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11.3526 · Mozione · 2011-06-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di abolire le misure volte a limitare l'ammissione ai posti di studio. Il nostro Paese potrebbe così formare sufficiente personale specializzato e promuovere a lungo termine le nuove leve svizzere in tutte le discipline scientifiche.

Begründung

L'economia svizzera soffre di una penuria di personale specializzato, soprattutto nei settori della sanità, delle scienze, della tecnica e dell'informatica. Il settore più toccato è quello della sanità. Da un'inchiesta pubblicata nel febbraio 2010 è emerso che in Svizzera quasi un medico assistente su due ha conseguito il diploma all'estero. Questa situazione è insoddisfacente sia nell'ottica formativa, sia in quella migratoria. L'associazione H+, che rappresenta gli interessi degli ospedali, ritiene che la Svizzera abbia bisogno del doppio di medici rispetto a quelli attualmente in formazione. Gli svizzeri interessati non mancano, e avrebbero anche le capacità richieste, solo che i posti di studio sono ridotti artificialmente dal numerus clausus. Per uno svizzero è dunque più difficile accedere agli studi di medicina che non per gli studenti di altri Paesi. Il numerus clausus non è uno strumento di gestione strategica adeguato, anzi, si sta rivelando un ostacolo discriminatorio nei confronti degli studenti elvetici. Abolendo le limitazioni di ammissione non si pregiudica la qualità dell'offerta, che dipende non solo dal numero di studenti, ma anche dall'organizzazione e dalla struttura dei percorsi formativi. Sono necessarie riforme, e queste non possono essere aggirate semplicemente con il numerus clausus. Inoltre i test di ammissione in uso si prestano solo limitatamente a valutare l'idoneità dei candidati per un determinato indirizzo di studio.

Il criterio fondamentale per l'ammissione a uno studio è e resta la maturità. Per garantire la qualità di questo titolo occorre definire standard uniformi al fine di appianare le differenze cantonali e procedere a una perizia qualitativa degli esami di maturità.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'introduzione o la revoca di limitazioni d'ammissione ai cicli di studio delle università o delle scuole universitarie professionali rientra nelle competenze dei cantoni. Per questa ragione la Confederazione non ha la possibilità d'intervenire concretamente in detto settore. Può tuttavia elaborare documenti per migliorare la valutazione del fabbisogno di formazione, affinché i cantoni adottino misure coordinandosi tra loro.

Tali documenti sono disponibili per il settore delle cure sanitarie (cfr. Masterplan formazioni professionali sanitarie 2010 - 2015). In questo contesto, il Consiglio federale sostiene le misure volte ad assicurare un'offerta di formazione orientata al fabbisogno, che comprende anche la creazione di nuovi posti di formazione e praticantato su tutto il territorio nazionale e a tutti i livelli (formazione professionale di base e superiore, scuole professionali universitarie).

Per quanto concerne il settore della medicina umana, nell'autunno 2011 sarà pubblicato un rapporto con dati sul fabbisogno in materia di formazione (redatto in adempimento della mozione Fehr Jacqueline 08.3608, "Una strategia per combattere la mancanza di medici e promuovere la medicina di base"). Negli altri settori delle scienze naturali, della tecnica e dell'informatica, la situazione si presenta diversamente. In questi cicli di studio non viene applicato il principio del numerus clausus. La penuria di personale specializzato emersa in alcuni settori è da ricondurre ad altri fattori. Il 1° settembre 2010, il Consiglio federale ha approvato un rapporto su questo tema e ha emanato raccomandazioni per incentivare gli studi nelle materie del cosiddetto settore MINT (scienze matematiche, informatiche, naturali e tecniche). Per i prossimi anni è atteso un aumento del numero degli studenti nel settore MINT, dettato dalle priorità didattiche fissate dalle scuole universitarie.

Nella sua risposta all'interpellanza Gutzwiller 09.3210, "Attrattiva degli studi di medicina", il Consiglio federale ha già spiegato che è necessario formare un numero maggiore di medici. Tale affermazione mantiene la sua validità. Per contro, il Consiglio federale ritiene che la revoca del numerus clausus o delle limitazioni di ammissione non porterà al risultato atteso. Va inoltre sottolineato che, nonostante il numerus clausus non sia applicato nelle università di Ginevra, Losanna e Neuchâtel, il numero di medici formati in tali istituti non è molto superiore, poiché la selezione interna avviene dopo i primi due anni di studio.

Anche per il prossimo anno accademico 2011/12, le domande di ammissione allo studio della medicina umana supera di quattro volte i posti disponibili: fino alla metà di febbraio 2011 si erano iscritti 4100 candidati, mentre le capacità di formazione annunciate dalla Conferenza dei rettori delle università svizzere sono quantificate a 1064 posti. L'ammissione di tutti i candidati porterebbe indubbiamente a un peggioramento della qualità della formazione.

Un ulteriore significativo ostacolo per la formazione dei medici è costituito dalle capacità cliniche disponibili e, di conseguenza, dal numero di pazienti che si mettono a disposizione per la formazione. La penuria di capacità cliniche rende indispensabile una selezione, che è condotta prima dell'inizio degli studi o durante i primi semestri.

L'abolizione del numerus clausus non fornisce pertanto alcun contributo alla soluzione del problema. Gli studenti devono essere selezionati in modo tale che siano ammessi agli studi soprattutto coloro che hanno maggiori probabilità di concludere con successo il ciclo di studio scelto. In questo senso, l'esame d'idoneità attualmente in uso rappresenta un valido strumento predittivo del successo negli studi. I tassi di successo nelle università che applicano il numerus clausus sono compresi tra l'80 e il 90 per cento, mentre laddove esso non è applicato la quota si situa attorno al 50 per cento, a causa della selezione praticata internamente agli istituti. Eventuali modifiche nella procedura di selezione entrano in linea di conto se si dimostrano atte a prevedere meglio, rispetto a quanto possibile sinora, il successo accademico e l'idoneità professionale. A tutt'oggi, il Consiglio federale non è a conoscenza di simili procedure.

Il Consiglio federale approva qualsiasi iniziativa dei cantoni finalizzata a incrementare i posti di formazione e a utilizzare più efficacemente le capacità disponibili (percentuale di persone che concludono una formazione). Tuttavia, come accennato in precedenza, non può intervenire nella sfera di competenza dei cantoni. La nuova legge federale sull'aiuto alle scuole universitarie e sul coordinamento nel settore universitario svizzero (LASU) conferisce al nuovo organo comune di Confederazione e cantoni, la Conferenza universitaria svizzera, la competenza di coordinare le limitazioni d'accesso ai singoli cicli di studio.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.