11.3143 · Mozione · 2011-03-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di ripensare la sua politica e le sue relazioni economiche esterne nei confronti dei regimi dittatoriali dell'Asia centrale ("Helvetistan"). Esso dovrà operare una chiara distinzione nella natura e nell'intensità delle relazioni con questi Stati rispetto a quelle che intrattiene con gli Stati democratici. Nei Paesi autocratici, sono ammesse le attività destinate a migliorare le condizioni di vita della popolazione ma non quelle volte a stabilizzare il regime al potere.
Begründung
Come tutti gli altri Paesi, la Svizzera non ha fatto distinzioni, finora, tra democrazie e autocrazie nelle sue relazioni politiche ed economiche esterne. Non solo si sono intrattenute relazioni diplomatiche, ma si sono anche esportate armi, si è importato il denaro dei potentati e si sono conclusi accordi economici e fiscali, come se la situazione interna del Paese non giocasse alcun ruolo. Questa strategia è però in contraddizione con gli obiettivi di politica estera previsti dall'articolo 54 della Costituzione federale: "La Confederazione ... contribuisce in particolare ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povertà nel mondo, contribuisce a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita." I regimi autocratici hanno invece le seguenti caratteristiche:
- non sono democrazie e nemmeno fingono di esserlo;
- arricchiscono un'élite corrotta e impoveriscono la popolazione;
- si macchiano di continue violazioni dei diritti umani commesse dagli stessi organi statali.
Tali circostanze impediscono alla Svizzera di adottare il medesimo comportamento con i governi autocratici e con le democrazie. E questo anche se la Svizzera deve a questi regimi dittatoriali il suo seggio nel consiglio di amministrazione del FMI: non è una ragione sufficiente per intrattenere relazioni palesemente anticostituzionali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'autore della presente mozione si interroga sul tipo di relazioni che la Svizzera coltiva con Stati che presentano carenze a livello di democrazia. Si tratta di una questione che preoccupa il Consiglio federale, e segnatamente il DFAE, il quale segue gli sviluppi in atto con particolare attenzione.
A tutt'oggi, la democrazia è ben lungi da essere la forma di Stato più diffusa. Dal canto suo, la Svizzera aspira a coltivare con l'estero relazioni stabili e per quanto possibile universali. Di conseguenza, deve accettare di intrattenere rapporti di scambio con Stati che devono ancora realizzare miglioramenti nel campo dei diritti umani, a prescindere dagli sforzi da essi già compiuti per tener fede ai propri impegni internazionali in tale ambito. Il nostro Paese predilige una cultura di dialogo piuttosto che di esclusione e di opposti fronti.
La cooperazione coi i Paesi dell'Asia centrale, condotta in particolare nel quadro delle istituzioni di Bretton Woods, serve in ultima analisi gli interessi degli obiettivi generali di politica estera della Svizzera. Tali interessi comprendono in primo luogo la sicurezza e la stabilità della regione che ci circonda, le nostre possibilità di incidere sulle istituzioni multilaterali e i nostri interessi in campo economico ed energetico. La Svizzera si adopera per promuovere le riforme economiche e politiche negli Stati membri del proprio gruppo di voto e di conseguenza deve anche tener conto della complessa situazione che caratterizza questi Stati. L'appoggio concesso loro dal nostro Paese è destinato soprattutto a migliorare la gestione delle finanze pubbliche e l'accesso ai crediti per favorirne uno sviluppo sostenibile. Vengono realizzati anche programmi di cooperazione tecnica bilaterale destinati a promuovere segnatamente i principi del buongoverno e lo sviluppo della società civile. In determinati Paesi occorre in fin dei conti contribuire alla promozione della pace e al rispetto dei diritti umani, per rafforzare in tal modo i processi di instaurazione della democrazia e favorire la stabilità politica. Per quanto concerne la legislazione applicabile all'esportazione di materiale bellico, essa è applicata con il medesimo rigore a tutti i Paesi, indipendentemente dal fatto che essi facciano o non facciano parte del gruppo di voto della Svizzera in seno alle istituzioni di Bretton Woods.
Il mandato della cooperazione allo sviluppo si fonda sulla legge federale del 24 marzo 2007 sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est (RS 974.1), il cui articolo 1 recita quanto segue: "La Confederazione prende provvedimenti atti a sostenere gli Stati dell'Europa dell'Est nei loro sforzi di attuazione e di consolidamento della democrazia, nonché nella transizione verso l'economia di mercato e nell'instaurazione delle relative strutture sociali." La legge definisce inoltre due obiettivi: il primo dei quali consiste nella promozione e nel rafforzamento dello Stato di diritto e dei diritti dell'uomo, nonché nell'attuazione e il consolidamento del sistema democratico, e il secondo nella promozione di uno sviluppo economico e sociale sostenibile, che favorisca il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. L'atteggiamento assunto dalla Svizzera alla testa del proprio gruppo di voto in seno alle istituzioni di Bretton Woods, della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e del Fondo globale per l'ambiente è atto a contribuire al conseguimento degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo.
Questo tipo di contatti con le autorità dei Paesi interessati è indispensabile per poter contribuire "ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povertà nel mondo, a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita". È impensabile considerare contrarie alla Costituzione queste relazioni.
Il Consiglio federale deplora segnatamente l'utilizzazione del termine "Helvetistan" a designare le sue relazioni con i Paesi dell'Asia centrale; tale termine è a suo giudizio inopportuno.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.