11.3768 · Interpellanza · 2011-09-12
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Le importanti riduzioni dello scorso anno sulle importazioni provenienti dall'area dell'euro e del dollaro, dovute al franco forte sono state ridistribuite alle imprese e ai consumatori in Svizzera?
Esistono settori o rami professionali nei quali, in generale, la ridistribuzione è stata nettamente inferiore o è stata effettuata particolarmente tardi?
Durante gli scorsi due anni, il Consiglio federale ha utilizzato tutte le possibilità, entro i limiti delle sue competenze, per incentivare tale ridistribuzione?
Il Consiglio federale ritiene necessario intervenire sul piano legislativo riguardo alla trasparenza o intervenire in caso di operazioni illecite o strutture abusive?
Begründung
Il corso del franco svizzero rispetto all'euro e al dollaro è fortemente aumentato in un lasso di tempo molto breve. Ciò pregiudica le possibilità di smercio e di guadagno dell'economia di esportazione e di quella turistica in modo diverso, a seconda dei rami o dei gruppi di prodotti, ma nel complesso considerevolmente. Di conseguenza i commenti dei media sugli effetti negativi del franco forte si sono sempre più intensificati e sono state sollecitate misure da parte della Confederazione e della Banca nazionale.
D'altra parte la problematica del franco forte a favore degli importatori dall'area dell'euro e del dollaro e la ridistribuzione dei suoi effetti alle imprese svizzere e ai consumatori per molto tempo è stata trattata in modo relativamente moderato e si è ampliata soltanto nelle ultime settimane. (Per esempio, l'informazione del comunicato stampa del Consiglio federale del 6 luglio 2011, alquanto succinta. La tavola rotonda dell'11 agosto sul franco forte non ha prodotto nulla di veramente concreto. Una revisione della legge sui cartelli è stata annunciata soltanto nella seconda metà di agosto. Tuttavia, nel comunicato stampa del 31 agosto 2011 manca questa intenzione o quella di un eventuale rafforzamento della Commissione della concorrenza. Si tratta unicamente di incrementare la trasparenza nella ridistribuzione dei vantaggi legati al corso di cambio.) In principio però, per un'economia nazionale i guadagni delle importazioni legati alla valuta non sono meno importanti delle perdite delle esportazioni. Nei due casi si pone la questione: se il mercato funziona, in quale settore è particolarmente forte o particolarmente debole? Dove reagisce in modo particolarmente rapido o lento?
Non da ultimo, questa questione è rilevante per un'impresa svizzera che produce per l'esportazione, ma che dipende dalla fornitura di componenti prodotte all'estero e che, dovendo ricorrere a un importatore generale o a una filiale, paga prezzi troppo elevati. Anche i settori di mercato che ne pervertono le leggi, agendo in modo monopolistico e cartellistico, toccano gli interessi del consumatore (il comunicato stampa del Consiglio federale del 6 luglio menziona quale esempio il settore dei veicoli).
Per ottenere risposte riguardanti una ridistribuzione equa delle riduzioni sulle importazioni dovute al franco forte, i semplici confronti di prezzi interni ed esteri non sono sempre sufficienti; devono essere prese in considerazione anche le coperture del rischio di cambio, la provenienza delle prestazioni anticipate, le modalità di fatturazione delle imprese in valute estere o in franchi svizzeri e altre consuetudini legittime.
L'aumento estremamente forte e rapido dal 2010 della valuta svizzera che a inizio agosto 2011 ha portato a un suo temporaneo valore massimo non è l'oggetto di questa interpellanza. Tuttavia, questo aumento evidenzia chiaramente una problematica strutturale che, di per sé, esisteva già: alcuni mercati non funzionano in modo soddisfacente e contribuiscono in modo sostanziale al fenomeno dei prezzi elevati del nostro Paese. Si può quindi asserire che: appena il valore della nostra valuta tornerà alla "vecchia normalità" questa problematica passerà di nuovo rapidamente in secondo piano, nonostante essa sia di importanza fondamentale. Quindi, per utilizzare soltanto l'attualità, presento un'interpellanza e non un postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nello studio "Trasmissione dei vantaggi d'acquisto dovuti alla forza del franco" (studio sulla trasparenza), la SECO ha analizzato in che misura i vantaggi d'acquisto nella zona euro sono trasferiti ai consumatori con l'importazione in Svizzera. Dallo studio emerge che un apprezzamento del franco si ripercuote dopo 3 o 4 trimestri per il 40 per cento in una riduzione dei prezzi all'importazione. Tuttavia, i vantaggi d'acquisto vengono trasferiti diversamente a seconda della categoria di beni e talvolta in misura insufficiente ai clienti finali.
