Nessuna ripartizione fra i cantoni di richiedenti l'asilo provenienti da Paesi sicuri
11.3800 · Mozione · 2011-09-21
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché da subito i richiedenti l'asilo provenienti da Paesi sicuri (safe countries) non siano più ripartiti fra i cantoni.
Begründung
Conformemente all'articolo 34 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998, il Consiglio federale può designare come Paesi sicuri gli Stati in cui non vi è pericolo di persecuzione. I richiedenti l'asilo provenienti da tali Paesi sicuri (p. es. dalla Bulgaria, dalla Repubblica ceca o dall'Italia), pur non avendo alcuna speranza di ottenere l'asilo, continuano a essere assegnati ai cantoni. Le domande di tali persone vanno trattate senza indugio e concluse nei centri federali.
I risultati dei rilevamenti effettuati dall'Ufficio federale della migrazione suffragano l'importanza di tale prassi, in quanto la percentuale di ricorsi interposti contro decisioni di non entrata nel merito ammonta al 14 per cento se la decisione è stata adottata in un centro di registrazione e procedura e all'86 per cento se la procedura è stata decisa dopo l'attribuzione a un cantone.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In circostanze normali, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) dispone di 1200 posti nei centri di registrazione e procedura (CRP) o nei loro dintorni (Altstätten, Basilea, Chiasso, Kreuzlingen e Vallorbe). Talvolta si tratta di posti in alloggi della protezione civile, che possono essere affittati soltanto per un limitato periodo di tempo. Tali posti servono principalmente a collocare i richiedenti l'asilo nel periodo che intercorre tra il deposito e l'esame della domanda.
Con circa 1600 domande presentate al mese e alla luce delle capacità attualmente disponibili, il soggiorno in un CRP equivale, in media, a 22,5 giorni. Attualmente il soggiorno massimo è limitato a 90 giorni. Tale durata non può tuttavia essere sfruttata appieno a causa delle capacità oggi a disposizione nei CRP. Inoltre, nel caso di persone provenienti da Paesi sicuri, per esempio gli Stati balcanici, gli eventuali ostacoli all'allontanamento vanno verificati accuratamente. Oggi non é quindi possibile permettere a tutti i richiedenti l'asilo provenienti dai cosiddetti Paesi sicuri di rimanere nei CRP fino a quando sarà pronunciata la corrispondente decisione.
Miglioramenti mirati, come la decisione di non ripartire tra i cantoni i richiedenti l'asilo provenienti da Paesi sicuri, non permettono di risolvere il problema di fondo della durata eccessiva delle procedure d'asilo. Per ridurla sensibilmente, occorre quindi ridefinire l'assetto del settore dell'asilo a lungo termine.
Al fine di abbreviare notevolmente la procedura d'asilo, la CIP-S ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di stilare un rapporto in cui illustri le diverse varianti d'intervento. Il rapporto del DFGP di marzo 2011 è incentrato sulla proposta di ristrutturazione del settore dell'asilo secondo cui, a lungo termine, la maggior parte delle procedure, incluse tutte le domande d'asilo per cui non occorrono ulteriori accertamenti, saranno evase rapidamente nei centri di procedura della Confederazione. I richiedenti l'asilo la cui domanda è trattata nel quadro di una procedura ordinaria rapida rimangono nei centri di procedura fino alla scadenza del termine di partenza. A maggio 2011 la CIP-S si è dichiarata unanimemente favorevole ad approfondire questa proposta. A giugno 2011 il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di presentare, entro la fine del 2012, un corrispondente avamprogetto di modifica della legge sull'asilo, che sarà poi posto in consultazione.
Tale misura a lungo termine consiste in un'ampia riforma di fondo del sistema svizzero di asilo, che presuppone, tra l'altro, il coinvolgimento dei cantoni sin dall'avvio dei corrispondenti lavori. Questa riforma solleva questioni importanti, soprattutto in riferimento alla ripartizione dei compiti e all'alloggio, che devono essere discusse con i cantoni e per cui vanno trovate soluzioni comuni adeguate. Il Consiglio federale ritiene che una simile ristrutturazione del settore dell'asilo potrà essere effettivamente realizzata tra cinque, sei anni.
Oltre a queste misure a lungo termine, l'UFM ha adottato anche provvedimenti a breve termine: per esempio, è riuscito a ridurre da 120 a 80 giorni la durata delle procedure Dublino, dalla presentazione della domanda d'asilo alla pronuncia della decisione di non entrata nel merito. Nell'ambito del messaggio aggiuntivo sulla corrente revisione della legge sull'asilo, il Consiglio federale propone ulteriori misure a medio termine tese ad accelerare in modo mirato le procedure d'asilo, come ad esempio l'introduzione di una fase preparatoria prima della procedura d'asilo vera e propria, in cui svolgere possibilmente tutti gli accertamenti preliminari necessari al trattamento di una domanda d'asilo.
In tale contesto il Consiglio federale non può che respingere la richiesta degli autori della mozione di rinunciare immediatamente e in maniera generalizzata a ripartire tra i cantoni i richiedenti l'asilo provenienti da Paesi sicuri.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.