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11.3549 · Mozione · 2011-06-15

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

In merito alla sua decisone di abbandonare l'energia nucleare, il Consiglio federale è incaricato di presentare un decreto federale che possa essere sottoposto a referendum. In tale decreto, o nel relativo messaggio, deve essere contenuto un masterplan che indichi:

1. fino a quando le singole centrali resteranno presumibilmente in esercizio;

2. come si intende sostituire la quota di energia nucleare indigena, attualmente pari a circa il 40 per cento, che verrà a mancare;

3. quali ripercussioni i cambiamenti nella produzione di energia elettrica avranno sulle reti di distribuzione;

4. quali investimenti e che tipo di impegno da parte delle Stato saranno necessari;

5. quali scenari si prevedono per i prezzi dell'energia in seguito a questi cambiamenti;

6. come devono essere valutate le opportunità e i rischi economici e tecnologici per la Svizzera.

In particolare, il Consiglio federale deve illustrare:

- di quanto il consumo di energia elettrica può essere ridotto attraverso risparmi e una migliore efficienza energetica, e con quali strumenti si può raggiungere questo obiettivo;

- in quale misura occorre aumentare la produzione di energia elettrica a partire dalla forza idrica indigena e da altre fonti rinnovabili (sole, vento ecc.), e quali investimenti di carattere pubblico o privato sono necessari a tale scopo;

- con quali misure la rete potrà essere in grado di sopportare l'inevitabile decentralizzazione della produzione;

- in che modo è possibile garantire che il venir meno dell'energia nucleare indigena non sia compensato con importazioni o energia fossile;

- se e in quale misura l'energia nucleare deve essere compensata con energia prodotta in Svizzera da fonti fossili (in particolare centrali a gas a ciclo combinato), e in che modo è possibile rispettare gli attuali obiettivi di riduzione del CO2.

Begründung

Il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera deve abbandonare l'energia nucleare disattivando le proprie centrali al termine del loro ciclo di vita. Il collegio intende sottoporre questo oggetto al Parlamento nel 2012, o al più tardi nel 2013. Le centrali nucleari svizzere coprono il 40 per cento del nostro fabbisogno di elettricità. Se decidiamo di abbandonare questa fonte di energia, dobbiamo esser consapevoli delle conseguenze. Già al momento della decisione definitiva si dovrà sapere come intendiamo coprire questo 40 per cento del nostro fabbisogno. Se non avremo le idee chiare su questo punto, l'abbandono del nucleare verrà deciso sotto la spinta emotiva dell'incidente di Fukushima ma senza sapere come garantire il futuro approvvigionamento. Questo non convince. L'abbandono del nucleare richiede infatti misure incisive, sia dal punto di vista del risparmio e dell'efficienza energetica, sia da quello dell'aumento massiccio della produzione da fonti rinnovabili. Occorre tenere conto anche delle ripercussioni sulle reti. Le opportunità e i rischi, nonché le nuove fonti e forme di produzione, devono essere illustrati in un piano generale sul quale il popolo deve poter essere chiamato a decidere.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 25 maggio 2011, al termine della sua seduta di clausura, il Consiglio federale ha deciso di disattivare e di non sostituire le attuali centrali nucleari al termine del loro ciclo di vita, stabilito in funzione di criteri di sicurezza tecnici. L'attuale livello di sicurezza dell'approvvigionamento elettrico, caratterizzato da un'elevata qualità, una buona disponibilità, una produzione in larga misura esente da emissioni di CO2 e da prezzi concorrenziali, dovrà essere garantito anche in futuro.

La gradualità del processo di abbandono dell'energia nucleare lascia il tempo necessario per attuare una nuova politica energetica e per ristrutturare il sistema energetico. Le Prospettive energetiche 2050 mostrano che un abbandono graduale è possibile sia dal punto di vista tecnico che da quello economico.

Secondo la strategia energetica 2020 della Commissione UE, fino al 2020 dovranno essere investiti circa 1000 miliardi di euro nell'infrastruttura energetica. Tali investimenti riguarderanno non solo il potenziamento delle reti, ma anche la realizzazione di nuove centrali elettriche, sistemi di stoccaggio e terminal per il gas. Questi ingenti investimenti comporteranno un aumento generalizzato dei prezzi dell'energia elettrica in Europa. A ciò si aggiunge il fatto che la Germania intende abbandonare l'energia nucleare entro il 2022 e dovrà quindi costruire nuove centrali elettriche per sostituire le capacità di produzione che verranno a mancare.

Per coprire le quote di energia elettrica che verranno a mancare in seguito alla rinuncia all'atomo, è necessario dare un nuovo orientamento alla strategia energetica della Svizzera.

Il Consiglio federale ha fissato le seguenti priorità:

- Efficienza energetica: la principale misura per garantire il futuro approvvigionamento energetico è un uso parsimonioso dell'energia.

- Forza idrica: a lungo termine lo sfruttamento della forza idrica, principale fonte indigena di energia rinnovabile, dovrà essere potenziato in misura ragionevole e tenendo conto di criteri ecologici.

- Energie rinnovabili: la quota delle nuove energie rinnovabili dovrà essere incrementata in maniera tale che sia disponibile un mix energetico ampiamente diversificato tanto nel settore dell'energia elettrica che in quello termico e della mobilità.

- Produzione di energia elettrica da vettori fossili: il fabbisogno restante di energia elettrica dovrà essere coperto con la produzione elettrica da vettori fossili, in primo luogo attraverso impianti di cogenerazione ad alta efficienza e, in secondo luogo, con la costruzione di centrali a ciclo combinato gas-vapore.

- Gli attuali obiettivi climatici vengono mantenuti.

- Il libero mercato e le iniziative personali dovranno avere più spazio.

Sulla base delle decisioni che il Parlamento prenderà nelle sessioni estiva e autunnale, il DATEC, insieme ai dipartimenti competenti, provvederà a elaborare ulteriormente la strategia energetica e a definire le misure da prendere in esame ai fini della sua attuazione. Per finanziare le misure aggiuntive necessarie, il Consiglio federale farà valutare l'ipotesi di introdurre una tassa d'incitamento o un centesimo sull'energia elettrica.

In tal senso, per il medesimo obiettivo, si chiede un disegno di legge. Con il testo in consultazione , anche il Consiglio federale auspica che l'attuazione della strategia energetica 2050 avvenga seguendo la via della legislazione ordinaria. Un decreto federale non è quindi necessario e non costituisce neanche lo strumento più adatto. Dal punto di vista materiale, per contro, vi è un consenso di fondo con le richieste avanzate nella mozione.

Il Consiglio federale considera che, per l'attuazione della strategia energetica, è determinante che l'economia contribuisca al nuovo orientamento a lungo termine del sistema energetico. Con la decisione di abbandonare il nucleare, il Consiglio federale invia un importante segnale al mercato e agli investitori nel settore delle tecnologie energetiche innovative, garantendo loro la sicurezza degli investimenti e della pianificazione per i nuovi impianti di produzione nonché per la costruzione e il potenziamento di un'infrastruttura decentralizzata. Si tratta di premesse essenziali per la riuscita del nuovo orientamento a lungo termine del sistema energetico.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.