11.3858 · Postulato · 2011-09-28
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto la posizione a livello internazionale dell'imposizione svizzera delle imprese, i rischi di reputazione e legali ivi connessi nonché la strategia che intende adottare per lottare contro le forme aggressive di pianificazione fiscale.
Begründung
Le forme aggressive di concorrenza fiscale espongono la Svizzera a importanti rischi. Le situazioni difficili che abbiamo attraversato a causa del coinvolgimento delle banche svizzere nella sottrazione d'imposta non devono ripetersi. Il rapporto deve identificare per tempo i pericoli che l'imposizione svizzera delle imprese implica sul piano internazionale e abbozzare una strategia affinché la Svizzera non venga di nuovo inserita nelle liste nere degli USA, dell'OCSE o dell'UE.
Nel confronto internazionale le imposte che la Svizzera preleva sugli utili delle imprese sono tra le più basse. La somma di tutti gli utili netti tassati è passata da 38,7 miliardi di franchi nel 1990 a 231,3 miliardi nel 2006, mentre la percentuale delle imposte che le imprese hanno pagato su questi utili è scesa dal 19,3 al 7,1 per cento. Le società speciali non versano quasi alcuna imposta sugli utili realizzati all'estero e le perdite sono fiscalmente deducibili per anni.
Tollerando forme aggressive di pianificazione fiscale, la Svizzera sottrae puntualmente sostrato fiscale a suoi Stati partner. Quasi ogni settimana una grande impresa lascia l'UE o gli Stati Uniti e si stabilisce in Svizzera per motivi fiscali. Ciò contribuisce alla crisi del debito in questi Stati, le loro monete si svalutano e il franco svizzero si fa sempre più forte. A risentirne in Svizzera sono soprattutto l'economia d'esportazione e il turismo.
Il centro di studi americano Global Financial Integrity stima che gli Stati subiscono perdite fiscali dell'ordine di diverse centinaia di miliardi di dollari a seguito delle sole manipolazioni dei prezzi operate dalle multinazionali. Molte di esse hanno sede in Svizzera. Ne risentono in particolare le PMI che non possono praticare nessuna forma di "transfer pricing" internazionale e, in termini di concorrenza sono notevolmente svantaggiate rispetto alle multinazionali.
La Svizzera ha partecipato a uno studio condotto dallo steering group dell'OCSE intitolato "Aggressive tax planning". Il rapporto deve illustrare la posizione che il nostro Paese difende in seno all'OCSE e gli sforzi profusi dal Consiglio federale per lottare contro le forme aggressive di pianificazione fiscale nel settore dell'imposizione delle imprese.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nella concorrenza internazionale tra piazze economiche quasi tutti gli Stati si adoperano per offrire alle imprese condizioni quadro vantaggiose. Le economie nazionali che dispongono di un grande mercato interno sono in una posizione di partenza migliore rispetto a Stati dall'economia nazionale piccola e aperta. Questi ultimi si vedono quindi obbligati a offrire alle imprese condizioni quadro fiscali più vantaggiose per resistere alla concorrenza, cosa che ha portato a un'intensificazione della concorrenza fiscale.
Negli ultimi decenni Consiglio federale e Parlamento si sono costantemente espressi a favore di una piazza fiscale svizzera attrattiva. Questa politica ha dato buoni risultati. Le entrate provenienti dall'imposizione delle imprese danno un contributo importante al gettito fiscale e in tal modo al finanziamento delle uscite di Confederazione, cantoni e comuni. L'attrattiva della piazza svizzera è tuttavia riconducibile soltanto in parte all'onere fiscale inferiore alla media internazionale. Sono piuttosto altri fattori, come la disponibilità di personale qualificato, la flessibilità del mercato del lavoro, lo standard dell'infrastruttura, la qualità di vita, la stabilità politica e l'elevata certezza del diritto e della pianificazione a livello nazionale, che hanno un effetto positivo.
Il 10 dicembre 2008 il Consiglio federale ha annunciato una prossima riforma dell'imposizione delle imprese. Obiettivo di questa riforma è rafforzare la posizione della Svizzera nella concorrenza fiscale internazionale e migliorare le prospettive di crescita nazionale. A tal fine occorre da un lato diminuire gli oneri fiscali delle imprese. Dall'altro, è necessario adeguare lo statuto fiscale cantonale delle società holding e delle società di gestione per aumentare l'accettazione internazionale e quindi la certezza del diritto e della pianificazione. Nel quadro di questa riforma il Consiglio federale si occuperà in modo approfondito della posizione della Svizzera nell'ambito della concorrenza internazionale. I dati statistici sull'effettivo onere fiscale delle imprese di oltre 80 piazze nel mondo sono già disponibili e vengono regolarmente aggiornati nel BAK-Taxation Index per le imprese.
La pianificazione fiscale è un mezzo legittimo delle imprese per ottimizzare le loro spese aziendali. Le autorità fiscali possono intervenire laddove vengono superati i limiti permessi e vi sono abusi, segnatamente in caso di elusioni e sottrazioni d'imposta. La Svizzera è inoltre attiva in organismi multilaterali che si occupano di tali questioni, ad esempio l'OCSE. Le conoscenze al riguardo, per quanto rilevanti, confluiscono nei lavori sulla riforma III dell'imposizione delle imprese. Non è pertanto necessario un ulteriore rapporto del Consiglio federale sull'imposizione svizzera delle imprese.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.