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Regole sulla formazione dei prezzi delle aziende elettriche che promuovano l’efficienza energetica e introduzione del decoupling in Svizzera

11.3378 · Interpellanza · 2011-04-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. La situazione di partenza per le regole relative alla formazione dei prezzi sul mercato dell'elettricità è simile a quella svizzera per quanto concerne gli Stati americani con mercati completamente liberalizzati, come il Maryland o New York. Ciò non significa che il sistema del cosiddetto decoupling potrebbe essere introdotto anche nel nostro Paese?

2. Quale percentuale di consumo di elettricità è coperta dalle 100 maggiori aziende elettriche svizzere?

3. In vista dell'introduzione del decoupling, quali leggi e ordinanze dovrebbero essere adeguate?

4. Quale effetto positivo sull'efficienza energetica ci si potrebbe attendere dall'introduzione del decoupling in Svizzera?

5. Quali sono i parametri determinanti affinché l'effetto positivo sull'efficienza energetica possa essere massimizzato?

6. Il Consiglio federale è disposto a presentare una proposta per l'introduzione del decoupling in Svizzera?

7. Se non dovesse ancora essere in grado di rispondere alle domande avanzate nella presente interpellanza, il collegio è disposto a commissionare uno studio sulla problematica posta?

Begründung

Oggi le aziende elettriche possono aumentare i loro utili solo incrementando le vendite di elettricità. Di conseguenza, è naturale che non abbiano interesse ad aumentare l'efficienza energetica dei loro clienti. Per ribaltare questo sistema, occorrerebbe separare gli utili delle aziende dalle loro vendite, come avviene con successo già da anni in alcuni Stati americani con il decoupling. In altre parole, mediante la regolazione delle tariffe, all'azienda elettrica verrebbe garantito ogni anno un certo utile, a prescindere dall'elettricità venduta. Di conseguenza, le aziende perderebbero l'incentivo ad aumentare sempre più le loro vendite, anzi potrebbero addirittura conseguire maggiori utili, a condizione di vendere meno energia e motivare invece la loro clientela a prendere misure a favore di una maggiore efficienza energetica o a risparmiare elettricità, con la libertà di scegliere gli strumenti per raggiungere questo scopo.

Questo sistema potrebbe sembrare di primo acchito un pesante intervento incompatibile con la liberalizzazione del mercato, che in Svizzera è stata in parte realizzata e presumibilmente sarà completata entro il 2015. Il decoupling lascia alle aziende elettriche una grande flessibilità nello scegliere la loro politica aziendale ed è realtà anche in quegli Stati americani dove è avvenuta la completa liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica, come ad esempio nel Maryland e a New York.

Antrag des Bundesrates

Risposta dell'Ufficio.

Stellungnahme des Bundesrates

A seguito degli eventi verificatisi in Giappone, il 23 marzo 2011 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di mettere a punto nuovi scenari energetici nonché piani d'azione e di provvedimenti. I lavori verteranno in particolare sui seguenti tre scenari, rilevanti in termini di approvvigionamento elettrico:

- Variante 1: mantenimento dell'attuale mix di corrente elettrica ed eventuale sostituzione anticipata delle tre centrali nucleari più vecchie, a garanzia della maggiore sicurezza possibile.

- Variante 2: le centrali nucleari non verranno sostituite al termine del loro ciclo di vita.

- Variante 3: abbandono anticipato del nucleare; le attuali centrali nucleari verranno disattivate prima del termine del loro ciclo di vita.

Il Consiglio federale vuole essere informato circa i potenziali di queste tre varianti, le ulteriori misure di incentivazione da adottare e i tempi necessari per l'attuazione. Inoltre, intende analizzare in modo più approfondito in particolare i provvedimenti da adottare nei settori smartenergy, smartgrid, reti, efficienza energetica, energie rinnovabili, ricerca e sviluppo come pure impianti pilota e di dimostrazione.

Nel corso della revisione delle basi della politica energetica, saranno esaminate le questioni sollevate nella presente interpellanza. In particolare per quanto riguarda le domande 3, 4, 6 e 7, il Consiglio federale vuole attendere gli esiti della revisione prima di dare una risposta.

