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Risolvere in uno spirito democratico i problemi istituzionali posti dalla via bilaterale

11.3434 · Mozione · 2011-04-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a presentare all'Unione europea una soluzione ai problemi istituzionali posti dalla via bilaterale articolata sui tre principi seguenti:

- la Svizzera non passerà dall'adozione autonoma al recepimento automatico del diritto UE;

- la risoluzione delle controversie sarà affidata a una nuova autorità comune al di sopra dei comitati misti;

- i diritti popolari, segnatamente il diritto di referendum e i diritti di partecipazione dei Cantoni, non sono negoziabili.

Se non si giungerà a un accordo entro la fine del 2012, il Consiglio federale proclamerà il fallimento della via bilaterale e sottoporrà alle Camere federali delle proposte per impostare le relazioni con l'UE su nuove basi.

Begründung

La gestione di circa 120 accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE è giunta al limite. L'UE chiede pertanto alla Svizzera:

1. il recepimento automatico del diritto europeo;

2. il recepimento automatico della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee;

3. la creazione di un'autorità incaricata della sorveglianza dell'applicazione del diritto;

4. nuovi meccanismi di risoluzione delle controversie.

L'8 febbraio 2011, il presidente della Commissione Barroso ha indicato chiaramente che per proseguire l'integrazione della Svizzera nel mercato unico europeo è fondamentale risolvere questi problemi istituzionali. A una simile conclusione sono giunti anche il Consiglio dell'UE, in un rapporto del 14 dicembre 2010 contenente un'analisi esaustiva delle relazioni tra l'UE e gli Stati dell'AELS, e il Parlamento europeo, in una risoluzione del 7 settembre 2010. Va ricordato che a seguito della ratifica del trattato di Lisbona, tutti i trattati importanti, compresi quelli con la Svizzera, sono soggetti all'approvazione del Parlamento europeo.

Il Consiglio federale non ha spiegato a sufficienza alle Camere federali e all'opinione pubblica a che punto la via bilaterale è oggi compromessa a causa della mancata soluzione delle questioni istituzionali. La stessa constatazione vale per l'adozione del diritto europeo su vasta scala praticata da anni e definita in modo fuorviante come "autonoma".

Il Consiglio federale deve pertanto proporre al più presto soluzioni volte a fornire una risposta democratica a questi problemi istituzionali e rivolgersi all'opinione pubblica in un linguaggio chiaro. In caso contrario, si rischia l'incertezza giuridica e il blocco totale di tutti i dossier bilaterali riguardanti l'accesso della Svizzera al mercato unico europeo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale verifica correntemente gli strumenti di politica europea, anche di recente nel quadro del suo rapporto del 17 settembre 2010 sulla valutazione della politica europea della Svizzera. Il 26 gennaio 2011 il Consiglio federale ha preso una decisione di principio pronunciandosi in favore di un approccio unitario e coordinato nel quadro della via bilaterale. Le discussioni sulla concretizzazione di questo approccio sono tuttora in corso.

Le questioni istituzionali menzionate nella mozione sono un elemento importante delle relazioni tra la Svizzera e l'UE e svolgono pure un ruolo rilevante nel quadro delle negoziazioni già in corso su vari dossier. In vista della concretizzazione dell'approccio globale e coordinato, il 4 maggio 2011 il Consiglio federale ha deciso di approfondire tali questioni istituzionali incaricando il DFAE/DFE, in collaborazione con il DFGP, di sottoporgli delle opzioni concrete. Si tratta sostanzialmente dei principi menzionati nel Rapporto sulla politica estera 2009 e attuati nell'ambito della modifica dell'Accordo sulla facilitazione e la sicurezza doganale. Il Consiglio federale intende inoltre fare analizzare altri due aspetti: ha infatti deciso di commissionare una perizia esterna per la vigilanza sull'applicazione degli accordi da un lato e di sentire il parere del Tribunale federale per l'interpretazione degli accordi dall'altro.

Il Consiglio federale prenderà atto dei risultati di questi lavori e a tempo debito deciderà sulle ulteriori tappe per concretizzare la politica europea.

Il Consiglio federale è convinto che la discussione interna sugli aspetti istituzionali così come i negoziati con l'UE debbano essere condotti in modo accurato al fine di salvaguardare al meglio gli interessi della Svizzera. Solo così sarà possibile consolidare la via bilaterale nel rispetto della sovranità svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.