11.3870 · Mozione · 2011-09-28
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
L'autore della presente mozione ha constatato i limiti dei tentativi di proteggere le lingue dei ghiacciai con appositi teli, e pertanto la loro inadeguatezza per raggiungere gli scopi che l'attuale situazione impone. Chiede quindi al Consiglio federale di sollecitare, a decorrere dal 2011, l'effettuazione dei test elencati qui di seguito in ordine crescente di complessità:
1. calcinazione delle morene dall'elicottero a metà luglio (a seconda dell'altitudine/esposizione) = rifrazione, per ridurre l'impatto del riscaldamento causato dalla radiazione solare, ad esempio sul Sanetsch, come primo test limitato e senza conseguenze sul ph delle acque;
2. cunicoli in cui si forma il ghiaccio (tecnica basata su un'ancestrale conoscenza iraniana), realizzati in estate con escavatori in zone alpine adeguate, ad esempio nelle zone lungo i margini proglaciali che attualmente servono da bacini di decantazione;
3. valley curtain (enormi tende mobili in materiale termico per trattenere l'aria fredda nella parte alta della valle evitando in questo modo che scenda verso il fondovalle) in ogni luogo adatto;
4. gallerie di ventilazione (con pozzi verticali a due aperture, una in alto e l'altra in basso, con un impianto eolico interno e sistema di stoccaggio-diffusione del freddo tramite gallerie orizzontali.
Begründung
Secondo dati attendibili forniti da un numero crescente di scienziati, in futuro la Svizzera sarà interessata da stagioni caratterizzate da temperature sempre più estreme.
Il solo impatto geologico, devastante, dello scioglimento dei ghiacciai e dei danni al permafrost nelle valli alpine situate in prossimità dei ghiacciai metterà in pericolo non solo il turismo delle località sciistiche bensì anche molte vite umane e comprometterà la sicurezza delle infrastrutture delle vie di comunicazione.
Alcune tecnologie moderne permettono di ridurre notevolmente il rischio di caduta di masse rocciose favorendo la conservazione del permafrost, che è indispensabile anche per la biodiversità locale.
Queste tecnologie potrebbero consentire alla Svizzera non solo di posizionarsi come pioniere in tale ambito ma anche di esportare i brevetti e il proprio know-how o addirittura di ricavare profitti da detti impianti attirando un nuovo turismo didattico alternativo e sfruttando le energie rinnovabili.
L'immobilismo registrato in questo settore, in particolare da parte del DATEC, che già non si distingue per una politica delle infrastrutture e dei trasporti particolarmente efficace, comporterà costi economici, ambientali e sociali enormi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale concorda con l'autore della presente mozione nel ritenere che, a seguito dello scioglimento del permafrost provocato dal riscaldamento climatico, possono insorgere ulteriori problemi generati dall'instabilità del terreno nelle zone interessate. Nei luoghi più a rischio si prevede quindi un aumento di smottamenti, frane e colate detritiche (miscela fangosa di acqua e sostanze solide, quali sabbia e ghiaia, spesso in rapido scorrimento). Per questo motivo il Consiglio federale ha già avviato una serie di misure:
- studio della distribuzione del permafrost e pubblicazione della rispettiva carta indicativa nel 2005;
- analisi continua di dati satellitari (raccolti mediante interferometria radar) per la rilevazione di terreni instabili e di eventuali mutamenti su tutto il territorio svizzero;
- sviluppo continuo di tecnologie specifiche per il controllo e il monitoraggio delle zone di distribuzione del permafrost, in collaborazione con cinque scuole universitarie e l'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) di Davos (si veda anche www.permos.ch);
- elaborazione da parte dei cantoni, entro fine 2011, di carte dei pericoli per le zone insediative.
Lo scioglimento del permafrost non è tuttavia l'unica conseguenza possibile del riscaldamento climatico. Pertanto il Consiglio federale ha commissionato all'amministrazione anche la preparazione di una strategia per l'adattamento ai cambiamenti climatici, che servirà da base per l'intervento coordinato degli uffici federali. Il governo prevede di comunicare la propria decisione in merito per la fine del 2011. In una fase successiva i dipartimenti competenti dovranno elaborare adeguati piani d'azione per i settori più importanti. Tali piani d'azione, congiuntamente alle necessarie misure trasversali destinate a tutti i settori, verranno integrati e armonizzati in un piano d'azione comune per l'adattamento ai cambiamenti climatici. Il Consiglio federale vuole così garantire misure coordinate e durature. In sede di preparazione di un catalogo delle misure il Consiglio federale è pronto a valutare quanto proposto nella presente mozione. Non ritiene per contro opportuno procedere anticipatamente a test isolati, costosi e che richiedono un elevato consumo energetico, senza averli prima armonizzati con le altre misure di adattamento previste.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.