11.3926 · Mozione · 2011-09-29
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di:
1. elaborare, insieme con i cantoni ed entro il termine di un anno, un sistema di rilevamento dei potenziali di utilizzo della forza idrica per la produzione di elettricità a livello nazionale, sulla base di criteri unitari e tenendo conto della situazione di partenza completamente nuova. Il collegio dovrà considerare i seguenti elementi:
- il sistema si dovrà focalizzare principalmente sulle aree in cui si utilizza già la forza idrica nonché sulle loro immediate vicinanze;
- dovranno essere rilevati i potenziali che hanno una certa possibilità di sfruttamento e che potranno, pertanto, contribuire alla produzione energetica;
2. una volta concluso il rilevamento, fissare nuovi obiettivi concreti di potenziamento della forza idrica;
3. indicare quali modifiche della Costituzione e delle leggi sono necessarie a livello federale per semplificare e abbreviare le procedure di autorizzazione;
4. incitare i cantoni e le autorità federali competenti a sospendere, fino al termine della procedura, la messa sotto tutela delle aree che potrebbero permettere un ulteriore sfruttamento della forza idrica.
Begründung
Il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso che la Svizzera abbandonerà gradualmente l'energia nucleare. Per il nostro Paese si profila quindi una situazione completamente nuova. Tra dieci anni, o magari già prima, verranno disattivate le prime centrali nucleari. Ai fini di un approvvigionamento elettrico rispettoso dell'ambiente, economico, sicuro e indipendente dall'estero, dei potenziali di produzione energetica alternativi dovranno, pertanto, essere sfruttati rapidamente per evitare lacune nell'approvvigionamento elettrico. Come prima cosa, occorrerà cominciare a potenziare lo sfruttamento della fonte energetica che è più a portata di mano, ovvero la forza idrica. Produrre elettricità mediante l'utilizzo della forza idrica è vantaggioso per diversi motivi. L'energia idroelettrica, infatti:
- è rinnovabile e non emette CO2;
- ha un elevato rendimento;
- è indigena al 100 per cento e richiede degli investimenti a livello nazionale;
- i costi di investimento per produrla sono relativamente bassi;
- il suo sfruttamento permette di reagire tempestivamente alle variazioni del fabbisogno elettrico.
Contrariamente a certe affermazioni, la Svizzera dispone ancora di un notevole potenziale di utilizzo della forza idrica. Solo qualora quest'ultimo si esaurisse rapidamente e inesorabilmente, sarebbe necessario un cambiamento di paradigma. Al momento si tratta, in primo luogo, di rilevare, in modo coerente, sistematico e completo, i possibili potenziali che hanno una certa probabilità di essere sfruttati tenendo conto della situazione di partenza completamente nuova e sulla base di criteri unitari. Tale rilevamento si deve focalizzare sui potenziali che hanno buone probabilità di essere sfruttati, in primo luogo, sulle zone circostanti alle centrali idroelettriche esistenti in modo tale che sia possibile conservare l'integrità di preziosi spazi naturali, come ad esempio l'altopiano della Greina. Tale intensificazione dello sfruttamento della forza idrica e le sue conseguenze dovranno essere compensate con la rinuncia alla controversa realizzazione di piccole centrali idroelettriche in aree finora intatte.
Successivamente, sulla base dei risultati del rilevamento e della nuova situazione di partenza, occorrerà fissare il nuovo obiettivo di potenziamento dell'utilizzo della forza idrica. Per poterlo raggiungere in tempo utile, occorrerà semplificare e accelerare le procedure di pianificazione e di autorizzazione. Al suo punto 4, la mozione intende garantire che le opzioni di potenziamento rimangano realmente aperte.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il punto 1 e di respingere i punti 2 a 4 della mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
A seguito degli eventi verificatisi in Giappone, il 23 marzo 2011 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di mettere a punto nuovi scenari energetici nonché piani d'azione e di provvedimenti. Sulla base dei risultati di questi lavori, il 25 maggio 2011 il Consiglio federale si è espresso a favore di un futuro approvvigionamento elettrico sulla base della variante 2 (nessuna sostituzione delle centrali nucleari esistenti al termine del loro ciclo di vita).
