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11.3427 · Mozione · 2011-04-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare le condizioni quadro giuridiche necessarie per rendere obbligatoria, in caso di rinnovo, sostituzione o nuova costruzione di grandi impianti di riscaldamento con potenza superiore a 1 megawatt, l'utilizzazione del calore residuo degli impianti d'incenerimento dei rifiuti urbani, dei processi industriali, del calore geotermico, del calore solare e della biomassa. In caso di utilizzazione della biomassa, il grado d'efficacia minimo deve essere fissato in modo tale da non rendere più possibile l'impiego esclusivo per scopi termici. I contributi d'incentivazione conformemente alla legge sull'energia (LEne) devono essere concepiti in modo tale da permettere un'immissione a copertura dei costi del calore e dell'elettricità.

Begründung

In Svizzera esistono circa 2500 bruciatori a combustibili fossili di grandi dimensioni aventi una potenza complessiva di circa 8800 megawatt. Già da molti anni, alcuni cantoni come quello di Zurigo hanno previsto per i bruciatori di grandi dimensioni l'obbligo di pianificare una riserva in termini di spazio per poter passare successivamente a una produzione combinata di elettricità e di calore. Ma non basta questo per produrre elettricità. Un obbligo a livello federale unito a contribuiti globali strutturati di conseguenza e alla rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica risolverebbe, a livello federale, in particolare anche la questione della sopportabilità economica, facendo cadere un importante ostacolo.

In assenza di fonti di calore residuo a livello locale e di calore geotermico o solare, esiste un potenziale residuo considerevole nel settore del legno (31 PJ) e del biogas (26 PJ). Questi sono disponibili in modo durevole e possono essere bruciati negli impianti di cogenerazione oppure nelle centrali termoelettriche a blocco per produrre contemporaneamente elettricità. Poiché due terzi dei bruciatori a combustibili fossili di grandi dimensioni si trovano in zone approvvigionate con gas naturale, potrebbero essere costruite anche delle piccole centrali a gas naturale che proverebbero l'impiego del biogas con appositi certificati. Secondo una stima, potrebbero sorgere circa un migliaio di centrali termiche a biomassa di piccole dimensioni che produrrebbero circa 5 terawattora di elettricità (9 per cento del consumo svizzero) e ridurrebbero le emissioni di CO2 di circa 2, 5 milioni di tonnellate vista la minor necessità di bruciatori fossili di grandi dimensioni (5 per cento delle emissioni di gas a effetto serra della Svizzera ovvero 25 per cento della quantità fissata nell'obiettivo di riduzione entro il 2020). Si tratta di produrre essenzialmente elettricità durante l'inverno, produzione tra l'altro ben regolabile. Visti i numerosi siti di ubicazione delle centrali e in particolare anche la disponibilità di biomassa nelle regioni periferiche e di montagna, resa possibile grazie all'agricoltura e alla selvicoltura, questa soluzione presenterebbe un notevole potenziale per l'economia regionale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

A seguito degli eventi verificatisi in Giappone, il 23 marzo 2011 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di mettere a punto nuovi scenari energetici nonché piani d'azione e di provvedimenti. I lavori vertono in particolare sui seguenti tre scenari, rilevanti in termini di approvvigionamento elettrico: mantenimento dell'attuale mix di corrente elettrica ed eventuale sostituzione anticipata delle tre centrali nucleari più vecchie, a garanzia della maggiore sicurezza possibile (variante 1); nessuna sostituzione delle centrali nucleari esistenti al termine del loro ciclo di vita (variante 2); abbandono anticipato del nucleare, le attuali centrali nucleari verranno disattivate prima del termine del loro ciclo di vita (variante 3).

Sulla base dei risultati di questi lavori, il 25 maggio 2011 il Consiglio federale si è espresso a favore di un futuro approvvigionamento elettrico sulla base della variante 2.

In vista del nuovo orientamento della politica energetica, entro l'autunno 2011 il Consiglio federale esaminerà una serie di misure che contribuiranno ad attuare la variante 2.

L'incremento della produzione combinata di elettricità e di calore negli impianti di cogenerazione sarà un importante elemento dei temi da analizzare. Nell'ambito dell'attuazione della mozione Leutenegger Filippo 08.3671, "Sfruttare la tecnologia della cogenerazione", si sta già elaborando una strategia per gli impianti di cogenerazione a combustibili fossili. Sarà disponibile verso fine anno e, oltre a stime sul potenziale, illustrerà anche possibili misure di incentivazione.

Una promozione di questa tecnologia deve tenere conto, oltre che dei potenziali disponibili, in particolare, anche del fatto che oggi, in Svizzera, i combustibili fossili non sono praticamente impiegati nella produzione di energia elettrica. Senza ricorrere a misure di compensazione, gli impianti di cogenerazione che utilizzano combustibili fossili producono nettamente più emissioni di CO2 dei riscaldamenti a sola combustione fossile. Gli impianti di cogenerazione che utilizzano le energie rinnovabili beneficiano già oggi della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC). I potenziali ancori sfruttabili, benché in modo limitato, sono tuttora considerevoli soprattutto nei settori biomassa (legno) e rifiuti urbani. La geotermia, invece, sarebbe quasi illimitatamente sfruttabile se il calore potesse essere commercializzato in modo economicamente sostenibile. Nell'ambito dei vantaggiosi impianti che si basano sulla tecnologia "Hot-Dry-Rock" (rocce calde e secche), la necessità di svolgere ricerca è tuttavia ancora molto elevata.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.