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11.3162 · Mozione · 2011-03-17

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a vincolare gli aiuti concessi dalla Svizzera all'impegno da parte dei dirigenti dei Paesi interessati per realizzare un sistema democratico.

Begründung

Il Consiglio nazionale ha appena trattato la questione dell'entità finanziaria degli aiuti che la Svizzera concederà ai Paesi più poveri a titolo di aiuto allo sviluppo. Durante questi dibattiti sono state sollevate molte questioni riguardanti, in particolare, i Paesi cui la Svizzera dovrebbe dare la priorità, le condizioni che si pongono per i beneficiari e l'efficacia di tali aiuti.

Se è che vero gli aiuti possono alleviare la povertà di taluni e migliorare le condizioni di vita di alcune comunità, essi non potranno mai consentire a un popolo di uscire dalla sua condizione di precarietà se è sottoposto al giogo di una dittatura o di un regime totalitario.

L'introduzione di veri meccanismi democratici in questi Paesi, secondo i criteri delle organizzazioni internazionali che li promuovono, permetterebbe non solo di pacificare numerose regioni del globo, ma anche di rendere possibile un vero sviluppo economico e una migliore efficacia degli aiuti allo sviluppo in questa direzione.

Se non si fa nulla per incitare gli attuali regimi non democratici a realizzare un vero sistema democratico, gli aiuti accordati, indipendentemente dalla loro entità, non riusciranno mai a raggiungere l'obiettivo di ottenere un vero sviluppo dei Paesi interessati e la loro efficacia rimarrà limitata.

La Svizzera infatti non trae alcun vantaggio dal sostenere regimi dittatoriali che si arricchiscono sulla miseria del loro popolo e in cui un'infima minoranza della popolazione beneficia dell'aiuto internazionale, mentre la maggioranza soffre in silenzio.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'obiettivo della cooperazione allo sviluppo della Svizzera non è quello di sostenere i governi, bensì di aiutare le popolazioni povere, di promuovere la sicurezza umana e creare condizioni quadro propizie allo sviluppo. La forma e il grado della collaborazione con le istanze governative dipendono da e variano secondo le circostanze concrete. Se un regime non dispone di strutture democratiche sufficienti e necessarie per una cooperazione efficace, quest'ultima si orienta in primis verso organizzazioni locali e non governative oppure direttamente verso la popolazione interessata.

Spesso, il sostegno a popolazioni povere è particolarmente indicato proprio perché la situazione è precaria per quanto riguarda la democrazia, i diritti dell'uomo e lo stato di diritto. In questi casi, un'interruzione della cooperazione allo sviluppo andrebbe a colpire in particolare le popolazioni già maggiormente svantaggiate.

Nel suo rapporto del 25 agosto 2010 sull'attuazione della condizionalità nel settore della politica estera, il Consiglio federale conclude che una tutela ottimale degli interessi della Svizzera esige un'analisi caso per caso e non può poggiare su una condizionalità rigida. Per ogni situazione, il Consiglio federale esamina tutte le misure possibili. In caso di peggioramento, è preferibile ridurre o riorientare le attività, piuttosto che interromperle del tutto. Tuttavia, la volontà di apertura e di continuità della Svizzera non è mai incondizionata e l'interruzione del dialogo o della cooperazione resta un provvedimento possibile come ultima ratio. Il Consiglio federale è autorizzato a prendere una decisione di questo genere e lo fa se lo giudica opportuno.

Per quanto concerne i movimenti di liberalizzazione politica in corso in Nord Africa, il Consiglio federale ha deciso di sostenere la transizione democratica in Egitto e in Tunisia, come pure in qualsiasi altro Paese della regione in cui ce ne fosse la necessità, allo scopo di contribuire all'instaurazione di una democrazia stabile. Il Consiglio federale sta esaminando le modalità del sostegno a questo processo di transizione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.