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11.3916 · Postulato · 2011-09-29

Dipartimento degli affari esteri

Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a presentare le misure che intende adottare per garantire informazioni di base sufficienti sull'attuazione autonoma del diritto europeo in Svizzera e contribuire in tal modo a promuovere il discorso politico, la trasparenza e la democrazia nel nostro Paese. Tramite una politica dell'informazione orientata al futuro e mirata alla raccolta di dati precisi si potrebbe contrastare la strumentalizzazione politica e le polemiche che gravitano intorno all'attuazione autonoma.

Begründung

L'espressione "attuazione autonoma" si riferisce al fatto che la Svizzera recepisce il diritto comunitario nel proprio ordinamento, pur non facendo parte dell'UE e non potendo influire sul suo iter legislativo. Per controbilanciare questo deficit democratico, i cittadini devono sapere in che misura la legislazione svizzera è influenzata dal diritto comunitario. In tal modo si contribuirà a promuovere la trasparenza e il discorso politico. Una politica dell'informazione mirata (indicazione degli atti influenzati dalla legislazione europea e presentazione di rapporti a intervalli regolari) eviterà inoltre che il sistema di attuazione autonoma offra lo spunto per polemiche e strumentalizzazioni politiche e consentirà di ridurre i rischi di manipolazione. Non da ultimo permetterà di mettere in evidenza il deficit di democrazia derivante dalla mancata adesione della Svizzera all'UE.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nella sua risposta all'interpellanza Reymond 10.3810, "Sovrabbondanza di leggi e perdita di sovranità", il Consiglio federale ha già indicato che non è possibile fornire un elenco preciso del diritto dell'Unione europea che la Svizzera ha recipito - in parte o completamente - nel proprio diritto. Nel suo rapporto del 15 giugno 2007 sugli effetti dei diversi strumenti di politica europea sul federalismo svizzero (cfr. n. 1.4), il Consiglio federale ha indicato che non esiste alcuna lista completa delle disposizioni che fanno riferimento al diritto dell'Unione o che in qualche modo si ispirano ad esso. Alcuni valori orientativi possono essere ricavati da recenti studi scientifici, i quali mostrano che una percentuale tra il 40 e il 60 per cento della legislazione svizzera nuova o rivista è stata in qualche modo influenzata dal diritto dell'UE.

In un primo tempo si dovrebbe verificare in modo approfondito, in collaborazione con gli Istituti europei delle Scuole universitarie svizzere, se è possibile effettuare un rilevamento dei dati sistematico e scientifico sull'impatto del diritto europeo sulla legislazione svizzera. Il Consiglio federale ritiene che tali studi siano di competenza dell'ambiente scientifico.

Per quanto riguarda gli aspetti non qualitativi della politica dell'informazione nell'ambito del recepimento del diritto europeo nell'ordinamento giuridico svizzero, il Consiglio federale fa notare che dal 1988 ogni messaggio contiene un capitolo sui rapporti con il diritto dell'UE. Non si tratta di recepire automaticamente il diritto europeo, ma piuttosto di evitare di creare, involontariamente e inutilmente, nuove disparità giuridiche che ostacolerebbero il riconoscimento reciproco degli ordinamenti giuridici a livello europeo. Inoltre il Consiglio federale pubblica regolarmente rapporti sulla politica europea, l'ultimo il 17 settembre 2010 in risposta al postulato Markwalder 09.3560, in cui analizza in particolare le ripercussioni di vari strumenti di politica europea, tra cui anche tali questioni.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.