1. In linea di principio, il decoupling non è compatibile con un mercato liberalizzato. In tale sistema, il regolatore fissa i ricavi che le imprese di approvvigionamento elettrico, cioè le aziende che gestiscono la rete e nel contempo si occupano della vendita e della produzione, sono autorizzate a conseguire e quindi interviene sulla formazione dei prezzi di dette aziende. In un mercato liberalizzato, un intervento di questo tipo è possibile solo sulla quota della tariffa elettrica relativa all'utilizzazione della rete, ma non su quella relativa all'energia. Poiché un gestore di rete è indipendente dalla produzione e dalla vendita di energia, l'incentivo derivante dalla separazione tra fatturato e utili nella vendita di elettricità non ha più effetto. Va aggiunto il fatto che il settore delle reti elettriche è regolato come monopolio naturale. L'applicazione del decoupling alle tariffe della rete complicherebbe notevolmente la regolazione dei costi della stessa e farebbe aumentare il fabbisogno di risorse come pure i costi. Inoltre i produttori continuerebbero ad avere un incentivo ad ampliare le loro vendite.

Il mercato elettrico degli Stati americani di New York e del Maryland è solo parzialmente liberalizzato. Nel Maryland i consumatori finali possono scegliere liberamente il loro fornitore oppure continuare a rimanere clienti del servizio universale. Il decoupling riguarda solo questi ultimi. A New York, il "Revenue Decoupling Mechanism" si applica soltanto ai costi fissi della rete. L'incentivo rimane, poiché a New York i gestori di rete non devono essere indipendenti dai settori produzione e compravendita (disgiunzione). La disgiunzione ("unbundling") è un presupposto importante per la liberalizzazione del mercato ed è attuata dalla legislazione europea e, in Svizzera, dalla legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7). Secondo la US Energy Information Administration (EIA), nel 2008, nello Stato americano di New York, sono stati venduti in totale 144 terawattora, di cui 82 terawattora ai clienti del servizio universale (con decoupling) e 62 terawattora a clienti del libero mercato (senza decoupling). Nel Maryland sono stati venduti in totale 63 terawattora, di cui 37 terawattora a clienti del servizio universale e 26 terawattora a clienti sul libero mercato.

2. I dati disponibili, tra cui quelli della statistica dell'elettricità dell'Ufficio federale dell'energia, non permettono di rispondere a questa domanda con esattezza. L'unico dato proviene dalla statistica finanziaria delle imprese di approvvigionamento elettrico, che viene elaborata per la Statistica dell'elettricità mediante un sondaggio su base volontaria. Nel 2009 sono state rilevate 174 imprese che, secondo le stime, rappresentano il 95 per cento dell'intera produzione di elettricità e il 59 per cento della distribuzione ai clienti finali. Non è possibile estrapolare da questi dati indicazioni sulle 100 maggiori imprese di approvvigionamento elettrico, in quanto la scelta di imprese non è rappresentativa. Anche se il sondaggio ha permesso di rilevare i dati di grandi società come ALPIQ, AXPO, BKW, CKW e EGL, non è certo che siano state prese in considerazione tutte le 100 maggiori imprese.

5. Il decoupling, da solo, non aumenta l'efficienza energetica, ma toglie all'impresa soltanto l'incentivo ad aumentare i propri utili mediante un incremento delle vendite di elettricità, a condizione che il comprensorio di approvvigionamento e il mandato di approvvigionamento rimangano immutati. Il decoupling deve quindi essere accompagnato da altri strumenti, come ad esempio gli obiettivi di efficienza energetica per le imprese di approvvigionamento elettrico (decoupling plus). La stabilizzazione del consumo di energia elettrica pro capite raggiunta in California negli ultimi trent'anni non è dovuta soltanto all'introduzione del decoupling, ma piuttosto a una politica energetica globale, che promuove l'efficienza energetica con diversi strumenti (decoupling, decoupling plus, standard di efficienza per edifici e apparecchi elettrici, possibilità di computare i costi dei programmi di efficienza energetica delle imprese nei loro costi regolati, tariffe elettriche progressive, politica climatica ambiziosa, ecc.). È determinante scegliere una combinazione di strumenti adeguata. Per quanto riguarda la Svizzera, tale scelta è oggetto della revisione delle basi della politica energetica.

Risposta dell'Ufficio.