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11.3740 · Interpellanza · 2011-06-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Quali ripercussioni sulla promozione della biodiversità avrà la prevista intensificazione delle attività silvicole nel nostro Paese volte a produrre più energia verde dal legno?

2. La strategia sulla biodiversità, ancora in fase di elaborazione, rischia di influire in modo negativo sulla produzione di legno ad uso energetico e, se del caso, in che forma?

3. In che misura le riserve forestali naturali attualmente pianificate rischiano di generare delle perdite nella produzione di legno ad uso energetico? Quale percentuale della possibile produzione di tale legno verrebbe teoricamente persa, in base a scenari realistici, in seguito alla delimitazione di dette riserve forestali naturali? Le perdite costituirebbero un problema per la nuova strategia energetica del Consiglio federale e, in caso affermativo, in che misura?

4. Su quale percentuale della superficie delle riserve forestali naturali si potrebbe produrre in modo redditizio del legno ad uso energetico?

5. Quali sono gli effetti delle riserve forestali naturali, in particolare in considerazione dei servizi ecosistemici che forniscono, sulla foresta utilizzata, sugli altri habitat e sulle zone abitate?

6. Quali sinergie possono esistere fra la promozione della biodiversità e la promozione del legno ad uso energetico, e a quali condizioni possono essere sviluppate e sostenute?

Begründung

La promozione della biodiversità è una preoccupazione ampiamente condivisa dall'opinione pubblica. È sancita sia dalla Costituzione che dalla legislazione. L'elaborazione della strategia sulla biodiversità e del relativo piano d'azione dipende, fra l'altro, da un impegno di diritto internazionale. Tuttavia, l'utilizzo di energie rinnovabili quali il legno destinato a produrre energia deve poter essere sviluppato in vista dell'abbandono dell'energia nucleare da parte della Svizzera. Entrambe queste esigenze poste alla foresta devono essere applicate in modo concertato, sfruttando al meglio le possibili sinergie.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le ripercussioni del crescente utilizzo del legno sulla biodiversità nel bosco sono state valutate in uno studio commissionato nel 2010 dall'UFAM ("Biodiversität und Holznutzung - Synergien und Grenzen"). I risultati indicano che un maggiore utilizzo del legno conformemente alle esigenze della selvicoltura naturalistica (secondo il rapporto di progetto "Grundanforderungen an den naturnahen Waldbau") ha ripercussioni positive sulla diversità delle specie. Per esempio, la luminosità e le radure aumentano nei popolamenti, a vantaggio delle specie più rare che prediligono la luce e il caldo. Lo studio ha altresì evidenziato come non sia possibile rinunciare alle superfici inutilizzate quali le riserve forestali, dal momento che sono alla base degli habitat necessari per gli insetti e i funghi che dipendono dal legno morto e che sarebbero invece sfavoriti da boschi utilizzati e radi.

2. Complessivamente, in Svizzera viene utilizzato meno legno di quanto ne cresce. Si potrebbe utilizzare circa un milione di metri cubi in più di legno per produrre energia, senza provocare ripercussioni sulla biodiversità o senza che la strategia per la biodiversità impedisca tale produzione di legname. Il contributo dell'energia dal legno al consumo finale complessivo di energia potrebbe quindi essere aumentato dal 4 al 5 per cento. Tale potenziale è attualmente offerto dai boschi inutilizzati che si trovano al di fuori delle riserve forestali. D'altro canto, dal punto di vista della biodiversità sussistono dei deficit per quanto concerne il legno morto. Nel quadro della strategia per la biodiversità si dovrà ad esempio puntare su una quantità e una qualità sufficiente di legno morto in tutte le regioni. In tal modo, è possibile giungere a una determinata concorrenza fra disponibilità di legno morto e utilizzo del legno per la produzione di energia (cfr. la risposta 3).

3. Le riserve forestali e l'utilizzo del legno per scopi energetici non si escludono a vicenda. In circa la metà delle riserve forestali (le cosiddette riserve forestali speciali) è necessario procedere a tagli boschivi per favorire la biodiversità. Il legname tagliato in questi luoghi è sovente utilizzato per produrre energia.

Con l'attuazione degli obiettivi delle riserve forestali pari a complessivi 125 000 ettari (ossia il 10 per cento della superficie boschiva entro il 2030) si rinuncia ogni anno a circa 220 000 metri cubi di legname per la produzione di energia. Tale valore corrisponde a una quota inferiore al 3 per cento del potenziale sostenibile di utilizzo del legno. In considerazione di questo aspetto e delle possibilità attuali di aumento dell'utilizzo al di fuori delle riserve forestali, le perdite sono esigue.

4. Il 20 per cento delle superfici delle riserve forestali attualmente delimitate viene utilizzato. Una produzione redditizia di legno per scopi energetici sarebbe difficile nelle superfici non utilizzate, che rappresentano circa il 3 per cento della superficie boschiva totale, in quanto si tratta di zone sovente di difficile accesso o poco redditizie.

5. Le riserve forestali servono da rifugio a diversi gruppi di organismi e contribuiscono quindi a un incremento della diversità delle specie. Garantiscono inoltre diversi servizi ecosistemici, favoriscono le attività ricreative, la ricerca forestale o l'educazione ambientale.

6. Come menzionato in precedenza, sussistono delle sinergie fra l'utilizzo del legno e la biodiversità. Il Consiglio federale sta attualmente esaminando la possibilità di sostenere in futuro un adeguamento mirato degli allacciamenti forestali al di fuori del bosco di protezione per poter sfruttare anche le risorse di legname finora inaccessibili.

Risposta del Consiglio federale.