Proteggere il franco svizzero. Estendere lo strumento di politica monetaria
11.3891 · Mozione · 2011-09-29
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare ed estendere lo strumento politico per proteggere il franco svizzero in aggiunta alle possibilità d'intervento della Banca nazionale svizzera (BNS). Al riguardo occorre garantire l'esistenza di basi legali finalizzate, in particolare, all'applicazione di interessi negativi sugli investimenti esteri in Svizzera, di un divieto per le banche di speculare contro il franco e di controlli sul traffico di capitali. Qualora le attuali basi legali per la lotta contro il franco troppo forte a tutela della piazza imprenditoriale non fossero sufficienti, bisogna sottoporre al Parlamento un corrispondente disegno di legge.
Begründung
Il franco troppo forte minaccia la piazza imprenditoriale svizzera. A tratti, nel corso del 2011, il franco svizzero è stato assurdamente sopravvalutato rispetto alle valute dei più importanti partner commerciali. Nei confronti dell'euro, verso la fine di agosto/inizio settembre 2011, si è addirittura raggiunto un corso alla pari. Con gli interventi della BNS è ora possibile difendere un limite inferiore di corso di 1,20 franchi per euro. Ma anche questa misura è ben lontana dalla parità del potere di acquisto di 1,40 franchi per euro.
Per tutelare la piazza imprenditoriale, negli anni Settanta la Confederazione aveva combattuto con diversi strumenti la sopravvalutazione del franco. Tra le misure adottate rientravano anche un accordo antispeculazione con le banche nonché interessi negativi. A breve, per difendersi dagli effetti di un franco forte, potrebbero essere necessari anche interventi da parte della Confederazione in aggiunta alla politica della Banca nazionale. Lo strumentario di politica monetaria esistente deve pertanto essere esaminato immediatamente e, se del caso, esteso.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In linea di massima, in un regime di cambio flessibile sono ammesse fluttuazioni del corso dei cambi. Dei cambi flessibili permettono una politica monetaria indipendente e di concentrarsi sul mantenimento della stabilità dei prezzi. Consentono inoltre di gestire la grande incertezza che si riscontra nel determinare il corso corretto dei cambi. Sul piano economico non esiste alcun metodo per determinare con precisione la parità del potere d'acquisto né il tasso di cambio di equilibrio. L'eventuale adeguamento degli strumenti di politica valutaria e monetaria richiederebbe pertanto una certa cautela.
I mezzi più efficaci per combattere l'eccessiva fluttuazione dei cambi rientrano nel campo della politica valutaria e monetaria, per la quale è in primo luogo competente la Banca nazionale svizzera. Infatti, questo istituto dispone di un'ampia gamma di strumenti di politica monetaria che negli ultimi tempi ha impiegato in misura considerevole.
Il Consiglio federale sta facendo attualmente esaminare l'attuabilità di misure complementari che non rientrano nell'esclusiva competenza della Banca nazionale svizzera. Tra queste misure rientrano anche le diverse forme di controlli del traffico di capitali. A tal fine è stata istituita una task force costituita da rappresentanti del DFF, del DFE e della BNS. Eventuali misure richieste dall'autrice della mozione vengono pertanto già esaminate in questo ambito.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.