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Rendere più umane le sanzioni che mettono in pericolo bambini malati e il personale delle missioni diplomatiche

11.3843 · Mozione · 2011-09-26

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di rendere più umana l'applicazione di sanzioni contro la Repubblica islamica dell'Iran autorizzando le transazioni bancarie tra questo Paese e la Svizzera che permettono alla Mezzaluna Rossa, un'organizzazione umanitaria, di acquistare farmaci per curare le leucemie infantili, di retribuire il personale dell'ambasciata e della missione permanente dell'Iran a Ginevra, consentendone il funzionamento nell'interesse dei cittadini svizzeri e iraniani.

Begründung

Dalla fine del 2010 l'ambasciata e la missione permanente dell'Iran a Ginevra incontrano delle difficoltà con le transazioni bancarie, che hanno causato problemi per il versamento delle retribuzioni ai diplomatici della missione.

Secondo l'articolo 25 della Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche, lo Stato accreditatario accorda tutte le agevolezze per l'adempimento delle funzioni della missione. Negare il trasferimento di transazioni sul conto della missione permanente dell'Iran provocherà gravi problemi al funzionamento delle missioni diplomatiche della Repubblica islamica dell'Iran. Secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa, il blocco delle transazioni da e verso l'Iran per acquistare prodotti farmaceutici contro determinate malattie come la leucemia infantile ha causato la morte di numerosi malati che sono stati privati in tal modo di cure efficaci. Il governo svizzero considera tuttavia la Mezzaluna Rossa un'organizzazione umanitaria. Alcuni Paesi dell'Unione europea hanno ordinato alle banche di fornire servizi ai rappresentanti della Repubblica islamica dell'Iran senza alcuna esitazione. La Svizzera, con il suo zelo, supera quindi l'Unione europea nel creare provvedimenti severi e discriminatori contro la Repubblica islamica dell'Iran. Gli accordi bilaterali e internazionali devono essere presi in considerazione e il problema delle transazioni bancarie tra la Svizzera e l'Iran, così come all'interno della Svizzera, deve essere risolto rapidamente per i rappresentanti della Repubblica islamica dell'Iran. I bambini malati di leucemia e il personale delle missioni diplomatiche non devono diventare vittime collaterali di sanzioni che i Paesi dell'Unione europea applicano invece con minore severità.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 19 gennaio 2011 il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Repubblica islamica dell'Iran (RS 946.231.143.6). L'ordinanza si basa sulla legge federale del 22 marzo 2002 sull'applicazione di sanzioni internazionali (RS 946.231) e attua le sanzioni vincolanti del Consiglio di sicurezza dell'ONU e ulteriori sanzioni emesse dal principale partner commerciale della Svizzera, vale a dire l'UE.

Le sanzioni hanno lo scopo di impedire l'armamento nucleare dell'Iran. Non si tratta di un embargo totale, bensì di misure mirate e specifiche per determinati settori. È vietato ad esempio fornire beni all'Iran che potrebbero essere utilizzati per i programmi di fabbricazione di armi di distruzione di massa. Sono stati inoltre bloccati i valori patrimoniali di persone fisiche, imprese ed organizzazioni legate a tali programmi, tra cui una serie di istituti finanziari iraniani.

L'ordinanza non proibisce invece di effettuare pagamenti per i farmaci destinati all'Iran. Per tali pagamenti è previsto unicamente un obbligo di notifica qualora l'importo sia superiore a 10 000 franchi. Non sono vietati neanche i pagamenti dall'Iran a favore dell'ambasciata iraniana o della missione permanente dell'Iran a Ginevra. Pure in questo caso è previsto un obbligo di autorizzazione a partire dai 50 000 franchi.

Finora, tuttavia, le autorizzazioni del caso sono sempre state rilasciate senza indugio.

A causa della sua politica nucleare, l'Iran subisce numerose sanzioni collettive e unilaterali. In seguito a queste misure, molte banche a livello mondiale hanno deciso di non intrattenere rapporti commerciali con l'Iran, considerando troppo elevati i rischi. Sebbene vi siano istituti finanziari svizzeri disposti ad accettare pagamenti per l'acquisto di medicinali e per il funzionamento delle rappresentanze iraniane in Svizzera, tali pagamenti dall'Iran risultano non pervenuti in Svizzera oppure lo sono soltanto con grandi difficoltà, perché tendono a non essere trasmessi dalle banche corrispondenti all'estero.

Negli ultimi mesi gli uffici competenti dell'amministrazione federale si sono impegnati notevolmente per consentire i pagamenti legittimi da e verso l'Iran, ad esempio quelli destinati alla Mezzaluna Rossa e alle rappresentanze diplomatiche iraniane nel nostro Paese. A tal fine sono in diretto contatto con gli istituti finanziari svizzeri, con l'ambasciata iraniana a Berna nonché con la missione iraniana a Ginevra e continueranno a impegnarsi affinché questi trasferimenti di denaro possano essere effettuati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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