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11.3283 · Interpellanza · 2011-03-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Cosa intende fare il Consiglio federale per proteggere la popolazione della Svizzera da una possibile catastrofe nella centrale nucleare di Fessenheim?

Ha intenzione di intervenire presso le autorità francesi per indurle a disattivare tale impianto?

Begründung

Per la sua età e per la sua posizione, la centrale nucleare francese di Fessenheim costituisce un pericolo per la Svizzera. Basilea si trova a soli 38 chilometri di distanza da essa. Questa centrale viene esercitata senza tenere adeguatamente conto del pericolo di terremoti esistente nel sito. La centrale è esposta a un rischio di inondazione, in caso di rottura degli argini del canale secondario del Reno. E nel suo esercizio normale è soggetta a frequenti avarie, che fanno presupporre una carente cultura della sicurezza.

Gli esperti dicono che valutare il pericolo sismico sulla base degli eventi storici non corrisponde più allo stato attuale della scienza (approccio deterministico). Oggi, tale valutazione deve basarsi essenzialmente su un'analisi probabilistica: non solo i grandi terremoti, ma anche quelli più piccoli devono essere presi in considerazione, perché potrebbero portare alla distruzione dell'impianto nucleare a causa delle sue caratteristiche costruttive.

Nel quadro della verifica decennale, sono stati recentemente effettuati lavori per la riduzione del rischio sismico nel settore secondario dell'impianto (per es. nuovo fissaggio dei trasformatori e di componenti elettrotecnici), ma non nel circuito primario, decisivo ai fini della fuoriuscita di radioattività. Sono stati apportati miglioramenti a dettagli periferici, ma nella zona del nocciolo del reattore non si è fatto nulla. Per la popolazione svizzera, questa centrale nucleare rappresenta quindi un rischio elevato.

Stellungnahme des Bundesrates

In considerazione di quanto emerso nel quadro della Commission franco-suisse de sûreté nucléaire et de radioprotection (CFS), il Consiglio federale non ritiene che vi siano ragioni per compiere passi di carattere diplomatico. Non esistono basi legali nel diritto svizzero o nel diritto internazionale che consentano al Consiglio federale di indurre il governo francese a disattivare la centrale nucleare di Fessenheim. Il collegio è consapevole del fatto che le questioni concernenti l'energia nucleare e la sicurezza degli impianti debbano essere maggiormente discusse a livello internazionale. È quindi disposto ad affrontare questi temi con il governo francese. Il competente ministro francese ha confermato al capo del DATEC, in occasione della sua visita a Parigi del 2 maggio 2011, che la Francia effettuerà verifiche della sicurezza delle proprie centrali nucleari.

Inoltre, il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo e i capi dei governi dell'UE hanno deciso di sottoporre le 143 centrali nucleari dell'Unione europea a stress tests facoltativi sulla base di criteri unitari. Questa decisione riguarda anche la centrale nucleare di Fessenheim. Secondo il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, tutti i risultati saranno pubblicati entro la fine dell'anno. È vero che a livello di UE non è ancora stabilito quali conseguenze potrebbe avere un eventuale esito negativo di queste verifiche. In un caso del genere, tuttavia, verrebbe certamente esercitata una forte pressione affinché le centrali interessate siano chiuse o ammodernate.

Nel quadro della CFS, gruppi di lavoro e di esperti si occupano del tema della protezione in caso di emergenza. Si tratta in particolare di informarsi reciprocamente sulla situazione attuale e sui cambiamenti di impostazione e le nuove tendenze in questo settore. Gli incontri di questi gruppi si svolgono regolarmente. In caso di evento, le autorità competenti lavorano a stretto contatto fra loro. Gli specialisti francesi e svizzeri effettuano regolarmente ispezioni comuni in impianti nucleari e su sistemi di radioprotezione di entrambi i Paesi e partecipano come osservatori a esercitazioni d'emergenza dell'altra parte. La Svizzera apprezza molto questa collaborazione bilaterale e la considera particolarmente istruttiva.

Risposta del Consiglio federale.