministrativi e di controllo supplementari per i comuni, discariche abusive nelle strade e un inutile incremento del traffico. L'adozione della nuova definizione del termine eliminerebbe al contempo la base giuridica che conferisce a cantoni, città e comuni la possibilità di riscuotere le tasse di base sui rifiuti nel settore commerciale. Ciò avrebbe ripercussioni massicce sui costi delle prestazioni fornite nell'ambito della raccolta dei materiali potenzialmente riciclabili, dell'allestimento di centri di raccolta pratici per gli utenti, delle consulenze e della divulgazione di informazioni. Infatti, il loro elevato livello rimarrebbe pressoché inalterato e le piccole e medie aziende non dovrebbero nemmeno contribuirvi.
Dovrebbero rimanere invariati anche i percorsi per la raccolta dei rifiuti urbani, tranne quelli svolti esclusivamente nelle zone puramente industriali. La prassi attuale, secondo cui nell'ambito di tali percorsi sono raccolti anche i rifiuti industriali, è ragionevole in un'ottica economico-aziendale ed ecologica. L'esclusione dei rifiuti industriali dai percorsi di raccolta, dovuta alla liberalizzazione del settore, comporta un calo sia dei rifiuti raccolti che del grado di copertura dei costi. Il calo dei proventi dovrebbe essere compensato con tasse più elevate a carico delle economie domestiche senza che queste possano trarne alcun valore aggiunto.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Con la presente mozione si vuole garantire che lo smaltimento dei rifiuti misti generati dalle piccole e medie imprese continui a rimanere un monopolio dello Stato. Secondo l'Ufficio federale di statistica, il 99,6 per cento di tutte le aziende del settore industriale, commerciale, terziario e amministrativo rientrano nella categoria delle piccole e medie imprese. Con la mozione Schmid 06.3085, "Nessun monopolio nel trasporto e nello smaltimento dei rifiuti industriali", del 22 marzo 2006 approvata a larga maggioranza dal Parlamento e inoltrata al Consiglio federale si esige quanto segue: "In particolare, l'ordinanza tecnica sui rifiuti deve essere modificata in modo tale che i rifiuti specifici e non specifici provenienti dal settore industriale, artigianale, terziario e amministrativo non vengano considerati rifiuti urbani ..." Inoltre, si chiede che tali rifiuti non siano più soggetti al monopolio di smaltimento detenuto dallo Stato. La presente mozione contraddice pertanto la mozione Schmid.
Per quanto riguarda l'attuazione della mozione Schmid, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), nell'ambito di diverse riunioni con le cerchie interessate, ha tentato di dare seguito alla decisione del Parlamento in modo tale da garantire che, anche in futuro, lo smaltimento dei rifiuti in questione avvenga il più possibile nel rispetto dell'ambiente e con il massimo dell'efficienza. Attualmente si sta delineando la seguente soluzione: i rifiuti di aziende con fino a nove posti di lavoro a tempo pieno (le cosiddette microaziende) rimarranno soggette al monopolio di smaltimento detenuto dallo Stato. Queste aziende costituiscono l'87 per cento delle aziende del settore industriale, artigianale, terziario e amministrativo. È quindi lecito supporre che continueranno a utilizzare a grande maggioranza i servizi di smaltimento gestiti dallo Stato.
La prevista attuazione della mozione Schmid non comporterebbe trasporti supplementari per lo smaltimento dei rifiuti del rimanente 13 per cento delle aziende non vincolate al monopolio di smaltimento detenuto dallo Stato. Inoltre, le città e i comuni potrebbero continuare ad applicare una tassa di base sullo smaltimento dei rifiuti a quasi l'87 per cento delle aziende. Secondo il Consiglio federale, il pericolo, cui fa riferimento l'autore della mozione, che si formino discariche abusive non sussiste.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.