11.3803 · Postulato · 2011-09-21
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto che illustri il ruolo della Svizzera come sede principale di aziende operanti nel mercato delle materie prime, di individuare i rischi connessi per la reputazione della Svizzera e, infine, di elaborare le possibili contromisure.
Begründung
La Svizzera è diventata un'importante piattaforma di scambio nel commercio mondiale di materie prime. Circa un terzo del commercio mondiale di petrolio viene infatti finanziato e gestito dalla Svizzera e molte aziende leader del settore minerario hanno stabilito il loro quartier generale o trasferito le proprie funzioni centrali proprio in Svizzera. Di fatto, trattandosi di attività di commercio con l'estero, le materie prime non toccano mai il suolo elvetico. Tuttavia, questo settore riveste un'importanza economica notevole, tant'è vero che dal 1998 al 2002 il volume netto delle entrate è aumentato di ben quindici volte. Secondo la rivista Handelszeitung delle dodici imprese svizzere con il fatturato più elevato ben cinque sono attive nel commercio di materie prime, secondo l'organizzazione dichiarazione di Berna sarebbero addirittura sette. Nel 2008 il volume del commercio di materie prime ha contribuito alla formazione del PIL in egual misura rispetto all'industria delle costruzioni meccaniche. Finora la politica svizzera non si è quasi mai occupata del settore, nonostante i rischi connessi, che potrebbero danneggiare l'immagine e la reputazione dell'intero Paese. Molte materie prime, infatti, provengono da Paesi sconvolti da conflitti armati e da gravi violazioni dei diritti umani. Molte imprese del settore minerario, inoltre, sono coinvolte in numerosi casi di corruzione, figurano tra i maggiori inquinatori, espropriano terreni, costringono le popolazioni locali ad andarsene e riescono quasi a non pagare tasse grazie a operazioni internazionali infragruppo tramite manipolazioni dei prezzi nei Paesi d'origine delle materie prime. Il rischio che queste attività danneggino l'immagine della Svizzera è molto alto, e ciò riguarda anche il modus operandi di queste aziende, che hanno sede in Svizzera ma sono attive in regioni del mondo spesso molto lontane. Il rapporto deve fornire un quadro generale del commercio delle materie prime e illustrare quali sono i rischi per l'immagine del nostro Paese e le contromisure che il Consiglio federale dovrebbe adottare.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il contributo del settore delle materie prime alla formazione del PIL svizzero è passato da meno dello 0,5 per cento negli anni novanta a circa il 3 per cento attuale. Le imprese del settore con sede centrale in Svizzera che si occupano sia del commercio sia dell'estrazione delle materie prime vengono talvolta accusate di violare i diritti umani nonché le norme sociali e ambientali, soprattutto per quanto riguarda le attività di estrazione nei Paesi in via di sviluppo. Il Consiglio federale è consapevole che tutto ciò, qualora fosse vero, rischierebbe di compromettere la reputazione della Svizzera. Tuttavia, occorre sottolineare che tutte le nostre imprese, comprese quelle attive nel settore delle materie prime, sono soggette alle leggi nazionali nonché a quelle degli Stati in cui operano (tassazione, obblighi contabili e di pubblicità, divieto di corruzione). Il nostro Paese è già fortemente impegnato, sia internamente sia esternamente, a migliorare e a definire meglio il quadro (giuridico) per le imprese operanti a livello internazionale.
Nell'ambito della riforma dell'imposizione delle imprese III, il Consiglio federale esaminerà nel dettaglio la posizione svizzera nel contesto della concorrenza fiscale internazionale. Qualora vengano riscontrati abusi e violazioni interverranno le autorità competenti, in particolare in caso di elusione ed evasione fiscale. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza all'integrità della piazza finanziaria svizzera e s'impegna affinché non possa essere sfruttata a fini sleali. In linea di principio, in Svizzera il commercio di materie prime, compreso quello per proprio conto, è soggetto al divieto di riciclaggio di denaro conformemente al Codice penale. Anche il commercio di materie prime per conto di terzi è soggetto alla legge sul riciclaggio di denaro. In questo modo, il nostro Paese applica pienamente le raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria ed è più che in linea con il diritto comunitario e statunitense.
Nei Paesi in cui non si è ancora instaurato uno Stato di diritto o vi è un alto rischio di conflitti gli obblighi dell'impresa vanno oltre il rispetto della legislazione locale. Allo stesso modo, la Svizzera s'impegna affinché le imprese elvetiche si assumano le proprie responsabilità in tutti i Paesi in cui operano. Abbiamo sostenuto attivamente lo sviluppo dei Guiding Principles on Business and Human Rights dell'ONU e contribuiremo, insieme al mondo industriale e alla società civile, ad implementare queste misure con l'aiuto di vari soggetti elvetici. La Svizzera, inoltre, cerca di sensibilizzare le imprese ad attuare una gestione aziendale responsabile (Corporate Social Responsibility) e appoggia attivamente l'entrata in vigore nel 2011 delle linee guida aggiornate dell'OCSE per le imprese multinazionali, che contengono raccomandazioni in materia di trasparenza, rapporti di lavoro, tutela dell'ambiente, corruzione, diritti umani e tassazione. Nel settore dell'estrazione delle materie prime, la Svizzera aiuta le imprese a esercitare la propria responsabilità sociale tramite varie iniziative, tra cui la Extractive Industries Transparency Initiative. Il rispetto degli standard di responsabilità sociale d'impresa e l'integrazione di indicatori rilevanti per i diritti umani nella gestione dei rischi delle aziende, al di là del quadro normativo vincolante, aumentano la legittimità e il consenso di un sistema economico liberale. Simili misure puntano a ridurre l'eventuale rischio che la Svizzera goda di una cattiva reputazione. Il Consiglio federale sta rispondendo alle questioni sollevate nella mozione con la stesura del rapporto sull'economia esterna e di quello sulla politica estera.
Nella convinzione che un chiarimento sia anche nell'interesse delle aziende operanti nel commercio di materie prime, il Consiglio federale è disposto a redigere un rapporto finalizzato a far emergere eventuali abusi, proporre contromisure e prevenire accuse infondate nei confronti delle imprese. Il Consiglio federale intende promuovere la piazza economica svizzera e orientarla verso principi etici ambiziosi da applicare a tutte le aziende, comprese quelle attive nel commercio di materie prime.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.