2. Considerando gli effetti sull'indice dei prezzi all'importazione è possibile constatare quanto segue: i prezzi all'importazione delle categorie di merci quali mobili, tessili, abbigliamento, articoli di gomma, materie plastiche, veicoli ed elementi per veicoli hanno subito solo una lieve flessione attribuibile all'apprezzamento del franco. Sono stati rilevati effetti altrettanto lievi su categorie di merci quali prodotti alimentari e bevande, cuoio, prodotti in cuoio e calzature, apparecchi elettronici, prodotti chimici e farmaceutici e macchine. Tuttavia nei prodotti d'importazione destinati alle imprese si potrebbe registrare un adeguamento successivo in misura ancora maggiore. In assenza di dati statistici non è possibile rilevare gli effetti sul comparto dei prodotti metallici finiti e di determinati prodotti elettronici e ottici. La trasmissione dei vantaggi d'acquisto è buona o relativamente buona per prodotti quali petrolio, gas naturale, prodotti petroliferi, metalli, minerali metalliferi, prodotti in carta e in legno, vetro, ceramica e prodotti in calcestruzzo. L'entità della trasmissione di tali vantaggi è analoga a quella registrata in periodi precedenti e nei Paesi più grandi; vi sono inoltre dati che confermano una certa simmetria tra la trasmissione delle variazioni dei prezzi all'acquisto e un apprezzamento o un deprezzamento valutario. Il tempo stimato per tale trasmissione è di tre trimestri.
Per quanto concerne i prezzi al consumo, considerato il diverso andamento registrato in Svizzera e in Germania, si evince quanto segue: i prezzi dei veicoli a motore, inclusi quelli a due ruote, lubrificanti e pezzi di ricambio per molto tempo non hanno subito alcuna variazione; sono invece rimasti relativamente alti i prezzi dei prodotti d'abbigliamento, calzature, articoli sportivi e per il tempo libero e tessili per la casa, nonché i prezzi dei generi voluttuari e, in misura minore, dei prodotti dell'industria alimentare. Nella categoria di prodotti dell'elettronica d'intrattenimento il quadro è estremamente eterogeneo. Per quanto riguarda invece gli stampati, in particolare i settimanali, non è stata registrata alcuna variazione significativa, così come per gli elettrodomestici, i quali hanno tuttavia subito una variazione lievemente maggiore rispetto ai mobili. In assenza di dati a disposizione non è inoltre possibile effettuare una valutazione adeguata della situazione degli articoli sanitari e dei cosmetici. Si rileva invece una buona trasmissione dei vantaggi d'acquisto nell'eurozona per quanto riguarda pesci e frutti di mare, grassi, oli e fonti energetiche (escluso il gas). Il confronto è influenzato dal fatto che nella statistica ufficiale dell'indice nazionale dei prezzi al consumo non rientrano né i margini lordi derivanti dal commercio né la quota dei prodotti indigeni ed esteri.
3. Il Consiglio federale è intervenuto nell'ambito delle sue competenze, rafforzando il personale in seno alla Sorveglianza dei prezzi e alla Commissione per la concorrenza tramite la creazione di quattro posti di lavoro aggiuntivi fino alla fine del 2013, affinché possano esercitare al meglio le proprie competenze giuridiche. A ciò si aggiunge un finanziamento supplementare, pari a 0,5 milioni di franchi per il 2012 e destinato al potenziamento dell'informazione dei consumatori, e un posto supplementare all'Ufficio federale del consumo (anche in questo caso fino alla fine del 2013). In ultimo è stata avviata la revisione della legge sui cartelli nella relativa area di pertinenza (cfr. 4).
4. Il 16 novembre 2011 il Consiglio federale ha deciso di avviare la revisione dell'articolo 5 della legge sui cartelli al fine di impedire un isolamento del mercato svizzero che agevoli l'imposizione di prezzi elevati nel nostro Paese. In tal modo sarà più facile per i commercianti, ma anche per i clienti finali, intercettare le forniture incrociate all'interno della catena di distribuzione, eventualmente con il supporto di un'indagine della Commissione della concorrenza.
Risposta del Consiglio federale.