Invasione di hard discount. Conseguenze per la pianificazione del territorio, la protezione dell'ambiente e il consumo energetico
11.3406 · Interpellanza · 2011-04-14
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Attualmente, nell'ambito del commercio al dettaglio, si stanno pianificando su spazi verdi più di 120 filiali che rientrano nella catena di distribuzione di generi alimentari o di altri beni di consumo (segmento hard discount). Si tratta di strutture commerciali su un solo livello che si estendono su grandi superfici di vendita, ma che non sottostanno a un esame dell'impatto ambientale (EIA), poiché la loro superficie è inferiore a 7500 metri cubi e la struttura commerciale prevede meno di 500 parcheggi. Questo boom edilizio comporta però conseguenze negative: perdita importante di spazi verdi, aumento del traffico dovuto ai camion dei fornitori e alle automobili della clientela, dislocazione di PMI con personale altamente qualificato a favore di un'implementazione di posti di lavoro mal retribuiti. Per ragioni di competitività, gli hard discount "obbligano" per esempio anche Migros e Coop a prevedere aree di vendita su questi spazi verdi. Inoltre, quest'evoluzione mette in pericolo il commercio sviluppatosi sul piano locale; i piccoli negozi al dettaglio situati nei centri storici non riescono più a continuare la loro attività e si vedono costretti a chiudere i battenti.
Alla luce di queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. La Confederazione ha la possibilità di decretare immediatamente una moratoria alla costruzione di centri commerciali che non sottostanno all'EIA?
2. In caso di risposta negativa: quali basi legali bisognerebbe prevedere per decretare una moratoria alla costruzione, su spazi verdi, di centri commerciali che possono essere edificati senza EIA?
3. Il Consiglio federale ritiene necessario emanare regole più chiare e incisive su tutto il territorio nazionale in relazione alla costruzione su spazi verdi di centri commerciali, in particolare nel segmento hard discount?
4. In alcuni Länder austriaci vige una limitazione per la superficie lorda destinata alle aree di vendita di beni di consumo quotidiani (o di merci trasportabili a mano, senza l'ausilio di un'automobile). Buona parte della cifra d'affari registrata dai commercianti scaturisce proprio dalla vendita di questo tipo di beni di consumo. Se l'area di vendita è limitata, la maggior parte dei centri commerciali situati su spazi verdi non è più redditizia. A giudizio del Consiglio federale è possibile introdurre una regolamentazione nazionale al fine di limitare le ripercussioni negative dovute ai grandi centri commerciali costruiti sugli spazi verdi?
5. Se il Consiglio federale non è ancora in possesso delle informazioni necessarie per rispondere alle domande della presente interpellanza, è disposto a commissionare un apposito studio?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:
1./3. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la costruzione di centri commerciali su spazi verdi è in contrasto con il principio dell'utilizzazione parsimoniosa del suolo. In virtù della ripartizione costituzionale delle competenze nell'ambito della pianificazione del territorio (art. 75 della Costituzione), la responsabilità generale del rilascio di norme edilizie e, di conseguenza, anche per la pianificazione dei centri commerciali spetta ai cantoni e ai comuni. Per il rilascio di una tale autorizzazione si devono considerare pure le ripercussioni regionali e le relative politiche settoriali interessate dalla costruzione. Alla luce di ciò, il diritto costituzionale non permette di emanare prescrizioni nazionali in relazione alla costruzione di centri commerciali e, più in particolare, di hard discount. Le medesime considerazioni valgono per la possibilità di decretare una moratoria immediata.
Al fine di soddisfare una certa armonizzazione cantonale nella pianificazione per la scelta dell'ubicazione, gli Uffici federali della pianificazione territoriale (ARE) e dell'ambiente (UFAM) - congiuntamente ai cantoni e alle città nonché alle grandi catene di distribuzione Migros e Coop - hanno elaborato delle raccomandazioni riguardanti, tra l'altro, anche i centri commerciali (ARE/UFAM: 2006, Grandi generatori di traffico nel piano direttore cantonale). In queste raccomandazioni vengono proposti dei criteri di valutazione per la scelta di un'ubicazione adeguata.
Per i casi più gravi, l'articolo 37 della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700) prevede che, a determinate condizioni, il Consiglio federale possa stabilire zone d'utilizzazione transitorie, ad esempio laddove territori agricoli particolarmente idonei sono direttamente minacciati. Il Consiglio federale si riserva la possibilità di ricorrere a questa facoltà per casi dove sussiste un bisogno particolare e specifico.
Inoltre, se un nuovo azzonamento fosse contrario a quanto previsto ad esempio dall'articolo 15 LPT, la Confederazione potrebbe interporre ricorso contro questo cambiamento di destinazione.
4. Siccome i centri commerciali menzionati dall'autore dell'interpellanza si ripercuotono anche sullo sviluppo a lungo termine degli insediamenti e sulla struttura di approvvigionamento esistente, al fine di garantire la necessaria armonizzazione i piani direttori cantonali o i programmi d'agglomerato rappresentano gli strumenti ideali per definire i siti adatti sotto il profilo della pianificazione territoriale e, in considerazione dei criteri auspicati, per le estensioni e i tipi di utilizzazione del suolo.
Da parte dei cantoni, non vi sono riserve sul fatto che la Confederazione debba prevedere disposizioni legali più restrittive rispetto agli strumenti tuttora vigenti e alle misure avanzate nella revisione parziale della legge sulla pianificazione territoriale in discussione in Parlamento (10.019; ad esempio l'obbligo di un'armonizzazione sovracomunale, sufficienti capacità sulla rete stradale esistente, strategia per la gestione dei parcheggi al fine di promuovere i trasporti pubblici e il traffico lento, compensazione di superfici delle medesime dimensioni in caso di riserve di utilizzazione).
5. Alla luce delle spiegazioni fornite ai punti 1 e 3, la risposte alla domanda 2 e l'elaborazione di misure concrete necessitano un approfondimento della questione con il coinvolgimento dei cantoni. In un tale contesto, occorre pure esaminare se una moratoria sia effettivamente il mezzo ideale che giustifica il fine oppure se non ci siano altre misure più promettenti e di successo. Il Consiglio federale è disposto ad intraprendere i passi necessari in tal senso.
Risposta del Consiglio federale.