In vista del nuovo orientamento della politica energetica, entro l'estate 2012 il Consiglio federale esaminerà una serie di misure che contribuiranno all'attuazione dell'abbandono progressivo dell'energia nucleare.
Nella verifica rientra anche una nuova valutazione del potenziale idroelettrico ancora disponibile (impianti esistenti e nuove costruzioni). L'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha pubblicato a questo proposito una scheda informativa. In una seconda fase, il contenuto di tale scheda nonché le basi per la valutazione sono sottoposti a un esame che ne verifica la plausibilità. Essi vengono, inoltre, aggiornati e completati sulla base delle valutazioni dei diversi esperti. A tale processo partecipano anche i cantoni, i rappresentanti degli interessi di protezione e di utilizzazione e quelli del settore elettrico. L'obiettivo consiste nel valutare il potenziale idroelettrico della Svizzera basandosi sullo stato attuale delle conoscenze concernenti i progetti, la protezione delle acque e i cambiamenti climatici. I lavori sono in corso dall'estate 2011. I loro risultati costituiscono delle basi fondamentali per determinare se è necessario formulare nuovi obiettivi di potenziamento e, se del caso, quali devono essere. Il punto 1 della mozione è pertanto tenuto in considerazione.
La fissazione di nuovi obiettivi concreti di potenziamento non è al momento opportuna. Da una parte, il disciplinamento a livello legislativo di obiettivi di potenziamento vincolanti comporterebbe un'inutile e notevole riduzione del margine di manovra. Dall'altra, dopo la fissazione di obiettivi vincolanti per la forza idrica, dovrebbero essere stabiliti anche obiettivi vincolanti per altre energie rinnovabili.
Per quanto concerne la domanda relativa alla semplificazione e all'uniformazione delle procedure di autorizzazione per le centrali idroelettriche, prima di tutto occorre richiamare l'attenzione sull'ordinamento delle competenze attualmente vigente. In questo settore, la Confederazione dispone solo di competenze molto limitate. La concezione delle procedure è di competenza essenzialmente cantonale. In linea di principio, la Confederazione può regolamentare tali procedure solo se una disposizione legislativa le conferisce espressamente una competenza decisionale autonoma. Quanto alle procedure cantonali, secondo l'articolo 60 capoverso 1 e 2 della legge federale del 22 dicembre 1916 sulle forze idriche (LUFI; RS 721.80) finora la Confederazione ha solo stabilito che le domande di concessione devono essere pubblicate e che alla pubblicazione non può essere aggiunta la comminatoria della perenzione dei diritti che non sono stati dichiarati in tempo utile. Il Consiglio degli Stati prossimamente si occuperà dell'iniziativa parlamentare 10.480 che, tra le altre cose, chiede l'istituzione di una procedura non discriminatoria e trasparente. Il Consiglio federale accoglie favorevolmente questa proposta. Le procedure che devono essere disciplinate dalla Confederazione sono state già state ampiamente semplificate nella legge federale del 18 giugno 1999 sul coordinamento e la semplificazione delle procedure d'approvazione dei piani. L'introduzione di una procedura a una sola tappa e con una sola autorità direttiva si è dimostrata estremamente efficace.
Nell'ambito della nuova strategia energetica, il Consiglio federale ha chiesto che le procedure d'autorizzazione per gli impianti di produzione di elettricità a partire dalle energie rinnovabili siano sottoposte a esame. Si sta verificando anche se è possibile individuare delle zone per tale produzione. Per quanto riguarda le procedure d'autorizzazione, la richiesta della mozione è stata pertanto già tenuta in considerazione.
La sospensione della messa sotto tutela di zone con potenziale di utilizzazione fino al termine della procedura non si fonda su alcuna base giuridica, soprattutto quando la decisione della messa sotto tutela rientra tra le competenze cantonali. Nella maggior parte delle zone protette, l'utilizzo della forza idrica non è escluso a priori, sempre che possa essere provata la presenza di un interesse pubblico equivalente.
Il Consiglio federale propone di accogliere il punto 1 e di respingere i punti 2 a 4 della mozione.